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WRC 2020. Rally Estonia. In testa Tanak e Breen, Hyundai

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Estonia in piena azione: Neuville ritirato alla 7° Speciale, duello tra Tanak e la sorpresa Breen. È decisamente un passo avanti delle Hyundai i20 Coupé. Ogier incalza al terzo posto, 30” di ritardo, pressato da Rovanpera.

WRC 2020. Rally Estonia. In testa Tanak e Breen, Hyundai

Tartu, Estonia, 5 Settembre. Si conclude la prima giornata “piena” del ritorno alla vita del Mondiale Rally. D’un colpo l’intensità emozionante di questo perfetto intrigo di Sport, coraggio e Meccanica esplode nel Rally del ritorno, il debuttante Estonia, quarta prova della sconcertante stagione 2020.

A casa sua il fortissimo pilota di casa è il favorito, è naturale, e Tanak lancia la sua i20 Coupé WRC in quella che sulla carta è niente più che un’”esecuzione”, il massacro di una concorrenza velleitaria ma impotente.

Non è così, non per l’esattezza. Il Rally Estonia esprime questo ed altro, in particolare una gamma completa di valori e di elementi di interesse. Il primo di questi è il quanto di competitività acquisito dalle Hyundai. Dicevamo, e ne siamo ancora convinti, che la macchina da battere fosse la Toyota e invece, già dalle prime battaglie del mattino, risulta evidente che le Hyundai sono salite di tono e di efficienza. Tanak, ma anche Breen e Neuville, nell’ordine in testa alla provvisoria dopo un giro, sono lì a dimostrarlo.

 

 

È un fatto particolarmente interessante. Primo perché rimescola le carte che sembravano andate tutte nella stessa mano, secondo perché ci piace pensare che, durante quei lunghi, frustranti, insopportabili mesi di lockdown, ci siano stati degli ingegneri che, a macchine letteralmente ferme, si sono applicati nella missione impossibile di studiare, sviluppare, simulare praticamente a tavolino un ventaglio di miglioramenti da applicare quasi al buio alle vetture congelate dal coronavirus che sarebbero tornate prima o poi a scendere nell’arena. Questo si chiama non dormire sugli allori, anche se questi sono ancora da conquistare. Insomma, l’efficacia delle Hyundai è il primo grande tema del ritorno alla rissa.

Chiudere il primo giro di prove speciali con tre macchine ai primi tre posti, Tanak, Breen, Neuville, è un “indizio” inequivocabile. L’altra, conseguente bella notizia è la competitività di Breen, figlia certamente dell’impegno profuso dal Pilota irlandese nel mantenere e quindi rivalutare le proprie quotazioni all’indomani dello scioglimento del legame con l’armata rossa di Citroen.

 

 

Il bel tempo non è eterno e non appena si riprende per il secondo giro del sabato, arriva il colpo di scena. Si parte in ordine invertito, novità legata al format “kompact”. Neuville, evidentemente sotto la pressione dell’aggressività di Ogier, sbaglia a metà della seconda Prankle, fa fuori una ruota e danneggia seriamente la sospensione posteriore destra. Il peccato è veniale, viste le condizioni delle strade, ma fatale. Il Belga concluderà la Prova ma sarà costretto al ritiro, e questo vuol dire staccarsi dal gruppo dei fuggitivi in testa al Mondiale lasciando rientrare in corsa sia Tanak che Rovanpera. Qualcuno deve aver sbattuto i pugni sul tavolo, là su uno di quei motorhome quartier generale!

 

 

Il tono è salito e così i rischi. Anche Ogier, Evans e Breen accusano problemi con i pneumatici, per fortuna loro di minore importo in fattura. Ogier, che ha vinto la Speciale, sale al terzo posto, Tanak allunga, di poco. Ogier guida il gruppo compatto delle Toyota che tenta di forzare il blocco Hyundai. Tanak e Breen vincono le successive due Prove, Kanepi e Otepaa, mantenendo più o meno costante il gap tra i due Piloti i20 Coupé. Nella decima, la Maekula di 15 chilometri, vince ancora Breen e Tanak ritarda, 4 secondi. Le strade sono molto deteriorate e l’estone diventa improvvisamente prudente. Bel duello, comunque, anche così sarebbe un risultato globale ideale per il Rally. Magari un po’ meno per il Mondiale.

 

 

Breen prova a dilagare e vince ancora. Tanak si risveglia nell’ultima Speciale del giorno, la Elva di quasi 12 chilometri, ma Rovanpera beffa tutti. Si va al riposo con Tanak in testa e apparentemente in grado di controllare. Breen è secondo a una dozzina di secondi, Ogier terzo e staccato. L’obiettivo del francese è mantenere la posizione, oro per la generale di Campionato, visto che non deve più tenere a bada il giovane, rampante collega di Squadra, Kalle Rovanpera, penalizzato di un minuto per aver tolto la schermatura al radiatore in regime di CT.

 

 

Siamo sempre a caccia di elementi di interesse, ma non c’è bisogno di essere dei segugi, questi saltano su da soli, come la crema. Uno di questi, non nuovo ma da non sottovalutare in prospettiva, è l’eccezionale impegno all’assalto promosso da Ogier. Il fuoriclasse francese sembra…  ringiovanito. È aggressivo, spietato, freddo e cinico ragionatore. Si parla parecchio del fatto che il sei volte Campione del Mondo stia trattando con Tommi Makinen il prolungamento del suo contratto anche per il 2021, ed ecco una dimostrazione che non c’è da fidarsi né da avere fretta. Il dato oggettivo davanti agli occhi di tutti è che il settimo sigillo Ogier lo ha nel programma di questa stagione.

Aspettando Domenica per il verdetto finale.

 

© Immagini Toyota TGR-DAM, RedBull Content Pool, Hyundai Motorsport Media

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