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WRC17 Polonia, Day 1. Neuville (Hyundai) nella Tempesta

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L’Inseguitore sferra il suo attacco nel corso del secondo giro della prima tappa. Tanak (M-Sport) e Latvala (Toyota) gli altri protagonisti del giorno. Ogier come in Italia, salva il primo giro (troppo prudente) e soffre nel secondo.

WRC17 Polonia, Day 1. Neuville (Hyundai) nella Tempesta

Mikolajki, 30 Giugno 2017. Neuville parte forte, Latvala più forte manda a segno una doppietta e va in testa, Suninen vince la sua prima Speciale nel giorno del debutto con una WRC+, Tanak tiene e va al comando nel primo pomeriggio senza mai vincere una Speciale. Finalmente Neuville rompe gli indugi, risponde anche lui con una doppietta micidiale, torna in testa e regola di misura Tanak e Latvala. Tre Marche vicinissime in fila, una manciata abbondante di secondi tra il primo e il terzo, un abisso di oltre… trenta secondi per ritrovare l’apripista di lusso del Rally, Ogier, ancora una volta alle prese con una situazione difficile da gestire.

Non è il Rally di Polonia che ci si aspettava con tanta curiosità e qualche timore, ma è interessantissimo per il bilanciatissimo tenore agonistico e per la varietà delle soluzioni a cui si apre. Non è il Polonia che ci si aspetta perché, Rally pur sempre velocissimo e spettacolare, “esagera” con una dose massiccia di maltempo, cosicché i tanto attesi verdetti sull’efficienza alle massime velocità delle nuove WRC Plus sono rimandati a “tempi migliori”, auspicabili sabato per il Rally in corso, ma ormai rimandati al Finlandia per quanto riguarda un giudizio finale più misurato. Anche se dovesse spuntare un perfetto sole siciliano, infatti, dice pertinentemente il Mago di Partinico, non ci saranno mai più, nell’edizione numero 74, le condizioni al suolo per isolare il fattore puramente velocistico delle nuove Macchine dal più generale contesto di dissesto delle superfici. Per certi versi è un peccato, per altri più concilianti animi è l’occasione per allargare la finestra di osservazione sul comportamento e sulle caratteristiche di adattabilità delle nuove Vetture. Un dato in più, insomma, che fa sempre comodo e che filtra ulteriormente i valori espressi ormai in oltre metà della stagione, distillando con sempre maggiore attendibilità la competitività della Macchine, degli Equipaggi e dei Team.

Thierry Neuville ha assunto ormai il ruolo del grande inseguitore. Ogier nel mirino della i20 Coupé, l’attuale “Chaser” ha commesso i suoi errori di… gioventù ma ora sembra pronto per il grande salto. Corre con circospezione e sfrutta totalmente la competitività della i20 Coupé, portandola a spasso con eleganza e solo a tratti con la veemenza dello strumento di battaglia. Può contare su un pacchetto “maturo”, sulla ritrovata serenità ambientale e sul “bonus” di una salutare dose di consapevolezza delle sue capacità. Nel primo giorno sotto la tempesta polacca Neuville ha aspettato il momento giusto, ovvero il secondo giro, per affrontare a viso aperto avversari, maltempo, strade disastrate e un Rally per questo motivo “pericoloso”, e portare il suo attacco solo dopo che l’assetto delle Hyundai era stato adattato perfettamente a quel festival di solchi, buche piene d’acqua e rotaie spalmate di fango.

Pur avendo vinto due speciali nel primo dei due giri ed essendo già stato in testa al Rally ad inizio di giornata, infatti, Neuville aveva dovuto riconoscere che la prima metà dalla giornata era della efficacissima Toyota di Jari-Matti Latvala, più deciso nella fase centrale della mattinata e due volte a segno con la Yaris WRC, nella Wieliczki e nella Świętajno, cioè proprio in corrispondenza con le esecuzioni più “deboli”, due quarti posti, del belga.

Dopo la seconda Chmielewo, annullata per ragioni di sicurezza legate alla gestione del pubblico, Neuville ha “toccato il fondo”, parliamo di un sesto posto a sette secondi dalla fantastica, prima volta del debuttante Teemu Suninen. Proprio in quell’occasione, tuttavia, il redivivo Paddon aveva “certificato” con un gran secondo posto l’efficacia delle Hyundai, lanciando in questo modo un segnale chiaro al compago di Squadra “Cacciatore”. È stato il segnale della riscossa, e con una doppietta perfetta Neuville ha ribaltato la situazione scavalcando sia Latvala che Tanak e portandosi definitivamente, ci riferiamo alla giornata, in testa al Rally.

Stiamo parlando di una situazione molto equilibrata, e dunque suscettibile di qualsiasi cambiamento, ma pur sempre di un dato di fatto. 

È legittimo, a questo punto, mettere in rilievo il ruolo dei Team nella gestione della corsa. Sono i Team, infatti, che dopo un avvio di stagione un po’ disordinato e condizionato da sorprese, necessità di verifiche e aggiustamenti del tiro, hanno preso in mano la situazione e scelto la via prudente e parsimoniosa della formichina. Un punto qui e un piazzamento là, la scelta di stare il più possibile lontani dai rischi e di guardare sempre più lontano verso l’orizzonte del Campionato, sembra essere diventata la strategia di tutti. Sono scelte che si rivelano cruciali nell’evoluzione del Campionato e che finiscono per passare quasi inosservate, messe in ombra dagli exploit dei Piloti, nella buona o nella cattiva direzione, e di conseguenza delle Macchine, che restano tuttavia la moneta più forte di questo Sport. Lo abbiamo visto in Sardegna, Rally della “maturità” della stagione, e oggi in Polonia. Grazie ai Team e allo spessore dei loro Manager, i Piloti hanno capito bene che con questi diavoli di Macchine sbagliare vuol dire quasi sempre buttare via tutto o quasi. Per cui torna in auge il criterio della “zampata”, quando possibile, o meglio ancora dell’attesa del momento buono per approfittare di una situazione che va costruita, in ogni caso, con grande pazienza.

Thierry Neuville e l’intero Team Hyundai lo dimostrano, e lo stesso fanno il Team Gazoo Racing delle Toyota quasi debuttanti quando si pensa con quanta circospezione corra un Pilota esperto ma ritenuto fino ad oggi “falloso” come Latvala. E lo dimostra perfettamente l’astro consacrato dal Sardegna, Ott Tanak, già bravo in Polonia lo scorso anno, ma non come mostra di esserlo in questa occasione, evidentemente anche grazie ala guida esperta di uno come Malcom Wilson. Non lo dimostra ancora il Team Citroen di Yves matton, che ha cambiato molte, anche troppe tutte insieme e che deve ora aspettare che Mikkelsen o Meeke trasformino il nuovo tipo di lavoro in risultati, e forse è un po’ difficile intravedere il concetto nella corsa di Sébastien Ogier. In difficoltà in Polonia esattamente come lo è stato in Italia, e pur nella solita, ingestibile e critica condizione di apripista, nel primo giorno del Polonia il fuoriclasse francese ha rinunciato a prendere qualsiasi iniziativa, inabissandosi in un primo giro al rallentatore pur di non correre il minimo rischio e guardare con interesse anche a una posizione di rincalzo. Il secondo si è rivelato un giro infernale, e così Ogier conclude la giornata con un disavanzo di bilancio volta pesante, ma con un peso di posizione ancora rilevante, soprattutto se messo in relazione con la difficile gestione dei due giri della prima Tappa.

È semmai curioso che, in una situazione così difficile e delicata, eppure sensazionalmente positiva, si stia ancora a rincorrere quello che dice o che vorremmo dicesse Ogier del suo futuro. Ad ogni Rally la pressione si alza, e finalmente Seb si lascia scappare che si sta guardando intorno, che un buon motivo per rimanere con M-Sport sarebbe l’arrivo della completa ufficialità Ford. Malcom conferma, allargando le possibilità all’arrivo di uno Sponsor risolutore di uno almeno degli aspetti cruciali di una buona relazione tra Pilota, Marca e Team. Qualcuno prende per oro colato le parole della coppia più felice del momento e abbozza in fretta lo scenario finale da mandare in redazione come scoop. A me sembra, invece, la dimostrazione di come quei due vadano d’accordo, di come stiano gestendo una perfetta operazione di marketing, quella sì con un occhio al futuro, e di come intendono risolvere, per il momento, il ben più attuale argomento del giorno, il Mondiale di quest’anno!

Foto: Manrico Martella, DMACK, Francesco Morittu, Jakub Pojmicz

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