WRC26 #08 Acropolis Grecia. E finalmente è di nuovo Ogier (con un piccolo aiuto degli Dei dell’Olimpo) [VIDEO]

WRC26 #08 Acropolis Grecia. E finalmente è di nuovo Ogier (con un piccolo aiuto degli Dei dell’Olimpo) [VIDEO]
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4 speciali all’epilogo, Ogier passa e guadagna un secondo, 3 alla fine Ogier e Neuville “staccano” il medesimo tempo, due alla fine, Neuville fora due volte. Fine del duello. Dietro, il vuoto, Katsuta sul podio. Fontana-Arnaboldi vincitori WRC3. Ogier sale al terzo posto nel Mondiale di Evans leader: si è già visto qualcosa di simile?
28 giugno 2026
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Loutraki, Grecia, 28 Giugno. La differenza, forse, sta tutta nell’essere stato capace di rimanere al di qua della soglia di rischio, Sébastien Ogier, o nell’aver provato a stare sull’affilatura di una lama oltre, Thierry Neuville. Nell’aver potuto contare sulla garanzia a vita di Toyota, il francese, oppure sull’extra offerta del momento di Hyundai, il belga. In ogni caso, anche questo si può dire, sulla benevolenza degli dei dell’Olimpo, che si sentivano in debito con il nove volte Campione del Mondo, che non vinceva dal 2011, pensa te tempi di Citroen, o sulla loro indifferenza verso il Campione che aveva già vinto due volte i tempi recenti, 2022 e 2024. Infine, sempre gli dei, possono aver pensato che in Portogallo Neuville aveva vonto per una foratura di Ogier, e dunque Ogier poteva benissimo vincere io 70° EKO Rally di Grecia per una (doppia) foratura di Neuville.

Vista così, nella grande fotografia dell’equilibrio cosmico, tutto ha un senso facilmente spiegabile. Però non ci basta e, magari salomonicamente, prima di tutto dobbiamo osservare che la matrice importante del Rally è stato il grande, spettacolare equilibrio delle lotta, fino alla penultima Speciale, tra i due Campioni. Poi il destino… e vabbè, non ricominciamo. La storia è semplice. Neuville andato al comando del Grecia il secondo giorno dopo la quarta speciale, la prima Stiri, e ci è rimasto fino alla prima di domenica, la lunghissima Aghii Teodori del giorno conclusivo. Per tutto quel tempo l’elastico di prestazioni dei due fuggiaschi (alle loro spalle, semplicemente, il vuoto) aveva mantenuto una differenza variabile tra i 4 e i 10 secondi, prima del momenquesta si era ridotta al minimo “storico” di 1 secondo e 3, e che nella successiva, terzultima speciale, entrambi i contendenti avevano registrato lo stesso, identico tempo. Equilibrio, tensione, spettacolo fantastici!

Poi gli dei dell’Olimpo… sì, dai. Penultima. È il secondo passaggio sulla Aghii Teodori. È il momento in cui Neuville oltrepassa la linea di confine e buca due volte. La sua gara si sgonfia alla velocità di un pneumatico scoppiato, alla velocità di una delusione improvvisa e cocente. Il belga resta secondo, “fortunatamente”, a un minuto dal vincitore, di nuovo Sébastien Ogier, in coppia con Vincant Landais sulla Toyota dei Campioni del Mondo. Il quadro generale lo rende meglio di tutti la classifica finale. Takamoto Katsuta, Toyota, terzo, è a tre minuti dal vincitore. Josh McLearn, Ford, è quarto a salta dalla gioia per il risultato che è un vero e proprio exploit, ma la fattura è salata: 5 minuti da Ogier!

Si pensi a Elfyn Evans. Il leader del Mondiale è andato con i piedi di piombo sulla terra micidiale del Grecia e con piede di piuma sull’acceleratore. Voleva limitare i danni da subito, e probabilmente ha fatto bene, ma non si diventa Campioni del Mondo finendo settimi a 6 minuti dal vincitore tutte le volte che si ha paura di un disastro, soprattutto se il vincitore ci prende gusto e inizia crederci (ovvero a far capire che ci ha creduto da sempre). Ma poi, non si è già visto qualcosa di simile in tempi recenti, ossia una partenza lampo in un Mondiale esplosivo, che poi va a rilento e finisce per passare di mano? Prendiamolo come un episodio, ma intanto Ogier, con il “full” di Grecia, vittoria, Super Sunday e Power stage, totale 35 punti, è passato dal quinto a terzo posto, e da un ritardo di 61 punti a un “debito” di 33, e già che ci siamo ricordiamo che Katsuta è ora ad appena 7 punti dal compagno di Squadra e leader. Soprattutto, questa va sottolineata, Ogier ha dimostrato di poter vince tutto e in tutte le condizioni. Cioè di non essere il fuoriclasse assoluto e sempre “rinnovativo” e incredibile delle nostra era.

Che altro, magari di bello? Due o tre cose di sicuro. Uno. Matteo Fontana e Alessandro Arnaboldi, Ford Fiesta Rally3, vincono il Rally WRC3. Due. Bella battaglia WRC2, anche questa risolta per le forature, Robert Virves davanti a Andreas Mikkelsen, nono e decimo dell’assoluta. Tre. Le Hyundai sono andate meglio, sono andate bene. Stanno recuperando alla velocità della luce. Un gran bene per il Mondiale e per l’entusiasmo di entourage e equipaggi. E di brutto? Che tornati a casa c’è da tornare a riflettere sull’evoluzione dei regolamenti in vista del 2027, di una realtà che stenta a decolalre in modo sensato, che propone “kit” che sono trappole, che poi si sono marche che sono vicine ma che minacciano di allontanarsi. Insomma, capisco che è difficile, ma è ancor più difficile indulgere a complicare le cose quando ci sono elementi indicatori chiarissimi.

2026 FIA World Rally Championship for drivers after round 8:
1 Elfyn Evans 158 points
2 Takamoto Katsuta 151
3 Sébastien Ogier 125
4 Sami Pajari 114
5 Oliver Solberg 103
6 Adrien Fourmaux 97
7 Thierry Neuville 95
8 Hayden Paddon 21
9 Esapekka Lappi 21
10 Yohan Rossel 20

Via in archivio il Grecia, si va in Estonia per la nona prova del Campionato del Mondo. 19° Delfi Rally Estonia, su terra, centro a Tartu, 301 chilometri cronometrati in 18 prove speciali. Dal 16 al 19 luglio. Vi dico la verità: sono andato subito a leggere l’elenco degli iscritti. Per un attimo ho sperato che ci fosse il nome di Ott Tanak!

© Immagini. Pure WRC Agency, Red Bull Content Pool, Toyota TGR, Hyundai Motorsport, Ford M-Sport, WRC.com, Lancia Corse

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