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Citroen C4

Citroen C4 1.6 HDi
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1000 km con la sorprendente compatta Citroen…

Citroen C4

A scanso di equivoci, lo confessiamo subito: in più di un’occasione la C4 messaci a disposizione da citroen Italia per questo test drive ci ha sorpreso. In che modo? Ancora un po’ di pazienza, perché prima di raccontarvi le nostre impressioni di guida nel migliaio di km che abbiamo percorso è doveroso fare un passo indietro e analizzare più in dettaglio le caratteristiche della vettura francese.

Personalità da vendere
A quasi un anno dal suo debutto (gennaio 2005) le linee della C4 non costituiscono più una novità assoluta, ma continuano a essere qualcosa di profondamente diverso rispetto alla moltitudine di vetture che popolano il segmento C. Sì, anche con la carrozzeria a cinque porte, per certi versi meno “estrema” della tre porte, la C4 esibisce una personalità inconfondibile, alla quale contribuiscono diversi particolari: il frontale, con i gruppi ottici che si prolungano verso la fiancata e il marchio della Casa che diventa punto di origine della griglia cromata anteriore, per passare poi all’ampio arco descritto dal padiglione e quindi alla coda, dove spiccano il taglio particolare dei fari e il portellone curvo.
Il risultato finale, nella nostra redazione, ha riscosso consensi praticamente unanimi, ma anche i detrattori – siamo pur sempre nel campo dei gusti strettamente personali – non potranno non riconoscere alle linee della C4 una buona dose di originalità.

Originalità che ritroviamo anche nell’abitacolo, soprattutto per quanto riguarda la strumentazione e i comandi. La prima è digitale ed è collocata al centro della plancia, secondo una soluzione piuttosto in voga tra le monovolumi e le utilitarie, molto meno tra le vetture di questa categoria. Un grande schermo raccoglie quindi il tachimetro e altre informazioni (temperatura dell’acqua, livello della benzina, etc.), mentre il contagiri (anch’esso digitale) e posto dietro il volante.

 

Proprio quest’ultimo è l’altro elemento caratterizzante dell’abitacolo della C4, a partire dalla sua curiosa conformazione: agendo sullo sterzo, infatti, la corona ruota, ma la parte centrale rimane fissa. Questa soluzione, che costituisce in apparenza una concessione all’originalità fine a se stessa, in realtà risponde a precise ragioni di ergonomia. I tecnici Citroen, infatti, hanno voluto accentrare sul volante della C4 la maggior parte dei comandi (sulla vettura in prova ne abbiamo contati ben diciotto!) e perfino le informazioni sull’accensione dei fari (su una striscia sottile posta nella parte superiore. Impossibile, con un volante di tipo tradizionale, pensare di poter utilizzare un simile quantità di comandi.
La soluzione adottata, sulla carta un po’ particolare, in realtà non richiede alcun periodo di adattamento e utilizzare i comandi posti sul volante (sulla vettura in prova c’erano cruise control, limitatore della velocità, autoradio e computer di bordo, con le rispettive regolazioni) si rivela sorprendentemente agevole.

Una volta assimilata la strumentazione, ci concentriamo sulla posizione di guida, scoprendo che le regolando (manuali, ma molto precise) di sedile e volante consentono di trovare con facilità la posizione di guida migliore anche a guidatori di taglie molto differenti.

Osservando l’ambiente interno, poi, si notano le plastiche di buona qualità (ottima, in particolare, quella che ricopre la zona superiore della plancia, morbida al tatto), mentre i sedili risultano confortevoli. Sufficientemente numerosi e capienti i vani portaoggetti, mentre il climatizzatore bizona installato sulla vettura in prova si è dimostrato silenzioso ed efficace. L’unica critica che si può muovere all’abitacolo della vettura in prova è l’atmosfera un po’ cupa dovuta ai rivestimenti scuri praticamente onnipresenti (con l’unica eccezione del cielo dell’abitacolo): va bene l’immagine da vettura di

 

classe superiore, ma si sarebbe potuto osare un po’ di più in fatto di colori…

L’abitabilità, in ogni caso, è ottima davanti e buona dietro, dove non abbiamo riscontrato problemi particolari in altezza (anche per chi supera di qualche centimetro il metro e ottanta), mentre il divano posteriore presenta una seduta accogliente. L’unica pecca, per altro comune a moltissime vetture, riguarda la seduta del terzo passeggero, al centro, mentre per quanto riguarda lo spazio a disposizione delle gambe molto dipende dalla posizione dei sedili anteriori. In generale, comunque, si viaggia bene anche dietro e questo non è poi tanto comunque nel segmento di appartenenza.

Buona, ma non eccezionale, infine, la capacità del bagagliaio (320 litri), che si fa apprezzare comunque per la forma regolare e la buona rifinitura.

Il silenzio del diesel
Il propulsore della vettura in prova è il quatto cilindri di 1.6 litri turbodiesel 16 valvole: eroga 110 CV a 4.000 giri e soprattutto una coppia di 240 Nm a soli 1.750 giri. Numeri dietro ai quali si nasconde un comportamento piuttosto brillante in rapporto alla categoria e soprattutto un’erogazione molto progressiva. In mezzo al traffico è difficile trovarsi a desiderare una maggiore cavalleria sotto il piede destro: ci è capitato soltanto cercando di prendere con piglio davvero sportivo una strada di montagna o cercando qualche sorpasso fulminante. Insomma, chiedendo alla “nostra” C4 cose per le quali non è stata propriamente progettata. Viceversa, nella guida di tutti i giorni si apprezza la buona disponibilità di coppia, che consente di non ricorre continuamente al cambio, e soprattutto un’erogazione molto progressiva della potenza, al punto che è difficile avvertire l’entrata in funzione del turbo. E il tradizionale “calcio” della sovralimentazione non è l’unica cosa

 

che non si sente nell’abitacolo: manca infatti anche il borbottio fastidioso che affligge i diesel a quattro cilindri, segno di un propulsore “educato” da questo punto di vista e di un abitacolo ben insonorizzato. Nella guida in città e nei percorsi misti l’isolamento acustico è davvero molto valido, mentre in autostrada pneumatici e fruscii inevitabilmente fanno aumentare i decibel, pur entro limiti buoni per la categoria.

Per gli appassionati di numeri, segnaliamo che con la nostra apparecchiatura X-Crono-T GPS by Safoa.net abbiamo rilevato un tempo di 11,87 secondi per il classico scatto da 0 a 100 km/h e una velocità di punta pari a 188,3 km/h, a fronte di valori dichiarati pari rispettivamente a 11,2 secondi e 192 km/h.

Buone anche le percorrenze, per le quali la Casa dichiara 6 litri per 100 km in città, che diventano 4 nei percorsi extraurbani e 4,7 nel ciclo misto. In realtà guidando senza porre una specifica attenzione ai consumi, abbiamo letto sul computer di bordo consumi leggermente superiori ai valori dichiarati, ma restando comunque su valori più che validi.

Un telaio che sorprende
Detto dei numeri, non resta che concentrarci sulle impressioni di guida: proprio su questo fronte, infatti, sono venute alcune delle (belle) sorprese a cui abbiamo accennato all’inizio. Se nell’uso quotidiano la C4 si è rivelata facile da condurre e silenziosa, in occasione del nostro servizio fotografico ha rivelato la sua vera natura. Per gli scatti che accompagnano questo articolo, infatti, abbiamo portato la vettura francese lungo una strada di montagna resa ancora più ostica dall’asfalto bagnato (era appena piovuto) reso scivoloso dalle foglie degli alberi e dalle frequenti imperfezioni del fondo. In questa situazione difficile, la C4 ha esibito una stabilità a prova di errore, grazie all’intervento dell’elettronica e al comportamento molto efficace delle sospensioni.

 

Anche passando sopra buche e avvallamenti ad una discreta andatura, la C4 non si scompone, né esibisce fenomeni evidenti di rollio e beccheggio. E se altre vetture, per ottenere questo risultato, devono ricorrere ad assetti piuttosto penalizzanti per il comfort, la C4 non fa niente di tutto questo: semplicemente filtra in modo molto efficace le imperfezioni dell’asfalto, attenuando i contraccolpi.
Adesso, naturalmente, non dovete pensare al comportamento di una vettura da corsa: la WRC con cui Loeb ha dominato il Mondiale Rally è palesemente un’altra cosa e la C4 provata non ha mostrato l’agilità di una sportiva, ma per l’equilibrio e il comfort assicurato in tutte le condizioni dà l’impressione di guidare una berlina di dimensioni e ambizioni assai maggiori.
Detto delle note positive, chiudiamo con un piccolo appunto al cambio, un manuale a cinque marce dagli innesti non sempre precisissimi che premiano decisamente la guida turistica piuttosto che quella più impegnata, e alla frizione, piuttosto pesante e dunque affaticante nella guida in città.
Niente da eccepire sui freni invece, mentre lo sterzo ha dimostrato un diametro di volta contenuto e una precisione nella media della categoria.

Al di là del comportamento stradale, comunque, durante il nostro test drive abbiamo avuto modo di apprezzare anche i tanti gadget che impreziosiscono la vettura, come i fari bi-xeno che si orientano automaticamente in curva, molto utili nella guida notturna.

Full optional
L’esemplare provato era impreziosito dal più ricco allestimento Exclusive, che comprende di serie ABS con ripartitore della frenata, sei airbag, aiuto alla frenata di emergenza, rilevatore della pressione dei pneumatici, cerchi in lega da 17’’, accensione automatica dei fari, fari bi-xeno ad orientamento intelligente, climatizzatore bi-zona, regolatore e limitatore della velocità (quest’ultimo è molto utile nella guida in città e in generale per evitare le imboscate degli autovelox…), sedili posteriori ribaltabili (2/3+1/3), sensori di parcheggio posteriori e molto altro. Insomma, una dotazione davvero full optional, a fronte di un prezzo di listino pari a 22.250 euro: una cifra non proprio “d’attacco” (e del resto si tratta dell’allestimento di punta), ma competitiva rispetto ai tantissimi accessori di serie. Per chi vuole risparmiare, del resto, il prezzo della C4 con la stessa motorizzazione scende a 19 mila euro con l’allestimento Classique.

Da comprare perché:
- design e abitacolo personali
- elevato comfort
- dotazione di serie molto ricca

Difetti:
- frizione pesante
- manovrabilità del cambio migliorabile

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