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Jaguar XKR

Jaguar XKR
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Tutto l'equilibrio di...416 CV!

Jaguar XKR



Padova - Negli ultimi tempi si sono lette molte cose sulla salute del Giaguaro - non occorre specificare che non stiamo parlando del quadrupede, vero? - che pare non essere così buona come il suo prestigio meriterebbe. Ad un certo punto sembrava perfino che mamma Ford potesse venderlo a qualche avventuriero per "fare cassa". Un po' come vendere i gioielli di famiglia per pagare il mutuo del castello... Ora questa sinistra ipotesi è tramontata, ma la domanda rimane di attualità: come sta il Giaguaro? Molto bene, verrebbe da rispondere dopo aver provato la nuova jaguar XKR, e chi se ne frega se i conti ancora non quadrano: torneranno presto in ordine, se la casa inglese proseguirà su questa strada.
E’ con questo pensiero che spegniamo il motore dopo avere concluso la nostra prova della nuova coupè inglese nella sua configurazione più spinta. Quella “light”, con l’otto cilindri aspirato, l’avevamo già guidata a Monza e ci aveva impressionato per le sue doti dinamiche, ma ci aveva lasciato il desiderio di una maggiore cattiveria. E siccome questo pensiero è condiviso da una fetta rilevante di clienti o potenziali clienti che amano sì l’eleganza della XK e la raffinatezza dei suoi interni, ma vogliono anche un oggetto capace di spalmarli sul sedile quando affondano il piede sull’acceleratore in Jaguar hanno sfornato la “R”, che proprio come nella precedente generazione della XK identifica la versione dotata di compressore, oltre che di una lunga serie di altri affinamenti per adattare la vettura alla maggiore potenza disponibile.
Una potenza che è tanta, va detto subito: grazie al compressore il V8 di 4.2 litri ora sviluppa la bellezza di 416 CV, mentre la coppia massima cresce fino a 560 Nm. E se è vero che ormai il club dei “400 cavalli”

 

non è più così elitario come un tempo, come avremo modo di raccontarvi tra poche righe possiamo garantirvi che le sensazioni al volante sono davvero intense, senza tradire per questo lo spirito raffinato della coupè inglese.

Dettagli che fanno la differenza
Rispetto alla versione aspirata, esteticamente la XKR si distingue solo per pochi dettagli. Il cambiamento più evidente riguarda il frontale, dove ora fanno bella mostra di sè una nuova mascherina anteriore e delle prese d’aria supplementari nel fascione inferiore e attorno ai fendinebbia. Questi particolari sono in tinta con la carrozzeria e donano all’insieme una maggiore grinta, ma a nostro giudizio appesantiscono un poco le linee eleganti della coupè inglese. Molto belle, invece, sono le prese d’aria supplementari ricavate sul cofano motore, mentre in coda l’unica modifica evidente – a parte la sigla XKR – riguarda i terminali di scarico, che sono quattro anziché due. Completano la personalizzazione estetica i cerchi da 19 pollici – di serie sulla XKR – e le prese d’aria dietro ai passaruota anteriori di colore alluminio anziché in tinta con la carrozzeria. Nell’insieme l’XKR appare seducente come poche altre sportive in circolazione, elegante ma allo stesso tempo pronta a graffiare.

Pelle, radica e molto altro
Un’impressione, questa, che troverà conferma fin dai primi chilometri della nostra prova, ma abbiate pazienza… Un abitacolo rifinito in modo così perfetto merita quanto meno di essere osservato nei dettagli. I materiali, nella migliore tradizione Jaguar, sono tra i più pregiati: l’esemplare in prova ci ha accolti in un trionfo di pelle chiara (estesa anche alla plancia) e radica, ma per i più sportivi al posto degli inserti in

 

legno sono disponibili anche delle finiture in alluminio satinato dal look più giovane e grintoso. Per noi però una Jaguar senza pelle e radica non sarebbe tale, quindi siamo ben orgogliosi dell’esemplare assegnatoci.
La (poca) plastica presente, per lo più per i comandi secondari, è anch’essa di ottima qualità e l’unico elemento stonato dell’insieme, a voler essere proprio pignoli, è la cornice in plastica che circonda lo schermo inserito nella plancia: forse si sarebbe potuta trovare una soluzione più elegante.
Niente da eccepire invece sull’ergonomia: lo spazio per guidatore e passeggero è davvero tanto e sedile e volante offrono molteplici regolazioni elettriche, grazie alle quali trovare una corretta posizione di guida è davvero un gioco da ragazzi, qualsiasi sia la vostra corporatura. Chi siede dietro invece…. già, ma chi si siederà mai nei sedili posteriori? Probabilmente nessuno, perché lo spazio per le gambe è davvero molto scarso e anche l’accessibilità non ci è sembrata molto incoraggiante: l’XKR è una 2+2 da vivere da soli o in coppia, ma si sa, questo è un difetto comunque a quasi tutte le vetture di questa categoria. In compenso il bagaglio è capiente e rifinito in modo impeccabile.

I comandi principali sono tutti a portata di mano, alcuni interruttori secondari sono stati collocati nel volante (un bel tre razze ovviamente rivestito in pelle e personalizzato con il logo “R”) e per gli altri c’è sempre la console centrale con lo schermo di grandi dimensioni. Niente manettino per navigare tra decine di menu e sottomenu, come accade nella concorrenza tedesca, e di questo non ci stancheremo mai di ringraziare Jaguar: con la XKR si può effettivamente partire senza avere passato la notte in bianco a studiare centinaia di pagine di istruzioni e

 

questa è oggi una dote sempre più rara in questa categoria. Sia chiaro: la coupè inglese è dotata di ogni confort, ma l’interfaccia di controllo è rimasta più “umana”.

Una sinfonia coinvolgente
La chiave è di tipo elettronico, pertanto per avviare il motore è sufficiente tenerla in tasca e premere il pulsante rosso collocato alla sinistra della leva del cambio. Il suono che si sprigiona istantaneamente è da standing ovation: il timbro è quello tipico, un po’ cupo, degli otto cilindri, ma con una tonalità leggermente più “alta” che ci ricorda subito che siamo a bordo di una “R”. Il volume, comunque, è contenuto, e già qui iniziamo a scoprire uno dei (tanti) pregi della nuova XKR: la capacità di essere estremamente silenziosa al minimo o quando si guida in modo rilassato, ma allo stesso tempo di emettere un suono coinvolgente quando si decide di affondare il piede sull’acceleratore. Un equilibrio non facile da raggiungere che meriterebbe un applauso.

Sempre impeccabile
Scriviamo “meriterebbe” perché è meglio tenere le mani ben salde sul volante, per lo meno se si decide di sollecitare tutta la cavalleria disponibile: la risposta del propulsore infatti è istantanea, con una notevole riserva di potenza fin dai bassi regimi e una progressione fino alla zona rossa apparentemente senza flessioni in termini di efficacia. Nel frattempo in tachimetro ha già raggiunto una velocità decisamente pericolosa (più che altro per la nostra patente) e quasi surreale considerando la brevità del “lancio”. Ci aggrappiamo ai freni e questi rispondono alla grande: l’XKR si attacca all’asfalto come se avesse gettato un’invisibile ancora, con una decelerazione violenta durante la quale la vettura

 

rimane assolutamente composta. Quasi non ci crediamo, perché nella marcia alle basse velocità i freni si erano rivelati molto progressivi, facendoci pensare ad un impianto sì ben modulabile, ma non così “estremo”. E invece l’XKR ci ha sorpreso ancora una volta, con un nuovo esercizio di equilibrismo tra le esigenze, non sempre conciliate sulle sportive di questa categoria, di avere un impianto frenante progressivo e non troppo aggressivo alle basse velocità ma allo stesso tempo capace di compiere in pieno il suo dovere alle andature più elevate.

Del resto “equilibrio” è davvero la parola d’ordine della nuova XKR: lo conferma anche il telaio, caratterizzato dalle sospensioni a controllo attivo di serie. Una serie di sensori rileva istantaneamente i dati relativi alla velocità della vettura, alla sua imbardata, all'angolo di sterzo e alla pressione esercitata sul pedale del freno: queste informazioni sono elaborate da un modulo di controllo che gestisce di conseguenza l'azione delle valvole idrauliche che variano in ogni instante la taratura di ogni singolo ammortizzatore.

Alle basse andature la capacità di smorzare le asperità dell’asfalto è degna di un’ammiraglia (ok, di un’ammiraglia con assetto sportivo), salvo irrigidirsi quando si spinge davvero sull’acceleratore. Nei tratti di strada più tormentati l’XKR ha dimostrato un’agilità sorprendente in rapporto alle sue dimensioni (è lunga 4.791 mm, larga 1.892 e alta 1.322): il segreto, naturalmente, sta nella scocca realizzata interamente in alluminio, che ha permesso di contenere il peso in soli 1.665 kg (1.715 kg per la convertibile). Un valore davvero sorprendente per la categoria. Capace di accelerazioni portentose, la coupè inglese ha

 

dimostrato di saper mantenere medie elevate anche nei percorsi ricchi di curve, rimbalzando da una curva all’altra con disarmante facilità.
Anche alle andature più elevate, comunque, l’XKR non diventa mai eccessivamente rigida: mantiene un certo rollio che ha la funzione rassicurante di avvisare con un certo anticipo l’avvicinarsi del limite e allo stesso tempo consente di guidare a lungo in molto, molto velocemente in modo rilassato. Ciò nonostante, dal momento che la vettura è equipaggiata con un sistema di sospensioni elettroniche che consente di superare l’antico dilemma “morbide per quando vado piano o rigide per quando ho fretta?”, avremmo preferito una regolazione più rigida dell’assetto alle alte velocità.
L’altra faccia della medaglia è che in questo modo nessuna buca si ripercuote sulla colonna vertebrale e non si manifesta nessuna sbandata improvvisa, nemmeno azzardando manovre che non stanno proprio nel manuale del perfetto pilota… Un comportamento a prova di errore, quindi, che rimane sostanzialmente tale anche quando si cerca (invano) di rompere le briglie dell'elettronica:
Il controllo della stabilità dinamica (DSC) usa i freni e controlla l'erogazione della coppia per prevenire l'eccessivo sovrasterzo o sottosterzo, eccessivi o veloci rollii transitori, e il bloccaggio delle ruote in caso di frenate brusche. Sulla XKR il DSC presenta due livello di intervento: il primo è quello consueto, molto protettivo, mentre il secondo mantiene inserito il controllo della trazione (e le funzioni ABS e EBD) ritardando però l'intervento delle altre funzioni del DSC. Insomma, non c'è proprio

 

verso sulla XKR di esibirirsi in esaltanti sovrasterzi di potenza e nemmeno di gestire tutta la potenza a disposizione contando solo sulle proprie forze. Poiché non si tratta di una vettura da track day, ma di una raffinata granturismo pensata per regalare prestazioni molto elevate (5,2 secondi per lo scatto da 0 a 100 km/h, mentre la velocità massima è autolimitata a 250 km/h) in un ambiente raffinato e confortevole questa impostazione è comprensibile, anche se un controllo di trazione più permissivo – almeno con il secondo livello del DSC – avrebbe consentito di accrescere ulteriormente il divertimento per i clienti più esperti.

Una considerazione, questa, che si potrebbe estendere almeno in parte allo sterzo: è magnifico per il raggio di sterzata contenuto che dona alla XKR un’agilità sorprendente negli spazi ristretti e ci è sembrato piuttosto preciso nel trasmettere alla vettura la volontà del pilota; allo stesso tempo, però, alle andature più elevate avremmo preferito un comando più diretto e un po’ meno leggero.

Davvero inappuntabile, invece, si è dimostrato il cambio: un automatico a sei marce capace di passare con grande rapidità e allo stesso tempo in modo molto morbido da una marcia all’altra, con una logica di gestione particolarmente intelligente. L’elettronica infatti concede di arrivare fino al limitatore senza battere ciglio, non passa al rapporto superiore alla minima esitazione sull’acceleratore e allo stesso tempo vi lascia viaggiare in quinta a 50 km/h – se proprio volete – senza darvi dello stupido e passare in quarta. Naturalmente non manca la modalità manuale con i paddles posti dietro il volante (il destro per passare al rapporto superiore, il sinistro per scalare), ma la gestione automatica si è dimostrata così intelligente che dopo qualche chilometro abbiamo deciso di affidarci alle sue cure senza alcun rimpianto.

Questione di equilibrio
Con la XKR in Jaguar si sono cimentati su un tema tecnico molto difficile: realizzare una granturismo elegante e confortevole, ma allo stesso tempo con delle elevate potenzialità sportive e realmente divertente da guidare. La classica quadratura del cerchio che generalmente non si riesce mai a raggiungere, eppure l’XKR ci è riuscita, trovando la propria peculiarità proprio in questo raffinato equilibrio, capace di appagare di volta in volta per il comfort e l’accoglienza regale così come per l’esuberanza del propulsore e la compostezza del telaio.
E’ proprio questo equilibrio, del resto, a rendere l’XKR qualcosa una vettura più completa e allo stesso tempo diversa rispetto alle principali concorrenti, quali la Mercedes 500 SL, la BMW M6, la Maserati GT o la stessa Porsche 911, e siamo certi che il suo equilibrio saprà conquistare moltissimi estimatori.

Quanto costa?
Le nuove Jaguar XKR saranno in vendita a partire da novembre, al prezzo di 99.650 euro per la coupè e 107.950 euro per la convertibile. Una somma elevata, è vero, ma adeguata ai contenuti tecnici della vettura e in linea con la concorrenza.

Pregi:
- prestazioni esaltanti
- comfort e facilità di guida
- design e abitacolo ai vertici per eleganza e raffinatezza
- cambio e freni encomiabili in ogni situazione

Da rivedere:
- abitabilità posteriore critica
- alle alte velocità avremmo preferito uno sterzo un po’ più diretto e una regolazione più rigida delle sospensioni elettroniche
- alla fine della prova abbiamo dovuto restituirla…

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