“Siamo plagiatori senza vergogna”: Allison spiega così la sfida Mercedes nella F1 2026

“Siamo plagiatori senza vergogna”: Allison spiega così la sfida Mercedes nella F1 2026
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James Allison racconta la portata della rivoluzione 2026 in Formula 1: nuove power unit, aerodinamica attiva e una Mercedes W17 nata in un contesto di confronto totale tra i team, dove osservare e imparare dagli avversari diventa parte integrante della sfida tecnica
2 febbraio 2026

La Mercedes W17 apre ufficialmente il ciclo regolamentare 2026 e, ascoltando James Allison, è chiaro come a Brackley si abbia la percezione di trovarsi davanti a un passaggio storico. “Non so se sia il cambiamento più grande che ci sia mai stato in Formula 1 – ha spiegato il direttore tecnico della casa a tre punte – ma è sicuramente il più grande che abbia mai visto nei miei 35 anni in questo sport”.

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Le nuove monoposto sono più strette, leggere e compatte, ma il vero spartiacque è l’insieme di novità introdotte contemporaneamente. “Abbiamo power unit completamente nuove, regole telaistiche nuove, pneumatici nuovi e anche un cambiamento complessivo della centralina elettronica che gestisce tutti questi sistemi. È una sfida enorme”, ha sottolineato Allison, evidenziando come il 2026 abbia concentrato in un’unica stagione rivoluzioni che normalmente sarebbero state diluite nel tempo.

Il cuore del progetto W17 è il lavoro sul telaio, chiamato a convivere con power unit profondamente diverse nel modo di erogare l’energia. “Queste nuove regole sui motori sono molto, molto differenti per come l’energia viene portata a terra”, ha spiegato Allison. Da qui la necessità di un telaio che ne esalti l’efficienza: “Più leggero, più piccolo, con meno drag e con l’introduzione dell’aerodinamica attiva, così da completare l’efficienza complessiva della vettura”.

Proprio l’aerodinamica attiva sarà uno degli elementi più visibili – e discussi – del nuovo corso. Allison ha ammesso che non è la parte più complessa del regolamento, ma sarà inevitabilmente sotto i riflettori: “È molto visuale, si vedrà su ogni rettilineo e sarà sicuramente un tema di conversazione”. Il funzionamento dell’ala posteriore richiama il DRS, ma con una differenza fondamentale: “La riduzione del drag è sempre disponibile, su ogni rettilineo, su ogni pista e in ogni giro. Non dipende più dalla distanza dalla vettura davanti”.

Un vantaggio costante che si integra con le nuove power unit ibride. All’anteriore, invece, il flap attivo ha una funzione diversa: “Le ali anteriori non riducono molto il drag, ma servono a mantenere il bilanciamento. Se togli carico dietro, devi farlo anche davanti per evitare che cambi il comportamento della macchina”. In questo modo, Mercedes potrà 'scaricare' le ali prima sul rettilineo, sfruttando più a lungo la riduzione di resistenza.

Il 2026 segna anche l’addio al DRS tradizionale e l’introduzione dell’overtake mode. Allison lo ha descritto come “simile al DRS sotto alcuni aspetti, ma completamente diverso sotto altri”. L’attivazione resta legata alla distanza dalla vettura che precede, ma il principio cambia radicalmente: “Non ha nulla a che fare con l’aerodinamica. È tutto legato al sistema ibrido e alla gestione dell’energia”. Il pilota può così recuperare più energia elettrica nel giro e usarla in modo più efficace sui rettilinei per attaccare.

A questo si aggiunge il boost button, uno strumento che promette di cambiare l’approccio dei piloti alla gara. “Premendolo, si cancella la gestione automatica dell’energia e si ottiene tutta la potenza disponibile”, ha aggiunto Allison. “Parliamo dei 350 kW del motore elettrico insieme a tutto ciò che il motore termico può offrire”. Una scelta aggressiva, però, che ha un prezzo: “Potresti svuotare le batterie, superare qualcuno e poi trovarti vulnerabile più avanti nel giro”. Secondo il direttore tecnico Mercedes, sarà proprio questa gestione a “mescolare le carte” nel 2026.

Guardando ai primi shakedown, Allison ha ammesso una sorpresa positiva: l’affidabilità. “Con tutto quello che è nuovo, sarebbe stato ragionevole aspettarsi una sinfonia di bandiere rosse e vetture fumanti. E invece non è successo”. Anzi, “l’affidabilità è stata paragonabile, se non migliore, rispetto ai test invernali dello scorso anno”, un segnale incoraggiante che permette ai team di concentrarsi sulle prestazioni.

Infine, uno sguardo inevitabile ai rivali. Allison non si nasconde: “Siamo completamente dei plagiatori senza vergogna”. Studiare le soluzioni altrui è parte integrante del gioco, perché “tutti stanno affrontando la stessa sfida, ma magari in modo diverso”. Ed è proprio dal confronto che possono nascere le prossime evoluzioni.

La W17 nasce quindi come una monoposto figlia di una rivoluzione totale. Mercedes ha accettato la sfida del 2026 consapevole che non basterà una singola intuizione, ma servirà far funzionare insieme ogni elemento di un regolamento completamente nuovo. E, come ha concluso Allison, “sarà emozionante vedere come tutto questo si svilupperà in pista”.

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