prove su strada

Mercedes C 220 BlueTEC Automatic Station Wagon

Familiare che ama viaggiare
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In abito lungo, la C 220 conferma i livelli di comfort e piacere di guida della berlina, rivelandosi una macinatrice di chilometri senza essere troppo assetata. Qualche incertezza solo nella precisione del navigatore e nella sincronia del cambio automatico

Mercedes C 220 BlueTEC Automatic Station Wagon

Gli intenditori lo sanno bene: per valutare una pizza e giudicarne la qualità delle materie prime, la sostanza dell’impasto e l’amalgama degli ingredienti bisogna saggiare la più semplice, come la margherita, e non farsi sedurre dalle varianti più fantasiose e ricche di abbinamenti. Se ci passate la metafora ed accettate il parallelo invero ardito che un’auto possa essere assimilata ad una pizza, converrete senz’altro che il giudizio su un nuovo modello sia più corretto se basato su un’esperienza di guida della versione base, piuttosto che su quella full optional.

 

E’ quanto abbiamo fatto con la nuova C 220 BlueTEC Automatic Station Wagon, provata nella versione d’accesso Executive in configurazione pressoché standard, ad eccezione di qualche accessorio come il park assist, il sistema multimedia Garmin, i fari a led, il mirror package e la verniciatura in blu brillante, che portano il listino della vettura dai 34.983,61 euro di base ai 38.358,61 del modello in prova; prezzi, va precisato, IVA e messa in strada escluse.

Innovazione sulla scia della berlina

La quarta generazione di Classe C Station Wagon cresce nelle dimensioni, puntando ad innalzare i livelli offerti di qualità, comfort e guidabilità e proponendo tutto il meglio della berlina. La versione lunga di Classe C unisce uno stile lineare con un’impronta sportiva non eccessiva, malgrado l’aumento delle misure e la contemporanea dieta.

 

Gli ingombri esterni attestano la crescita della Classe C SW: il passo di 2.840 mm è più lungo di 80 del modello precedente, facendo lievitare di 96 la lunghezza (4.702 mm) e di 40 la larghezza (1.810 mm), mentre il vantaggio per le gambe dei passeggeri posteriori è valutato in 45 mm di spazio in più. Sulla bilancia troviamo una riduzione di peso di 65 kg rispetto al modello che sostituisce; non siamo ai livelli record della 4 porte (dove erano ben 100 i kg in meno), ma si tratta comunque di un ottimo risultato, reso possibile da una tecnica di costruzione molto raffinata, che abbina componenti in alluminio per il 49% del totale ad acciai speciali, uniti da speciali rivetti, saldature al laser e materiali adesivi specifici. Notevole anche il risultato in termini aerodinamici: pur senza insidiare il valore di cx di 0.24 della berlina, la station wagon si attesta a 0,27, record per la categoria.


Sono chiari, già dalla prima occhiata, i richiami estetici a modelli del passato Mercedes resi però attuali, per un family feeling che conforta e rassicura: il look della vettura è muscoloso, quasi un contrappunto rispetto ai valori di raffinatezza, classe e comodità che ne costituiscono invece il target del marketing, mentre il design aggressivo rivela la grande connotazione dinamica della vettura, premessa e promessa dell’esperienza di guida.

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Anche sul modello base si pososno trovare numerosi acessori come lo schermo centrale da 7 pollici e il volante in pelle

Come cambia la categoria wagon

L’evoluzione delle esigenze, del gusto e dello stile di vita si comprende seguendo le modificazioni a livello estetico e funzionale: se fino a pochi anni fa il concetto di wagon era declinato soprattutto sottolineando la vocazione di carico della vettura, oggi il design più dinamico ci porta a valutazioni meno categoriche e più trasversali, in cui versatilità e praticità devono soddisfare esigenze disparate, dallo shopping alle vacanze, dalla sport alle necessità dei figli.


Ad accoglierci, l’abitacolo Executive di Classe C SW: anche in versione basica, quindi con sedili in tessuto, volante a tre razze in pelle nera, ed identico colore a dominare la parte superiore della plancia, i pannelli centrali e l’inserto centrale della consolle con qualche inserto cromato a rendere meno pesante l’approccio visivo, non delude le attese. A disposizione ci sono elevate doti di spaziosità, interni dall’eleganza sobria e raffinata, tanta tecnologia per sicurezza ed infotainment.

 

Non sono in discussione la facilità d’approccio ai comandi, la funzionalità degli interruttori tridimensionali, il confidenziale uso dopo un velocissimo apprendistato dei tasti che ornano il volante sportivo a tre razze; convince la scelta del display centrale, che con lo schermo da 7 pollici si inserisce armonicamente nella zona superiore della plancia senza però essere invasivo più del lecito. Peccato che, curiosamente e malgrado fosse indicata presente nella scheda tecnica, non ci fosse la presa usb, affidando quindi la soluzione di infotainment al solo un lettore cd, supporto tecnologico ormai desueto (a meno che non si consideri l’utente standard della Classe C privo di confidenza con dispositivi più moderni) e dalla grafica piuttosto agée.

Il sistema di navigazione a bordo non ha brillato per puntualità e precisione di informazioni

 

Non si tratta, ad essere sinceri, dell’unica incertezza rilevata: oltre al rilievo sul sistema di condizionamento che non consente di impostare la temperatura desiderata sulle frazioni di grado termico (già evidenziato in occasione del primo contatto dinamico con la vettura), non ha brillato per puntualità e precisione di informazioni anche il sistema di navigazione a bordo, che entra in crisi quando ci si muove in ambiti dalla viabilità complessa e segnala con ritardo di pochi metri (ma decisivo se non si conosce il contesto) una svolta o la direzione giusta da prendere.

Un long test davvero impegnativo

Riconsegnare una vettura a fine prova con il contakm parziale indicante in ben 2.533 quelli percorsi significa avere in mano tutti gli elementi per formulare un giudizio ponderato e non umorale sulla vettura, basato su dati verificati e su impressioni confermate dalla pratica dinamica, soprattutto se, come successo a noi, si è andati un po’ su e giù per lo Stivale, facendo tanta autostrada in aggiunta ai tradizionali percorsi urbani. 


Proposta intermedia per potenza tra i quattro cilindri diesel della classe BluetTEC, tra gli 85 della 180 ed i 204 della 250, con i suoi 170 CV (corrispondenti a 125 kW) e 400 Nm di coppia, il motore sovralimentato della 220 rappresenta a nostro avviso l’abbinamento ideale e più equilibrato per una vettura di questo genere, assicurando una fluidità di marcia invidiabile ad ogni regime, con risposta immediata al richiamo dell’acceleratore ed allunghi pronti e corposi cui corrisponde una silenziosità interna molto apprezzata, del tutto priva di vibrazioni.

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Lo sterzo parametrico risulta ottimo nelle manovre ma troppo morbido e poco preciso nei passaggi stretti

Lo sterzo elettromeccanico

Presente di serie, la funzione Steer Control di assistenza allo sterzo aiuta a stabilizzare la vettura in situazioni di guida difficili, calcola in quale direzione sterzare per attenuare una situazione critica e applica allo sterzo elettrico un’adeguata coppia avvertita chiaramente dal pilota. Diciamolo chiaro: lo sterzo elettromeccanico fa la differenza rispetto al passato, preciso e ben contrastato ad andatura allegra, ma morbido e leggero - addirittura troppo in alcune contesti - quando si marcia più piano. In città, infatti, lo sterzo parametrico è inconsistente, anzi quasi assente: ottimo quindi per le manovre, ma meno preciso nei passaggi stretti. Al contrario, in autostrada o su strade piene di curve, l’elettronica lo rende più diretto e puntuale, soprattutto se si viaggia in modalità Sport.


Già, i riding mode: la C 220 SW offre la scelta tra cinque programmi di marcia, dallo standar Comfort ai più dinamici Sport, Sport+ ed Individual, cui si aggiunge l’opzione ECO per una guida più virtuosa. Quasi inutile ribadire che in modalità comfort si coglie la vera essenza di una familiare, comoda, progressiva e silenziosa e che conferma le doti di parsimonia nei consumi di cui è accreditata: rispettando infatti il limite imposto dal Codice per non irretire il Tutor, per 20 km basta un solo litro di gasolio, allungando quindi l’autonomia di viaggio e redendo poco onerosi gli spostamenti anche più lunghi. Inoltre, ed è una valutazione che piacerà ai macinatori di strada, la categoria cui questa vettura si propone, l’ottima configurazione dei sedili, la silenziosità in viaggio, la comodità d’uso dei comandi sono tutti elementi che rendono un trasferimento anche lungo una piacevole esperienza e non una tortura da interrompere al più presto.

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La Classe C Station Wagon vanta cinque differenti programmi di marcia che comprendono: Comfort, ECO, Individual, Sport e Sport+

Lo spirito sportivo della modalità Sport e Sport+

Quando però il demone del divertimento prende il sopravvento, e si seleziona la modalità Sport o addirittura la Sport+, la situazione si  ribalta: il cambio (selezionabile con le palette al volante) conserva una marcia più bassa per una maggior reattività, rendendo certo più dinamica l’esperienza di guida, ma alterando alcuni degli aspetti fondamentali di una vettura premium, silenziosità in primis, visto che le modalità sportive innalzano i regimi di rotazione a tal livello da rompere il silenzio in un abitacolo pur ottimamente isolato.


Il 7G-Tronic Plus di più recente generazione si distende in maniera fluida, ma non è esente, soprattutto nel passaggio tra seconda e terza, da qualche scatto, ben avvertito all’interno della vettura.


Incollata alla strada come disponesse di un magnete allertato dal nucleo centrale del Pianeta Terra,  la C 220 SW ha affrontato intrepida le tempeste che hanno flagellato l’Italia nelle ultime settimane: mentre d’intorno era tutto un fiorire di strade chiuse, voragini ed auto in panne, ci ha portato a destinazione quasi in souplesse, offrendo al pilota un elevato grado di confidenza e rassicurandolo, senza scompensi d’assetto, quando in un paio di occasioni è stato necessario ricorrere ad interventi decisi sul pedale del freno.


Insomma, sarà anche una semplice margherita, ma è ricca di gusto.

Pro

-Consumi ridotti

-Comodità per equipaggio anche per lunghi tragitti
-Silenziosità in marcia

Contro

-Rumorosità cambio tra seconda e terza
-Precisione indicazioni navigatore di bordo
-Assenza presa usb

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