Primo test

Nuova Dacia Duster 2018, si evolve rimanendo se stessa [Video]

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Abbiamo guidato sulle splendide strade greche (Capo Sounio) la nuova Dacia Duster 2018. La seconda generazione si evolve rimanendo se stessa

All'inizio è stata poco più che una scommessa, come del resto il brand Dacia, ma oggi la Duster è diventata addirittura qualcosa di più di un semplice modello nel listino della Casa romena: la combinazione tra dimensioni, look, forte legame con Renault e prezzo hanno infatti creato un mix in grado di piacere non solo al pubblico italiano ma anche a quello di quasi tutti i Paesi del mondo in cui è stata commercializzata, non solo a brand Dacia.

Una vettura che giunge alla sua seconda generazione, insomma, carica di aspettative ma anche consapevole del fatto che la ricetta vincente per evolversi non sia quella di stravolgere i concetti originali ma piuttosto di migliorare quello che prima veniva percepito come un difetto. Una soluzione che in Dacia hanno studiato molto bene perché la nuova Duster è mantiene tutti i valori della prima introducendo nella seconda generazione notevoli migliorie alla guida, agli interni, al comfort di bordo ed allo stile.

Che sia una Duster lo si percepisce comunque in modo immediato e lampante: la prima impressione è quella di sempre ma l'avanzamento del montante A di 10 cm ha donato alla SUV di segmento C una linea più moderna e slanciata oltre che una aerodinamica migliorata. Un cambiamento notevole che ha costretto i tecnici Dacia ad una completa rivisitazione della piattaforma originale, che mantiene sempre i 267 cm di passo ed i 434 cm di lunghezza, ma che ha portato con sé anche una migliore insonorizzazione, una guidabilità da berlina ed una serie di migliorie - come il servosterzo elettrico - legate anche ad aspetti di sicurezza: la Duster vanta ora elementi come il controllo dell'angolo cieco dello specchietto o le quattro telecamere di parcheggio. Il bagagliaio segna un valore interessante per il segmento, 445 litri (frazionamento 60/40) mentre nella variante 4x4 il volume scende a 411 litri per via della presenza del differenziale posteriore.

Anche gli interni sono stati rivisti: le novità riguardano lo stile ed i materiali ma anche per quanto riguarda il sistema multimediale opzionale sono stati introdotti degli aggiornamenti che rendono la Duster decisamente più vicina alle più costose rivali del segmento.

Una vettura più completa, rivista anche nelle forme del frontale e nelle linee di coda con l'introduzione di nuovi gruppi ottici ed un diverso stile dei paraurti che comunque non rinunciano all'offroad: l'angolo di attacco è di 30° mentre quello di uscita di 34° mentre l'altezza da terra fa registrare un valore di 21 cm. Valori utili in particolar modo nella versione 4x4, disponibile con cambio manuale in abbinamento al 1.5 dCi da 110 CV. Lo stesso motore, ma con trazione anteriore, è offerto anche con cambio automatico a doppia frizione EDC a 6 marce (Getrag) mentre per quanto concerne l'accesso alla gamma diesel rimane come al solito la declinazione manuale da 90 CV. In Europa è disponibile anche il benzina 1.2 turbo TCe da 125 ma non in Italia: la filiale dello Stivale, infatti, ha scelto di importare la versione 1.6 aspirata da 115 con doppia alimentazione, benzina o GPL.

Com'è e come va

La nuova Duster mantiene assolutamente fede al progetto originale e richiama in tutto e per tutto le forme della precedente tanto da offrire una continuità perfetta nel passaggio dalla prima alla seconda generazione. Una evoluzione senza rivoluzione che gioca su valori consolidati pur migliorando notevolmente gli aspetti legati alla guida che segnano davvero un passo avanti rispetto al passato: i tecnici Dacia hanno lavorato sodo su sterzo e telaio per assicurare alla Duster una maggior idea di concretezza alla guida ed allo stesso tempo migliorare quello che era uno dei talloni d'Achille del precedente modello, ovvero la rumorosità a bordo. Ora il rumore darotolamento degli pneumatici è notevolmente diminuito ed anche per quanto concerne le onde sonore provenienti dal vano motore la situazione è nettamente migliorata.

Tra gli elementi interessanti della nuova Duster c'è anche la conferma del cambio automatico sul motore 1.5 dCi da 110 CV: l'abbinamento è ottimo perchè l'EDC a doppia frizione non è mai brusco ed assicura un ottimo compromesso tra velocità di cambiata e comfort di bordo senza alcun ritardo nella risposta. Si tratta di un cambio "sveglio" e reattivo in grado di dare un ulteriore boost al comfort di bordo.

Lo spazio a bordo è notevole, la Duster è comoda sia davanti che dietro con un bagagliaio discreto: i materiali non fanno gridare al miracolo, anzi, ma è proprio una filosofia dichiarata di questa auto quella di non perdersi in fronzoli per offrire tutto quello che serve al minor prezzo possibile. Inutile quindi segnalare che le plastiche sono dure.

Il 1.5 dCi è certamente il motore più adatto alle caratteristiche della Duster e l'abbinamento con il cambio EDC è ideale ma è chiaro che un'altra delle versioni interessanti, in particolar modo per chi vive in campagna o in zone montane, può essere la 4x4: l'abbiamo guidata in un percorso con ostacoli artificiali e naturali ben oltre quello che si può incontrare nella vita di tutti i giorni scoprendo come la vettura, grazie anche ad elementi come l'hill-descent system che regola autonomamente la velocità in discesa, sia in grado di assicurare valori prestazionali in offroad decisamente buoni in relazione alla natura "low cost" con cui è stata pensata.

In conclusione

Dacia Italia non ha ancora fatto sapere i prezzi (arriveranno il 9 gennaio 2018) ma dalle prime informazioni sembra che non vi saranno particolari variazioni rispetto ai listini precedenti: niente male considerando che la vettura è decisamente migliorata rispetto al passato rappresentando ancor più oggi che in passato una valida alternativa ai brand generalisti (tra cui la stessa Renault) che propongono vetture magari più complete ma decisamente più costose ed a volte con personalità meno marcate: questo Duster, infatti, nel suo piccolo ha personalità da vendere.

  • ealib

    Se Jean Christophe Kugler facesse sapere anche quando esce la versione elettrica, saremmo tutti più contenti!
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