prova su strada

Seat Alhambra

Si rinnova il prodotto più celebre della gamma spagnola
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Su strada con la versioni da 140 con cambio manuale e automatico DSG

Seat Alhambra

A 15 anni dal lancio della prima versione l'ammiraglia Seat, l'Alhambra, arriva sul mercato in una veste estetica e meccanica completamente rinnovata. La Alhambra è una vettura estremamente importante per Seat, non tanto per i numeri ma piuttosto per l'immagine che essa ricopre nel listino della casa spagnola: senza nulla togliere alla ottima Exeo, infatti, la Alhambra ha alle spalle una storia di successi, una elevatissima considerazione da parte dei clienti ed è probabilmente uno dei prodotti, assieme alla Ibiza, che anche le "signore Maria" sarebbero in grado di associare immediatamente al costruttore spagnolo da alcuni lustri nell'orbita del Gruppo Volkswagen.

PROFILO: UOMO, 46 ANNI...
Le qualità per fare bene e conquistare il profilo tipo "un uomo di 46 anni, con figli ed un reddito medio alto" tracciato da Louis-Carl Vignon - Direttore di Seat Italia - ci sono tutte, a partire dallo stile, che è strettamente condiviso con il gemello Volkswagen Sharan. Per entrambi si parla di 4.85 metri e 190 cm di larghezza (+8,5 cm di passo), con due porte scorrevoli laterali ed un bagagliaio in linea con quello di una normale segmento C (270 litri) nel caso in cui si scelga di ospitare 6 persone. Nel caso in cui, oltre al pilota, i posti necessari siano solamente quattro il volume può salire ad 809 litri in pochi istanti mentre con guidatore e passeggero, abbattendo anche la fila di sedili centrale, si sale a cubature da furgone: 2.430 litri.

E' EASY, ANCHE CON BAMBINI
Tra le chicche dell'arredamento della vettura ci sono il sistema Easy Fold, che permette di "impacchettare" i sedili con il minimo sforzo, la possibilità di far scorrere i sedili della fila centrale e la presenza delle porte scorrevoli su entrambe i lati: quest'ultime possono essere elettroattuate ed aperte a distanza alla stregua del portellone posteriore. Una vettura pensata per rendere la vita semplice, insomma, anche grazie ad elementi come il sedile della fila centrale (+200 euro) in grado di passare da una conformazione standard ad una omologata per il trasporto bambini.

COME LA VUOI
Due gli allestimenti disponibili: Reference e Style. Tradizionalmente i cliente Alhambra acquista l'allestimento top, in cui i sette posti sono di serie come i cerchi in lega, il volante in pelle, l'impianto audio con USB ed Aux-in, i sensori pioggia e gli specchi richiudibili elettricamente. Ma se cinque posti bastano di serie nella Reference vi sono già 7 airbag, ESP, indicatori di direzione a LED, il clima tre zone, lo stereo in versione "ridotta" ed il computer di bordo. Non manca nemmeno il volante regolabile in altezza, mentre elementi come il navigatore, il Park Assist automatico e le porte servoassistite fanno parte dei nove pacchetti opzionali disposti dalla Casa spagnola.

TRE MOTORI
Per quanto concerne i motori la gamma Euro5 si compone, come per Sharan, del millequattro a benzina da 150 CV (28.500 euro) e due 2.0 turbodiesel con potenze di 140 e 170 CV. Per il 140 in allestimento Reference l'assegno da staccare è di 30.500 euro mentre per il 170 CV sono necessari 36.000 euro. Per entrambe sono necessari 1.900 euro in più per all'allestimento Style, che vengono completamente compensati (fino al 31 marzo) dalla proposta del cambio DSG di serie (che costerebbe, appunto, 1.900 euro).

ANCHE 4x4
Entro l'estate, ma verrà mostrata già a Ginevra in marzo, arriverà anhe una versione 4x4 spinta dal motore 140 TDI. L'idea, interessante, è quella di richiamare parte dei clienti passati nel corso degli anni a vetture SUV, offrendo quasi tutto quello che una Sport Utility può offrire in off-road con il vantaggio di una cubatura ed un confort da monovolume. Inizialmente avrà 5 posti ma entro la fine dell'anno sarà disponibile anche in versione 2+2+2.

 

NON ROLLA
Su strada la nuova Alhambra conferma immediatamente di essere una vettura costruita secondo una impostazione moderna. Dei vecchi monovolume lenti e "rollanti" questa Alhambra non ha davvero nulla. Anzi, se non fosse per la posizione di guida estremamente rialzata e per l'immensità degli spazi che circondando il pilota, si potrebbe tranquillamente pensare di essere alla guida di una buona familiare. Il merito di questo risultato è certamente da ricercare nell'ottimo progetto che sta alla base della vettura, il pianale della Volkswagen Passat, ma anche del nuovo reparto sospensioni che lavora davvero molto bene assicurando un assetto discretamente morbido ed una ridottissima rotazione del corpo vettura attorno all'asse longitudinale.

DSG CONSIGLIATO
Una impostazione che permette alla Alhambra di sfruttare al meglio le ottime caratteristiche di erogazione e potenza dei motori di cui è dotata. Noi abbiamo provato la TDI da 140 CV sia con cambio manuale che DSG. Anche se non fosse stato incluso nel prezzo (sino al 31 marzo), avremmo comunque caldamente suggerito l'acquisto di quest'ultimo accessorio perchè migliora la qualità della vita a bordo per assicurando un feeling di guida da cambio manuale e consumi superiori di pochissimo.

NON BEVE
Un aspetto, quello dei consumi, che ci ha impressionato positivamente: guidando moderatamente non è difficile viaggiare tra i 15 ed i 20 km/litro assicurando lunghe astinenze dalle stazioni di servizio: sono ben oltre i 1.000, infatti, i km di autonomia assicurati dal serbatoio da 70 litri. Molto silenziosa, grazie anche al "dolce" sound dei motori Common Rail che anche su Alhambra prendono i posto dei vecchi ad iniettore pompa, la nuova vettura si rivela comoda davanti e nella fila centrale, assicurando comunque un discreto spazio vitale anche ai due ospiti della terza fila.

RIGORE TEDESCO
Ben fatti sono anche i comandi. Devioluci e pulsanteria sparsa tra volante e plancia non saranno certamente un inno all'allegria ma sono disposti razionalmente e sono piacevoli al tatto, così come sono piacevoli i rivestimenti. Molto ben fatto è anche il sistema multimediale, che nelle versioni con navigatore si rivela davvero molto completo.

FOSSE KEYLESS
Degna di nota è l'apertura delle porte servoassistita: oltre a funzionare per mezzo del telecomando è sufficiente tirare una delle maniglie per azionare il meccanismo. Unica pecca, visto e considerato che il sistema costa 940 euro, è la mancanza di un sistema d'accesso keyless. Le signore con le borse dello shopping o della spesa in mano e la chiave dispersa chissà dove nella borsetta, di certo, ringrazierebbero.

COME TI PARCHEGGIO
Non abbiamo avuto invece occasione di provare il sistema Park Assist: in Seat assicurano che l'optional (600 euro) è in grado di parcheggiare autonomamente la vettura richiedendo solamente 1.10 metri in più rispetto alla lunghezza della vettura. Rimane comunque suggeribile la scelta di dotare la vettura di sensori di parcheggio, disponibili solo sulla Sytle ad un prezzo di 445 euro.

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