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I nostri Galebordons alla guida di un mito: Subaru WRX STI

Intro

C’era la Delta integrale per chi se la poteva permettere. E poi c’era la Subaru Impreza WRC, che era più di nicchia, che era più randagia, che forse era destinata a tutti quelli fuori dagli schemi. Di quella eredità, oggi, arriva sulle nostre strade la Subaru WRX STI, che chiameremo solo WRX, soprattutto per non rischiare di usare quel nome, Impreza, tolto dalla casa. State tranquilli, però: in Subaru hanno tolto solo il nome, lasciando tutto il resto. Anzi, c’è di più…
 


Esterni

Può una automobile essere cattiva anche quando sta ferma? Nel caso di Subaru WRX sì, e basta una occhiata per capirlo: sarà la presa d’aria enorme sul cofano, sarà l’alettone da spirito racing, fatto sta che appena la vedi non puoi sbagliare e non la puoi fraintendere. Subaru WRX è un modello da corsa, da pista, da sterrato, da rally, la versione di serie di un mito che però non scende a patti con la sua ragion d’essere. A disposizione abbiamo una vettura da quattro metri e sessanta, con scarsa altezza da terra, gruppi ottici su cui fanno a pugni le tecnologie alogena e a LED, cerchi da 18 color grafite (ridateci quelli oro!!!), un alettone lungo quanto la larghezza della vettura (un metro e ottanta circa), quattro scarichi che diffondono una voce roca in basso e sibilante in alto. A disposizione c’è pure l’ingresso keyless, una chicca per comodi che non farà certamente storcere il naso ai puristi.
 


Interni

Il clima corsaiolo raggiunge anche gli interni di Subaru WRX. Dentro abbiamo tanta pelle sui sedili, e quello del driver può essere settato elettricamente, senza però la possibilità di memorizzare posizioni. La plancia è vestita come le altre Subaru che abbiamo testato fino a qui per Automoto.it, con lo sdoppiamento tra display centrale e display superiore, che in questo caso offre tante informazioni legati alle performance della vettura. Dietro, complice il passo più che sufficiente, si sta comodi anche in cinque, ma non si possono gestire le bocchette dell’aria condizionata. Subaru inserisce però dei portabicchieri. Lo spazio c’è ovviamente anche davanti, con il driver che potrà impostare in altezza e profondità il volante, senza avre mai il problema di un tunnel abbondante e invasivo. Il bagagliaio è da 460 litri, con una altezza di sponda risicata e la leva per aprire il portellone da dentro (non si sa mai… un rapimento…). Nonostante sul bagagliaio sia montato l’alettone, non abbiamo un peso insostenibile con il quale fare i conti.
 


Motore

La punta di diamante di Subaru WRX è certamente il motore. Abbiamo una unità boxer da 2.5 litri a 4 cilindri contrapposti, che eroga 300 cavalli di potenza e 407 Nm di coppia massima in alto, dove la voce roca dei regimi bassi diventa un sibilo di grinta e prepotenza. Subaru WRX ha trazione integrale permanente, e offre addirittura tre differenziali: il posteriore, Torsen, si accompagna a quello anteriore e a quello centrale elettronico. Possiamo gestire così la ripartizione della coppia, per rendere ancora più divertente una vettura che in modalità normale offre già ampie emozioni. In più, sul tunnel centrale abbiamo una rotella con la quale possiamo passare dalla modalità normale (intelligent) a quella sportiva, fino alla modalità sport sharp in cui tutto è ancora più amplificato. Subaru WRX ha un assetto molto rigido che ci fa sentire ogni asperità dell’asfalto e del terreno che sta sotto i nostri piedi; è una tavoletta alla quale servono pochissimi metri per arrestarsi in condizioni di sicurezza, e soli 5.2 secondi per raggiungere da ferma i cento chilometri orari. La velocità massima? 255 orari. Parlare di consumi farà sicuramente sorridere qualcuno, ma tralasciando la prova speciale del rally di Sardegna, habitat naturale di questa vettura, abbiamo numeri comunque interessanti, specie considerando la natura di Subaru WRX: percorriamo 7-8 chilometri in città con un litro di benzina, 9 a limite autostradale, 12 a 110.
 


Sensazioni di guida

L’emozione di guida su Subaru WRX conquista già dai primi metri. Il merito è della voce del motore, che entra nell’abitacolo con tanto carattere, ma anche di una impostazione di guida che ci porta ad affrontare con atteggiamento da pilota anche i percorsi casa-lavoro. Non parliamo certo di velocità, ma di un’atmosfera che ti avvolge quasi come i fianchetti dei sedili anteriori, capaci di tenerti lì anche quando inizi a scodare in pista. Subaru WRX si dota di un cambio manuale a sei rapporti, grazie al quale andare in palestra diventa inutile per i bicipiti del braccio destro. Basta cambiare due o tre volte, infatti, ed eccolo lì il muscolone da palestrato. Perché? Perché gli innesti sono secchi, e perché serve tanta forza per cambiare, la stessa che serve su una frizione molto pesante e poco adatta, quindi, alla guida nel traffico in città. Lo sterzo è particolarmente preciso e diretto, e restituisce con chiarezza il feeling del terreno sotto di noi. Sentiamo ogni asperità, e possiamo correggere con minimi movimenti delle braccia. Nonostante il carattere corsaiolo, sulle razze troviamo tutte le possibilità di gestire al meglio il sistema infotainment, che abbiamo già visto e che anche qui si conferma completo. Sul display superiore in mezzo alla plancia, come accennavamo, ci sono tante informazioni pensate appositamente per questo modello. Trovi la ripartizione della trazione, la percentuale dell’accelerazione, il consumo, e soprattutto la pressione del turbo con il picco massimo raggiunto. Sarebbe una goduria da guardare continuamente, se non dovessimo vedere la strada per evitare di andare a sbattere! Il comfort di guida, specie per chi siede dietro, non è certamente da berlinona o da SUV, ma bisogna sempre tenere presente la natura di questa Subaru WRX.
 


Optional sicurezza e altri optional

Proprio perché poco adatta ai deboli di cuore e a chi non voglia affacciarsi con convinzione alla guida sportiva, su Subaru WRX non troviamo gli accessori canonici e di ultima generazioni pensati per la sicurezza attiva di guida. A disposizione, però, abbiamo un parco di optional certamente interessante, come l’enorma woofer piazzato dietro i sedili posteriori, l’ingresso keyless, la retrocamera che si accende quando inseriamo la retromarcia. La cosa buona di Subaru è che ti mette in mano WRX con un unico allestimento di accessori, praticamente un full optional. Rimane solo il colore da scegliere (tra due).

Target, prezzi e conclusioni

Il costo? 45.500 euro, non così tanti secondo noi se vuoi comprare un mito. E’ adatta ai nostalgici, è adatta a chi si vuole fare notare senza scadere nella banalità dei modelli più convenzionali disponibili sul mercato. La compreremmo? Certamente! Anzi… adesso chiamiamo Subaru.

Pregi e difetti

  • Emozione di guida - Look aggressivo
  • Tettuccio anni '80

 

Scheda tecnica

Motore In prova:
Cilindrata: 2.5 litri benzina
Numero cilindri: 4 contrapposti
Potenza: 300 cavalli
Coppia: 407 Nm
Cambio: meccanico a sei rapporti
Trazione: integrale permanente
Consumo: 9.3 chilometri nel misto
Emissioni CO2 per chilometro: 242 grammi

Prestazioni:
Velocità Massima: 255 chilometri orari
0-100: 5.2 secondi

Misure:
Lunghezza/Larghezza/Altezza in cm: 460/180/148
Passo: 265 centimetri
Bagagliaio: 460 litri
Pneumatici: 18 pollici
Peso: 1615 chilogrammi

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