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CIR 2015: Andreucci-Andreussi-Peugeot, Friuli e il 9° Cielo!

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Una valanga inarrestabile, una sequenza micidiale. La Peugeot 208 T16 di Andreucci e Andreussi ha mandato al tappeto avversari inesistenti, il Rally del Friuli Venezia Giulia vale il 9° titolo italiano | P.Batini, Cividale del Friuli

CIR 2015: Andreucci-Andreussi-Peugeot, Friuli e il 9° Cielo!

Cividale del Friuli, 30 Agosto. Discorso chiuso, con due prove di anticipo sulla fine del Campionato, sull’Italiano Rally. Paolo Andreucci e Anna Andreucci ne sono i Campioni anche per il 2015. E con l’equipaggio, o al di sopra, insomma tutti insieme, l’intelligenza d’acciaio nella sua forma 208 T16 che coglie, per la Peugeot e per la squadra che ne ha affilato le lame, anche il secondo Titolo stagionale. Dopo lo Junior di Michele Tassone e Daniele Michi, ecco, è la volta di Andreucci, che in compagnia di Anna Andreussi aggiunge il 9° Titolo al libro d’oro della sua leggenda.


Non so se è più travolgente il crescendo del KO friulano, quello del Campionato o della serie da fantascienza del Pilota. In ogni caso i numeri sono impressionanti, e rappresentano oggi una forma di dominio d’altri tempi e d’altri… pianeti.
Se è del 51° Rally Friuli Venezia Giulia, quarto successo personale, che parliamo, allora… parlano le cinque speciali vinte fino al momento in cui è apparso chiaro che non valeva più la pena di insistere e di infierire, esattamente alla fine del primo giro della giornata conclusiva del Rally, il fatto di essere stati in testa dalla prima all’ultima prova, di essersi fermato il pilota a raccogliere un fiore per Anna durante l’invasione di campo della decima annullata, e di aver vinto con un margine da calendario.

CIR Friuli Andreucci Peugeot 2015 (1)
Paolo Andreucci e Anna Andreussi mostrano con pieno orgoglio - e merito - il numero "9"


Se è del campionato “in corso”, invece, allora stiamo parlando di una vittoria ogni Rally e mezzo, incrementale travolgente scandito dai successi di Sanremo, Targa Florio, San Marino e, oggi, Friuli. Se è della serie, infine, diremo che dal 1961, cinquantacinque stagioni, Paolo Andreucci ha vinto un Campionato ogni sei virgola 1 periodico, per un totale di 9 Titoli, che è lo stesso numero, ma rovesciato, raggiunto dal suo inseguitore meno lontano, Dario Cerrato, che ne ha vinti 6.
La squadra ha un grande merito in tutto questo carosello di dominio assoluto. Lo dice il pilota, lo ribadisce la navigatrice neo-Campionessa Italiana, e devono “ammetterlo” Peugeot Sport Italia, nelle eminenze di Eugenio Franzetti e Carlo Leoni, e i Racing Lions di padre Fabrizio e figlio Michele Fabbri. I “Cosmos” dei Lions hanno imbambolato avversari e campionato, avvilendo i primi ed esaltando il secondo, gratis. Se andiamo indietro nel tempo della stagione, l’irraggiungibilità del Team è stata ottenuta anche con alcuni rush dell’intero organico, e non parliamo ancora delle scelte di base, vincenti e felici in un dato statistico ancora più conturbante.

Stiamo parlando di una vittoria ogni Rally e mezzo, incrementale travolgente scandito dai successi di Sanremo, Targa Florio, San Marino e, oggi, Friuli


Poi qualcuno parlerà di ciambella che è venuta con il buco, dimostrando di dimenticare che non è riuscito a digerire neanche il… vuoto che Andreucci/Andreussi/Peugeot hanno fatto alle loro spalle, per concludere e chiudere il Campionato quando nessuno voleva pensarci ancora, tanto sembrava improbabile che gli astri si allineassero secondo una logica difficile, appunto, da digerire.


Per stare con i piedi per terra e non svolazzare troppo trasportati dalle bollicine, allora potremmo aggiungere che la festa poteva essere ancora più “completa” se solo Tassone e Michi non avessero rovinato il quarto posto del venerdì con l’uscita di strada del sabato mattina presto e l’anteriore della 208 T16 ricevuta in premio per questa occasione rovinato.


Ma dovremmo riconoscere anche che alla Squadra questa volta hanno dato una mano tutti. Dal tifo dei friulani innamorati della loro navigatrice e, di conseguenza, del toscano adottato, alla sfortunata debolezza di chi, invece, si era proposto di rovinare, o almeno rimandare, questa festa. A cominciare da Umberto Scandola, uscito di scena durante la seconda PS del Rally per una sfortunata digressione oltre asfalto, e per finire con Giandomenico Basso, che in due riprese, un piccolo problema venerdì e una foratura sabato, ha perso il contatto pur riuscendo a chiudere al terzo posto. Sono loro, gli avversari, che hanno consentito all’equipaggio Peugeot Sport Italia di… accelerare la matematica. Si salvano, direi con grande dignità e insieme a Koessler, vincitore della Mitropa Cup, Alessandro Perico e Luca Rossetti, secondo assoluto e ancora una volta mago dell’asfalto il primo, e quinto e solitario vincitore di Produzione e Trofeo Clio R3T il secondo.


Beh, a questo punto non resta che “andare dal Papa”. A Roma il terzo week end di settembre. Metafora che ci sta, per celebrare anche il Titolo costruttori, e per correre il Rally di Roma Capitale di “Papa” Max Rendina, il pilota Campione in carica, e leader anche quest’anno, del Mondiale WRC che è riuscito a portare in Caput Mundi la sua bellissima corsa, ora penultimo appuntamento del CIR fatto grande dai Grandi.

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