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CIR 2015. Città di Roma Capitale. Umberto Scandola: «100% Contento!»

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Umberto Scandola e Guido d’Amore hanno regalato alla Skoda la 1a vittoria italiana della Fabia R5. E una gara molto bella, sul filo del rasoio contro Basso, con un finale thriller. La parola al Vincitore | P.Batini

CIR 2015. Città di Roma Capitale. Umberto Scandola: «100% Contento!»

Roma, 23 Settembre. La parola al vincitore, Umberto Scandola, autore di una corsa bellissima e agonisticamente sempre molto equilibrata. Il Rally organizzato da Max Rendina ha vissuto in perfetta sospensione agonistica fino alla penultima Prova Speciale, per librarsi nel finale della sfida all’”ultimo sangue” che ha regalato a Skoda Motorsport Italia il primo successo italiano della Fabia R5. All’Equipaggio, bravissimo, il secondo successo stagionale e… un sospiro di sollievo nel finale di una stagione non troppo fortunata. Ce n’è abbastanza per essere contenti, molto contenti…

 

Umberto Scandola. «Più che contenti, sì lo siamo. Siamo davvero molto contenti. Anche perché ci basiamo sul risultato ottenuto con la nuova Fabia R5, che non è ancora al cento per cento rispondente alle nostre esigenze. Ma il potenziale si è rivelato molto alto, e siamo fiduciosi di poter arrivare molto presto ad essere a posto al 100%.»

 

Cosa intendi quando dici che la Macchina non è ancora al 100 rispondente alle vostre esigenze? La Fabia R5 è visibilmente molto potente e reattiva, è dunque una questione di assetto o di prenderci bene la mano?

US. «Beh, direi che sono due cose che vanno di pari passo. Non si discute sulla potenza, sul motore della Macchina, credo che si sia già visto che la nuova Fabia R5 è molto potente e performante, e su questo versante non c’è niente da migliorare. Direi che, invece, devo migliorare io il feeling con la macchina, una questione che va di pari passo con il set up. Stiamo quindi cercando di adattare il mio stile di guida alla macchina e, viceversa, di adattare la macchina al mio stile. Sul veloce va già molto bene, sui fondi un po’ più sconnessi e più guidati, molto frequenti in Italia, patiamo ancora un po’.»

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Umberto Scandola ha regalato alla Skoda Fabia R5 la prima vittoria in terra italiana

 

Ti aspettavi di dover affrontare una battaglia così combattuta con Basso, dalla quale Andreucci si è trovato ben presto escluso a causa di una foratura?
US. «Sinceramente, all’inizio della gara no, non lo pensavo. Anche perché, come ti dicevo, non mi sentivo ancora al 100% con il setup della macchina. Quindi non pensavo di trovarmi a lottare con Basso. È vero anche che Giandomenico ha avuto il problema della foratura e che ha pagato dieci secondi di penalità. Diciamo che noi siamo stati bravi e fortunati, e non abbiamo commesso errori.»

 

Molto gentile e altruista, minimizzi sempre il tuo operato per elogiare gli avversari, ma riconoscerai che quell’ultima speciale ha messo in mostra un salto di qualità notevole. In quel frangente, hai “osato” un po’ o ti sei avvicinato “naturalmente” a quel 100% del pacchetto?
US. «Lì mi sono concentrato principalmente nel guidare bene con quello che avevamo. Sapevamo che  il “pacchetto” non era al 100%, ma io ho fatto di tutto per adattare la mia guida a quello che poteva dara la macchina in quel frangente particolare. È così che siamo riusciti a “tirar fuori” il buon tempo, di abbassarlo notevolmente e di portare a casa la vittoria. È stata un’operazione molto emozionante, per noi e per il Team che aspettava all’Assistenza.»

L’obiettivo che abbiamo è quello di fare più chilometri, più test e più gare possibili per portare la macchina ad essere guidata alla nostra maniera e pronta per la prossima stagione

 

Il risultato cronometrico è stato eccezionale, direi. Ma andiamo oltre. Adesso l’ultima di Campionato si annuncia “tesa”, dal punto di vista agonistico, e vale soprattutto per te che giochi in casa. Vantaggi e svantaggi, responsabilità?
US. «Sai, la responsabilità più grossa che avevamo, che era quella di vincere il Campionato, è già svanita. Adesso l’obiettivo che abbiamo è quello di fare più chilometri, più test e più gare possibili per portare la macchina ad essere guidata alla nostra maniera e pronta per la prossima stagione. Prendiamo dunque il Due Valli un po’ come abbiamo preso il Roma Capitale, alla giornata, vedendo di scoprire dove siamo, e cercando di dare il massimo e di migliorare chilometro dopo chilometro. Non siamo particolarmente “tesi”, dunque, almeno per il momento.»

 

La vittoria in Slovenia ha portato un contributo importante allo sviluppo del feeling con la macchina?
US. «Sì, direi di sì. Al di là dal morale, una vittoria, anche se sappiamo che era d’obbligo portare a casa quella vittoria, è sempre importante. E quella del Nova Gorica è stata importante per i passi avanti che abbiamo fato nell’affiatamento con il mezzo e per la ricerca della prestazione e dei setup. Un piccolo passo, ma fondamentale.»

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Se continuerà a crescere, la Fabia R5 potrebbe essere una seria pretendente alla corona di Andreucci per il 2016

 

Dispiaciuto per l’andamento del Campionato, ma d’altra parte passare da una configurazione tecnica ad un’altra, implica sempre un periodo “sabbatico”.
US. «Purtroppo sì. Per la verità io mi aspettavo un cambiamento diverso, meno “traumatico”. Credevo che fosse più semplice scendere da una macchina e salire sull’altra. Non è proprio così. Sulla terra sì, non abbiamo avuto problemi particolari. Lasciamo perdere che ho commesso un errore sottovalutando un dosso, ma sulla terra la macchina era già molto più semplice da guidare, e di conseguenza anche più veloce. Sull’asfalto, invece, rispetto alla Super 2000 è completamente un’altra macchina. Si deve dimenticare tutto quello che si era imparato e costruito in anni di Super 2000, e si ricomincia da capo con la R5. Pensavo che fosse più semplice, e invece ci vuole ben altro.»

 

Credi dipenda dal fatto che la nuova R5 è molto diversa, o perché è più prestazionale e quindi più difficile?
US. «Da tutte e due le cose, direi. Ma soprattutto dal fatto, semplice,  che è molto diversa dalla Super 2000. Vuoi per il motore, per la scocca, per il telaio, ha delle reazioni completamente diverse e necessita quindi di una guida completamente diversa. Un approccio molto particolare e specifico. Guidata come deve essere guidata è sicuramente più prestazionale e competitiva.»

 

“Conquistata Roma”, al primo anno che il Rally è nel CIR…
US. «Sì, abbiamo “conquistato Roma” alla prima volta dell’Italiano. Si è dimostrata una tappa del CIR molto bella, e anche molto pubblicizzata e seguita dai media. Globalmente devo dire che è stata una Gara molto ben organizzata e molto attraente. Anche le speciali, così diverse dallo standard cui siamo abituati nell’Italiano e, come le ha definite giustamente Basso, più “europee”. Più veloci, belle. Il format è interessante, molto pubblico. RAI e Mediaset, quindi un ottimo “prodotto”.»

 

“Ottimo Prodotto”, ottimo Scandola e ottima Macchina. Come mettere insieme i tre punti essenziali della vostra esperienza al Città di Roma Capitale?

US. «Semplice. Direi: 100% soddisfacente!»

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