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CIR 2016. Il Sanremo-Briefing di Andreucci-Andreussi

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Il Rallye Sanremo, 63° della serie inaugurata nel 1928, è uno di quegli appuntamenti che non si può eludere. Rally “appuntito”, insidioso, volubile in misura della solita perturbazione in avvicinamento. Eppure Sanremo…

CIR 2016. Il Sanremo-Briefing di Andreucci-Andreussi

63° Rallye Sanremo, 210 iscritti nelle quattro validità, la prima volta del Sanremo Ecorally, 524 chilometri totali e 158 cronometrati, sei prove speciali per Gara 1 di venerdì, cinque prove speciali sabato per Gara 2. Dopo l’esordio stagionale perfetto del Ciocco, ecco il Sanremo.

Al Ciocco Paolo Andreucci ha vinto due, tre volte, Gara 1, Gara 2 e il Rally. È lo stesso proposito anche per il Sanremo?

Paolo Andreucci. “Se parliamo di propositi, quello connaturato nella nostra attività è sempre lo stesso: esprimersi al meglio, dare tutto e, possibilmente, vincere. Non cambia se è il Rally di Casa mia, il Rally di Casa di Anna o il Rally a… casa di dio. Il Sanremo, però, se parliamo in funzione delle intenzioni, è un “must”. È talmente bello che si “deve” per forza cercare di vincerlo. E d’altra parte il terreno non è dei più facili, gli asfalti sono spessissimo insidiosi, e la motivazione degli avversari alle stelle. Dunque il rischio c’è sempre, ma diciamo che in questo caso il gioco vale abbondantemente la candela!»

Sanremo. Tutto è pronto, bel tempo, equipaggi in grande lustro davanti al Casino, in un gemellaggio ideale e idilliaco tra due (delle tre) massime espressioni dell’immagine della Città dei Fiori, Motori, Casinò, Musica. Il contesto sembra promettente, no?

PA. «Promettente lo è, anche in chiave più “classica”. Bisognerà vedere se il bel tempo ha intenzione di rimanere o di lasciare il posto alla perturbazione che si è annunciata. Potrebbe arrivare un po’ di brutto, insomma, e le condizioni meteo, quindi, si confermano sempre molto difficili per le scelte conseguenti. Siamo al mare, ma le montagne sono così vicine, per cui i cambiamenti meteo potrebbero essere sostanziali e, soprattutto, molto repentini. Terenzio Testoni, il “guru” di Pirelli, ha studiato la situazione meteo e preannuncia la possibilità di una prima parte del Rally almeno un po’ “umida”. Ci consiglia pneumatici intagliati di grado 1».

Mancherà la “Ronde”, la prova di 42 chilometri che in passato è stata uno degli atout spettacolari del Rally. Cosa c’è da dire a proposito?

PA. «Che anche se non c’è la ronde, le prove su quegli asfalti sono comunque molto belle. Anche se è spezzata in due, dunque, la ex ronde resta nelle difficoltà e nel fascino della notte. Io non ero particolarmente favorevole all’idea della ronde, perché se ti capitava un problema su una prova così lunga mandavi all’aria l’intero Rally. Sì, aveva il suo fascino, ma dal punto di vista sportivo adesso può cambiare in meglio, soprattutto sotto il profilo dello spettacolo».

Ricognizioni effettuate. Cosa si può distillare dalla breve pre-esperienza?

PA. «Si può ricavare che con l’asciutto le prove sono tutte omogeneamente belle, e l’asfalto abbastanza pulito. Resta da vedere cosa succede con la perturbazione parcheggiata lassù!»

Ci sentiamo bene, ma siamo coscienti del fatto che sarà un Rally difficile

Come ci sentite dopo il responso del Ciocco?

PA. «Ci sentiamo bene, ma siamo coscienti del fatto che sarà un Rally difficile. Come abbiamo già avuto modo di dire, i regolamenti nuovi giocano contro di noi, per cui in premio per aver vinto il nono Titolo lo scorso anno ci hanno offerto un “avversario” in più, e più subdolo. Ci sono Squadre come BRC, che crescono di potenziale e di… concessioni, per cui sappiamo che sarà sempre più dura. E non dimentichiamoci di Skoda e di Scandola, che arriveranno presto, o di Campedelli. Gente ce n’è, e avversari pure».

Non Tassone, al momento, che ha “sciupato” la machina durante lo shakedown…

PA. «Sarebbe un peccato, perché Michele è cresciuto bene e è uno che può andare forte, lo ha già dimostrato».

E del Sanremo che si “stringe” anno dopo ano ma che conserva un grande fascino?

PA. «L’hai detto tu. Conserva un grande, immenso fascino. Questa Gara è sempre bella, perché ha la Storia e ha le strade. Correre qui è sempre molto bello. L’ho corso dieci-dodici volte, non ricordo, e l’ho vinto… non ricordo neanche questo, ma ho sempre viva l’immagine di una grande corsa, dell’ambiente, degli organizzatori. Dieci anni fa era molto più lungo. Cambiate le situazioni, cambiate le macchine, i regolamenti e mezzo mondo, questo resta sempre un Rally strutturalmente affascinante. È uno dei Rally che spero resti sempre nel cuore del Campionato Italiano».

E il lato sentimentale del Sanremo qual è?

Anna Andreussi. «Niente da scoprire. È Sanremo, è il mare e la data con la sua primavera a sorpresa, ma non troppo. L’aria di Primavera che abbiamo trovato a Sanremo mette allegria. Tre settimane fa correvamo ancora con tre gradi appena, oggi abbiamo scoperto una grande giornata di sole. Anche allo shake down c’era allegria e molta “socializzazione”. Si chiacchierava tra noi, si commentava rilassati. È quell’atmosfera che mi piace molto, e che era da un po’ che mancava. Grande atmosfera anche alla conferenza stampa di presentazione, a parte Paolino che è sempre dolce… come l’aceto e quando ha qualcosa dentro che lo agita. Lo deve esternare subito, con la grande spontaneità che contraddistingue il Toscano. Io, si badi bene, sono d’accordo con lui, ed è giusto che le cose vengano dette subito. L’aria comunque, era serena, rilassata e allegra. Fuori dal Casino tutti a farsi fotografare e a scherzare. Insomma, una grande atmosfera».

E della gara? Si può dire che è come un Oceano gradatamente prosciugato, ma che resiste con grande dignità grazie a Sergio Maiga?

«Credo proprio di sì. Il Sanremo deve moltissimo a Sergio Maiga e al gruppo che lui dirige. Anche Sergio l’ho visto contagiato dalla primavera. L’ho visto sorridente e questo vuol dire che è soddisfatto del lavoro che ha fatto, riuscendo a inventare un Sanremo sempre nuovo anche quest’anno. Non c’è più la ronde, e questo è un sacrificio che Maiga ha dovuto fare per il nuovo regolamento. Non puoi rischiare una gara, anzi… mezza gara per una Speciale. Ma lui si è adeguato, ha confezionato un Sanremo “ristretto”, che ha perso chilometri ma non sostanza. Diciamo che gli organi vitali del Rally sono rimasti intatti. Le prove classiche, il calore del pubblico, ancora quella speciale atmosfera. Direi che dal Ciocco a Sanremo, intanto, mi fa molto piacere vedere che l’entusiasmo del pubblico si è riacceso».

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