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CIR 2019. Rallye Sanremo. The Incredible Breen (Skoda)

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Cose… di questo incredibile Mondo. Campedelli vince 5 Speciali sui dieci e per sette mantiene il comando, poi viene fulminato dall’atto di coraggio dell’irlandese che vince l’ultima e cambia tutto. CIR, Basso ancora leader, 3 Equipaggi in 3 punti

CIR 2019. Rallye Sanremo. The Incredible Breen (Skoda)

Sanremo, 13 Aprile 2019. Craig Breen vince il Sanremo numero 66. Niente di strano. Ma bello. Tra l’altro da qualche parte era anche scritto. L’irlandese è un “forzato della vittoria”. Breen e Paul Nagle, entrambi “declassati” da ufficiali WRC a… italiani a causa delle crisi, economiche e di risultati, giocano insieme una carta minore delle rispettive carriere, ma importante come un carico da 11 per il futuro di entrambi.

Simone Campedelli è secondo, due volte secondo dopo il secondo posto del Ciocco ed è secondo in Campionato. Sulle portiere della Ford M-Sport il numero 2 dall’inizio del Campionato. Dovesse continuare così, dopo il Targa gli daranno lo scaramantico numero di Tony Cairoli. Comunque Campedelli secondo e niente di strano, non è la prima volta che il romagnolo si delude, non fosse che al Ciocco era il favorito numero One e che al Sanremo è stato in testa fino all’ultima Speciale, per poi perdere tutto in quegli ultimi, diabolici 34 chilometri. Ma forse, come vaticinava il Mago di Partinico via whatsapp, il seme dell’apparente disastro Campedelli lo aveva piantato nell’umida terra ligure durante l’incerta settima. Colpa di gomme, del maltempo, del malotempo e della malasorte, del non aver saputo gestire il vantaggio o di quel qualcosa che nessuno al Sanremo può dire a priori. Dunque colpa di nessuno. Troppe variabili da tenere sotto controllo contemporaneamente.

Giandomenico Basso è terzo, un po’ “ruvido” – nervoso? - ancora una volta sorpreso, nel bene e nel male, dall’esito di quella Speciale o di quel tratto di Prova, dunque in via di rapido assestamento sensoriale, e comunque ancora primo nella graduatoria provvisoria del CIR dopo due Prove. Forse è questo l’aspetto del grande inizio di stagione del Pilota-Skoda-all’ultimo-momento che meno deve o può sorprendere. Dato per favorito e sparito nell’ombra del duello Campedelli-Breen, Basso ha dato prova di solidità di intenzioni. Solo un Campione… provato può farlo e riuscirci anche se non tutto fila liscio o alla perfezione.

Questo è, sostanzialmente, il Sanremo 2019. Rally difficile, imprevedibile al limite dell’esasperazione, bello da far paura e insopportabile per le sue variabili ingestibili. Un Rallye Maiga Signature. Il Sanremo è un filtro diabolico e impietoso, capace di isolare in un attimo l’esperto da due soldi e di esaltare esperienza e autenticità, di scolpire nella pietra i suoi idoli veri e di polverizzare come sabbia la presunzione. Stai a vedere che per questo, dopo quattro anni di monumentale Andreucci, nessuno si decideva a vincere questa edizione, e alla fine l’ha spuntata un atto di grande coraggio. La zampata finale di Breen, provata nel primo giro di Prove Speciali, e andata a segno nella catena finale Testico-Brignone-Colle d’Oggia attraverso le incertezze del meteo e degli avversari. Da non credere, eppure ha tutta l’aria di un’esecuzione perfetta. Nel primo giro Breen è andato in cerca di rogna e dove un rimbalzo di terrapieno o un “taglio” glielo consentivano ha superato il limite, in modo da averne chiaro il confine. Nel finale epico della Testico-Colle D’Oggia Breen ha applicato alla lettera le nuove “note” di Nagle e, pur rischiando molto nei 34 chilometri della scommessa con il diavolo, ovvero il tutto per tutto, ha avuto in cambio il premio all’audacia e polverizzato il ritardo di undici secondi ritenuto “irrecuperabile”! Poi si è messo a piangere, più per la scarica di adrenalina 380V che per la commozione, ed è il caso di dire che Campedelli “si sarebbe messo a piangere”.

Chiedete un giudizio, e solo un incorreggibile presuntuoso può cadere nel tranello di emettere un verdetto o di dare un voto a un “esame” così complesso come un Sanremo, ma c’è effettivamente anche un quarto elemento che non si spiega e che lo reclama: Luca Rossetti. In coppia con Eleonora Mori sul sedile ufficiale della C3 di Citroen Italia, “Rox” è andato a podio al Ciocco e non ci è riuscito a Sanremo. Un “buon risultato” che… scontenta tutti. La Squadra che ha legittime aspettative, il Pilota che le “sente” proprie nel potenziale e nell’amor proprio, i Tifosi che come al solito “sentono” di non poter aspettare. Due Rally e manca già la scintilla del risultato. Due Gare sono troppo poche per farne un dramma, e proprio per questo l’avventato cronista lo lascia trafilare. Pilota e pneumatico si assomigliano nel ruolo di intermediario. Quello di gomma è l’arbitro tra Macchina e terreno nello sviluppo della prestazione, quello di carne e anima è il contatto tra la performance e il risultato. La catena del successo è affare delicato e difficile da mettere insieme, e per questo ci vuole metodo e tempo. Il metodo serve per tracciare una direttrice di lavoro unica, il tempo per consentire alla direzione di portare fino al risultato. Anche in questo caso non è colpa di nessuno. Breen, Campedelli, e anche Basso, sembrano già più o meno al top, Rossetti sicuramente non lo è. Poco da discutere sul potenziale della Macchina, del Pilota e del Team tecnico, e per buona creanza del Campionato, il primo con un primo e un terzo, il secondo con due secondi, il terzo con una vittoria e un quarto, il Targa dell’eventuale Rossetti sarebbe conseguenza logica attendibile di tanto eccitante equilibrio. Per il Targa sì, gli anelli della catena dovranno essere allineati come astri.

Altre cose interessantissime di CIR. A Sanremo è partito il Trofeo Junior punto 2. Stessa Ford Fiesta R2 per tutti come nel Mondiale, gestione Motorsport Italia invece che M-Sport. Un passo avanti. Vince Marco Pollara, davanti a Bernardi e Vita. Pollara è un bravo ex della Scuola Peugeot il cui appassionatissimo, colossale padre e mentore è riconoscibile per una papalina con un papero.

Sanremo seconda Prova, invece, del Campionato 2 Ruote Motrici. E lì va in scena l’attualità della Scuola Peugeot di cui sopra, Vince e… convince, davanti a Luca Panzani, Tommaso Ciuffi che, con Nicolò Gonella è tredicesimo assoluto. Ciuffi è riconoscibile, oltre che per il marcato accento toscano, per l’attuale Coach della Squadra, tale Paolo Andreucci che ha preso molto sul serio la missione e, prevedibile Re Mida del Rally italiano, sta trasformando in successo l’impegno e la partecipazione dei Giovani che segue.

Per inciso, tra le bellissime performance di Ciucci e Pollara, in un mondo più semplice in una stessa classe di merito, a Sanremo si è inserito Danilo Ameglio, l’idolo locale quasi coetaneo del suddetto Paolo Andreucci che, con una gloriosa Peugeot 106, ha chiuso al quindicesimo posto assoluto!

Per completezza d’informazione (e qui mi casca il ciuco dimenticando qualcuno, se lo faccio mandatemi per favore una raccomandata), Trofeo Clio R3 Top a Gasperetti e Ferrari, Suzuki Rally Cup a Poggio-Balducchi, Peugeot 208 Competition a Nicelli-Mattioda. Non gratificato da un’assoluta decente, come al Ciocco, Andrea Crugnola si impone nel Campionato Asfalto davanti a Michelini e Rusce.

Basta con il maltempo, per favore niente più pioggia. Ed è già tempo di Targa Florio. Delle sue rivincite, delle urgenti risposte alle domande del CIR. Dal 9 all’11 Maggio, non più Campofelice di Roccella e non più Cefalù. Tutto attorno al baricentro di Termini Imerese, ma Parco assistenza al porto, Molo Trapezoidale, visto che l’area Blutec dove era stato ubicato lo scorso anno è blindata.

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