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CIR 2020. Una Rivoluzione Culturale per la Ripartenza del Campionato

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ACI Sport, insieme alle parti in causa, ha elaborato un articolato “piano” per la ripresa del Campionato. Sarà il Rally di Roma Capitale (valido anche per l’Europeo) a collaudare un programma completo di soluzioni… e l’App!

CIR 2020. Una Rivoluzione Culturale per la Ripartenza del Campionato

ACI Sport dirama un comunicato dal titolo che ingolosisce, ma poi “dimentica” di completarlo con i contenuti, imitandosi ad annunciare che… li svelerà più avanti. Cioè pubblica un… trailer. Attivato dal titolone avevo già allertato Diletta per uno spazio importante, e invece mi ritrovo con le pive nel sacco, beffato da una sorta di mancanza di stile che mi farebbe rimandare il vuoto al mittente e cliccare sul tasto unsuscribe.

Invece, per fortuna, avevo inteso che ACI Sport si era messa seriamente al lavoro e avevo già collegato una serie di informazioni e di indizi che mi consentono oggi di riempire, spero almeno in buona parte, il vuoto del comunicato.

Andiamo al concreto, sennò facciamo come loro. Si è lavorato molto e concretamente. Sul format delle Gare, naturalmente sulla revisione del calendario, e su un protocollo tecnico-sportivo-sanitario. L’obiettivo numero 1 è la massima attenzione alla diffusione del (consideriamolo a un certo punto eventuale) contagio del virus. Da una parte i federali, il Direttore per lo sport automobilistico di ACI Marco Ferrari, il Direttore Generale di ACI Sport Marco Rogano, il Presidente della Commissione Rally ACI Sport Daniele Settimo e Luciano Tedeschini, Responsabile sicurezza rally, e dall’altra gli Organizzatori.

Intanto spetterà al Rally di Roma Capitale riaprire le danze e collaudare il “pacchetto” delle novità. il Rally di Roma, infatti, sarà la prova inaugurale della stagione mai partita non solo del Campionato Italiano Rally ma anche dell’Europeo. Quindi il Rally di Max Rendina, in programma dal 24 al 26 Luglio, è data blindata. Dall’appello diretto dell’Organizzatore capitolino rivolto al pubblico, si ha la certezza che gli appassionati saranno chiamati a fare la loro parte, una parte importante e responsabile.

Il quadro. Per prima cosa il numero delle persone ammesse alle aree del Rally dovrebbe essere limitato, “contingentato”, e questo vale per tutti gli operatori, dai membri dei Team alla Stampa, dai commissari alle Squadre di soccorso e i medici, in modo da creare automaticamente gli spazi della distanza sociale. Questo vuol dire, naturalmente, implementare un sistema di controlli e di pass che verosimilmente sarà tanto più rigido e complesso quanto più lo imporranno le condizioni generali di controllo e diffusione del contagio.

Si è sentito parlare anche del trasferimento delle operazioni preliminari delle Gare sulle piattaforme del web, e questa potrebbe anche essere un’operazione definitiva poiché già molte delle fasi sono completate via internet e perché questo sistema rappresenterebbe un sostanziale risparmio di tempo e una notevole semplificazione della logistica.

Le condizioni sine qua dovrebbero essere imposte anche agli spettatori, e in questo caso la patata bollente di far rispettare le linee guida del protocollo verrebbe passata direttamente agli Organizzatori. Non si tratta di immaginare il Rally del post corona come un evento a porte chiuse, sarebbe un controsenso, bensì di regolare i flussi del pubblico secondo norme già utilizzate in altre discipline, per esempio la Dakar, e creando, appunto, quelle che in quei casi si chiamano “zone spettatori”.

È inevitabile che il format delle gare sarà rivisto, riducendo il “raggio di azione” dei singoli Rally, il chilometraggio e il numero di “giri” e di prove speciali. Assisteremo a Rally più compatti e “brillanti”, più in linea con le difficoltà generali del momento e maggiormente rispettosi delle tasche di tutte le parti attivamente in causa. Lo vedremo meglio al Rally di Roma e al successivo Rally il Ciocco e valle del Serchio, ma il “pacchetto” si presenta come una soluzione moderna e concreta per il rilancio della disciplina in un contesto che è inevitabilmente mutato e che non può essere ignorato.

La rivoluzione è un'App!

La novità più grande, tuttavia, è nella “sintesi” di tutto quello che abbiamo cercato di anticiparvi finora. E la sintesi è un’applicazione. Sì, un’”App” per le piattaforme smartphone che porterà in tempo reale, in tasca e sotto gli occhi di tutte le persone coinvolte la concreta semplificazione di tutte le operazioni di gestione del Rally. Potrebbe essere una vera e propria rivoluzione, in grado di aggiornare in un colpo solo la cultura di gestione della corsa automobilistica.

Detto tutto o quasi, speriamo, vi rimandiamo all’uscita ufficiale dell’App, che si sussurra sia prevista per il 26 Maggio.

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