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GIMS 2018, Indiscrezioni: Geely pronta ad acquisire altre quote di costruttori in Europa

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Il gruppo cinese ha pensato di acquisire FCA lo scorso anno, offrendo 22 miliardi di dollari, dopo Daimler avanzerebbero quindi ancora risorse per “comprare” altro in Europa

GIMS 2018, Indiscrezioni: Geely pronta ad acquisire altre quote di costruttori in Europa

A Ginevra non si parla solo di nuovi modelli esposti e concept in arrivo, ma anche di movimenti societari, come sempre. Tra i più discussi quello che riguarda, ancora, FCA, recentemente coinvolta nella cessione di Magneti Marelli e il possibile passo del gruppo Geely, che già possiede Volvo e Lotus (ma non solo) nell’acquisire anche il colosso italo americano. Il boss Li Shufu, che per alcuni in Asia è visto come un moderno Henry Ford e si tiene a distanza dal Salone internazionale svizzero come tendenzialmente (salvo eventi molto importanti per le sue società) anche dall’Europa, è ancora protagonista dei discorsi tra gli addetti ai lavori. Perché? Perché potrebbe acquisire ulteriori quote nei costruttori della Vecchia Europa.

Non si dimentica infatti che lo scorso anno è stato dalle parti di Torino, parlando con gli uomini forti di Fiat e del gruppo FCA, o meglio di Exor. La complementarità tra i due colossi era evidente e sebbene non confermati al momento, gli avvicinamenti tra le due entità ci sono stati, come il mercato azionario stesso riconobbe, spostando parecchio le quotazioni dei rispettivi titoli, soprattutto FCA. Purtroppo per i cinesi di Geely, leader tra i costruttori del loro importante mercato domestico, il prelibato marchio Jeep non è poi passato di mano, tanto meno gli ancor più ambiti marchi sportivi tricolori, Maserati e Alfa Romeo. Al tempo ogni contatto diretto venne negato da FCA, anche perché, si scopre oggi, se contatto ci fu avvenne con Exor, entità a monte di FCA stessa. A render noti i dettagli sono però oggi alcune fonti che hanno raccolto informazioni certe degli incontri, a Torino e Londra, nel 2017: inizialmente offerti 20 miliardi di dollari, rifiutati, il valore raggiunse quota 22 miliardi, senza però successo. I motivi potrebbero essere diversi, riconducibili comunque a una questione di valore, che non è stato ritenuto sufficiente se comparato ai valori singoli dei brand sotto il cappello FCA e nemmeno a una selezione tra questi, per esempio escludendo proprio Alfa e Maserati, che però sono quelli a cui Geely teneva maggiormente, insieme a Jeep.

 

 

Secondo questa visione, è solo dopo i passaggi primaverili ed estivi dello scorso anno che le attenzioni di Geely si sono potute concentrare e andare a fondo su altro, come Daimler, di cui ora sono detenute quasi il 10% delle quote. Se si contano le disponibilità messe sul piatto, dopo i circa 12.5 miliardi spesi da Geely per le acquisizioni recenti, vi potrebbero essere ancora altri dieci miliardi pronti da investire, con il benestare della politica cinese nel dar man forte a questa scalata. Chi sarà il prossimo?

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