Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Il Gran Premio d'Austria 2026 si chiude con un bilancio pesantissimo e un briciolo di frustrazione per Esteban Ocon. Scattato dalla quindicesima casella in griglia sul tracciato di Spielberg, il pilota francese non è andato oltre la sedicesima posizione finale. Al termine della corsa, Ocon si è lasciato andare a uno sfogo durissimo, che fotografa una crisi tecnica profonda e apparentemente senza via d'uscita immediata, arrivando a definire la sua monoposto "come un'auto stradale".
Eppure, la domenica dell'alfiere transalpino era iniziata sotto i migliori auspici, grazie a uno spunto felice nelle primissime fasi. “La partenza è stata fantastica, lo scatto iniziale incredibile”, ha esordito Ocon. "Abbiamo lavorato duramente con la squadra. Anche le scelte nei primi due giri sono state ottime, ho continuato a guadagnare posizioni e ho lottato per i primi nove passaggi”.
Da quel momento in poi, però, la gara è scivolata via tra sfortuna e problemi cronici, a partire dalle strategie. “Abbiamo sbagliato di nuovo il tempismo della Safety Car. Sostiamo quando non c'è, e cinque giri dopo entra in pista. Sembra un déjà-vu, ma questa è solo sfortuna”.
Il vero dramma per Ocon non è stata la sfortuna strategica, quanto il comportamento della vettura sul passo gara. Con il passare dei giri, la monoposto è diventata inguidabile a causa di una cronica mancanza di carico aerodinamico al retrotreno. “Faticavo enormemente, verso la fine facevo fatica a tenere la macchina in pista. Il team ha fatto tutto il possibile per risolvere la mancanza di carico al posteriore, ma il problema è ancora lì. Stiamo cuocendo le gomme posteriori e finisco per essere due secondi e mezzo più lento di tutti gli altri”.
Una situazione che si ripete identica da diverse tappe del mondiale, trasformando ogni gran premio in un calvario psicofisico. “È divertente per nove giri dopo il pit stop. Dopodiché inizio a scivolare, distruggo le gomme e devo fare uno sforzo enorme rispetto a chiunque altro. È stato così a Monaco, è stato così a Barcellona ed è ancora un problema qui. Al ritmo a cui sto andando, a essere onesti, è come guidare un'auto stradale”.
Il retroscena più inquietante emerso dalle parole del francese riguarda l'impossibilità di individuare la radice del problema, nonostante i continui esperimenti e lo studio dei dati. Il fulcro dei guai sembrerebbe risiedere nel fondo della vettura, dove si nota un'inspiegabile disparità di rendimento rispetto al compagno di squadra Oliver Bearman. “Il problema deriva dalla zona del fondo. Oliver ha il fondo 13, io ho il fondo 14, ho provato il fondo 15, ma il deficit è ancora lì. Abbiamo cambiato ala posteriore e anteriore a inizio weekend, senza miglioramenti. Non si trova il bandolo della matassa, ma i dati parlano chiaro: il problema c'è. Incredibile, non ho mai visto una cosa del genere prima d'ora”.
Nonostante la forte penalizzazione, Ocon ha voluto comunque mantenere una linea di fiducia nei confronti dei suoi ingegneri, pur non nascondendo la preoccupazione per il tempo prezioso che sta scivolando via. “Ho piena fiducia nel team, troveranno il problema. Il fatto è che è lì da parecchio tempo, da molte gare. Stiamo perdendo tempo, progressi e comprensione della vettura, investendo un sacco di sforzi solo su questo. È problematico, ed è la nostra priorità. Ora continuiamo a spingere in vista di Silverstone, sperando che questo problema scompaia”.