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“Penso che possiamo dimenticarci di tutto quello che abbiamo imparato su come andare veloci sin da quando correvamo sui kart”: Esteban Ocon è lapidario, quando parla della nuova era della Formula 1. Le monoposto 2026, come la sua Haas VF-26 svelata oggi in una forma embrionale attraverso dei rendering, richiederanno un cambio radicale di paradigma. “È un modo molto particolare di guidare – spiega il pilota francese-. Servirà molta più gestione del motore, dell’ibrido. La monoposto in sé non è male. Il bilanciamento era discreto, anche se si è trattato solo del primo assaggio al simulatore. Dobbiamo vedere come sono le cose nella realtà, ma il livello di grip era buono. Sarà interessante apprendere un nuovo stile di guida, sperando di trovare la giusta velocità”.
Impegnato in Formula 1 da un decennio – il suo debutto risale al 2016 con la Manor – Ocon non ricorda una rivoluzione di una portata così grande come quella che si trova ad affrontare nel 2026. “Si tratta sicuramente del cambio regolamentare più grande che abbia mai affrontato. La prima monoposto di F1 che ho guidato era un V8. Poi si è passati all’ibrido, che provai prima a Valencia e poi ad Abu Dhabi nelle FP1. È un cambiamento forse simile a quello che stiamo vivendo ora, ma dobbiamo dimenticarci tutto quello che è accaduto prima. Dobbiamo adattare tutto. I nostri sensi, le nostre sensazioni. Dovremo pensare molto di più mentre guidiamo per essere davvero veloci”.
Ma quanto ci vorrà per avere un’idea della piega che potrebbe prendere la stagione 2026 di Formula 1? “Direi che verso la terza o la quarta gara avremo delle indicazioni, ma non si tratterà di valori in campo definitivi. Ci saranno molti sviluppi, soprattutto in questo primo anno. Sarà importante cogliere punti il prima possibile, ma anche se non dovessimo essere esattamente dove vorremmo, ci saranno opportunità da poter sfruttare a metà stagione, quando molti team porteranno degli upgrade”.
Dello stesso avviso è anche il suo compagno di squadra, Ollie Bearman, al secondo anno in Formula 1. “Azzardare una valutazione su dove ci troveremo è impossibile. Tutti i segnali che vedo all’interno del team sono positivi, ma non sapremo quali sono i veri valori in campo fino alle qualifiche in Australia. E credo che nelle prime gare l’affidabilità possa giocare un ruolo importante. Ci saranno team e piloti che commetteranno errori con queste nuove normative”. Ma c’è qualcosa del 2026 che tormenta Bearman.
“La mancanza di certezze in questo avvio del 2026 ha aspetti negativi e positivi – riflette il giovane inglese -. Da un lato penso che potremmo lasciare subito il segno. D’altro canto, non saperlo è terribile. Vorrei poter saltare in avanti di sei mesi per capire dove ci troveremo. Ma farò tutto il possibile per assicurarmi di essere il più in alto possibile”. Dalla sua avrà l’esperienza accumulata nel suo anno da rookie. “Ho imparato sicuramente molto l’anno scorso, non solo su di me come persona, ma anche come atleta. E ho capito anche tante cose sulla Formula 1”.
“Ho ampliato moltissimo le mie conoscenze, perché ho vissuto esperienze che non avrei potuto comprendere prima di viverle. Sono migliorato molto e sono felice di come è andata la stagione, in particolare la seconda parte. Ho davvero compiuto un salto di qualità, ottenendo dei risultati di cui sono stato molto soddisfatto. Sono entusiasta di continuare quest’anno”. Solo il tempo ci dirà se Ocon e Bearman potranno togliersi qualche soddisfazione, aiutando la Haas a farsi strada tra i team di centro classifica.