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“Sembra quasi un po’ surreale svelare una nuova vettura così presto nell’anno, ma non è certo meno emozionante affacciarsi a una nuova stagione di Formula 1 – soprattutto con un cambiamento regolamentare di questa portata”. Con queste parole Ayao Komatsu ha dato il benvenuto alla nuova VF-26, una monoposto che segna un taglio netto con il passato di Haas e che dà ufficialmente inizio a una nuova era. Non solo per l’imponente rivoluzione regolamentare che il Circus si appresta a vivere, ma anche per la partnership tecnica con Toyota, ora ben visibile anche nel design della livrea.
Il 2026, come ha sottolineato il team principal della squadra americana, è iniziato anzitempo per la Formula 1. Con la nuova era tecnica i tempi sono stati ampiamente rispettati, ma “siamo completamente concentrati sull’essere pronti per la settimana di shakedown a Barcellona”. Tra pochissimi giorni, infatti, vedremo le nuove monoposto in pista per la prima volta, anche se si tratterà di un test a porte chiuse – anche per la stampa. “Non vediamo l’ora di scoprire come si comporteranno queste vetture e cosa ci attenderà man mano che proseguiremo il nostro programma di test in vista dell’Australia. Il tempo in pista sarà cruciale tra Spagna e Bahrain e, pur sapendo che lungo il percorso ci saranno delle sfide, lo facciamo perché siamo appassionati di Formula 1”, ha aggiunto Komatsu.
Con la presentazione della VF-26, l'ingegnere giapponese ha dato il via a una settimana ricca di eventi che culminerà con lo svelamento della Ferrari SF-26 a Fiorano, squadra con cui Haas condivide la power unit e altri componenti. A differenza di Red Bull e Racing Bulls, il team statunitense non ha mostrato soltanto la livrea, ma anche una forma embrionale della monoposto che nel 2026 verrà affidata a Esteban Ocon e Oliver Bearman.
Essendo la prima squadra a mostrare al mondo più del semplice design cromatico, Komatsu è anche il primo team principal a poter commentare concretamente il nuovo progetto tecnico. Cosa lo entusiasma di più del 2026?
“In pista c’è questo enorme cambiamento regolamentare, sia sul fronte delle power unit sia su quello aerodinamico: il più grande degli ultimi 22 o 23 anni di Formula 1. Non ricordo una rivoluzione di questa portata. È estremamente stimolante, ma allo stesso tempo anche molto, molto stressante”.
“Fuori dalla pista, basta guardare a ciò che abbiamo ottenuto negli ultimi anni: siamo cresciuti come squadra. Non solo nei numeri, ma nella mentalità, nell’approccio e nel modo in cui andiamo a correre. Sento che stiamo facendo grandi progressi nel nostro percorso. È diverso partire da qualcosa che è già consolidato e adattarlo a nuovi regolamenti. Stiamo crescendo in maniera piuttosto aggressiva come team e, allo stesso tempo, stiamo affrontando regolamenti completamente nuovi. È una sfida enorme, ma abbiamo già dimostrato – da quanto accaduto a Melbourne lo scorso anno – di saper reagire e da allora non abbiamo mai smesso di migliorare”.
In questa stagione Haas festeggerà anche il decimo anno in Formula 1, con l’obiettivo di ottenere un risultato importante in ottica Costruttori dopo l’ottavo posto conquistato nel 2025. La preparazione per il 2026 è iniziata mesi fa, ma questa è stata la pre-stagione più difficile da gestire nella storia del team?
“Direi di sì, soprattutto per le nostre dimensioni. I nuovi regolamenti rappresentano una sfida finanziaria e in termini di risorse: tutti sanno che siamo ancora il team più piccolo. È una sfida enorme e, come Team Principal, la responsabilità è maggiore, perché devo assicurarmi che la squadra sia attrezzata per affrontare questo cambiamento regolamentare così importante. Non credo che nessun team, nemmeno i più grandi, possa dire di essere completamente pronto; per noi, però, la difficoltà è ancora maggiore”.
“Dobbiamo concentrarci su ciò che abbiamo, su ciò in cui siamo bravi, riconoscere le nostre debolezze ma puntare sui nostri punti di forza e continuare a imparare. Con questi nuovi regolamenti dobbiamo imparare molto in fretta. Quando tutti saranno operativi, ci saranno sicuramente delle sorprese, e sarà fondamentale restare uniti, reagire e adattarsi il più rapidamente possibile”.
Considerati i tempi dello shakedown di Barcellona, le vetture viste al lancio saranno meno mature rispetto alle specifiche normalmente portate in pista in queste occasioni?
“La vettura che tutti vedranno a Barcellona non sarà quella che correrà in Australia, e credo che questo valga per tutti, perché è semplicemente troppo presto. È diverso avere un solo test due settimane prima della prima gara, ma con oltre un mese di distanza dal debutto stagionale i team non interromperanno lo sviluppo in galleria del vento. Di conseguenza, le vetture che gireranno a Barcellona – e persino nella prima settimana di test in Bahrain – saranno meno mature rispetto a quelle della prima gara”. Un concetto già sottolineato anche da Frédéric Vasseur nel corso del pranzo di Natale organizzato a Fiorano con la stampa selezionata, tra cui Automoto.it.
Quanto sviluppo ci si può aspettare durante i test e prima dell’Australia?
“Tra la settimana di shakedown a Barcellona e l’ultimo test in Bahrain vedrete vetture molto diverse su tutta la griglia, soprattutto per quanto riguarda il pacchetto aerodinamico, perché dal lato power unit l’hardware è ormai praticamente definito. Il vero nodo è come utilizzeremo quella power unit. A Barcellona tutti si concentreranno su come ottimizzare al meglio la gestione dell’energia, un aspetto che dovrà evolvere molto rapidamente per tutti”.
Che tipo di feedback avete ricevuto finora da Ollie ed Esteban al simulatore?
“È ancora presto, ma abbiamo svolto una sessione prima di Natale e ne stiamo conducendo un’altra, più approfondita, questa settimana. La grande domanda per tutti sarà capire cosa è possibile gestire per i piloti sul giro secco e in uno scenario di gara su più giri: quanto precisamente si riescono a controllare le varie variabili. Questo sarà gran parte del lavoro che faremo a Barcellona. Siamo decisamente nella fase dei ‘compiti a casa’ per preparare tutti questi scenari – e le combinazioni sono tantissime – che verranno poi integrati nel lavoro al simulatore”.
Che aspetto ha il “progresso” nelle prime gare per il TGR Haas F1 Team?
“Prima di tutto dobbiamo padroneggiare la gestione dell’energia: è l’aspetto più importante. Non so se comprendiamo ancora fino in fondo l’entità della sfida, perché non sappiamo cosa non sappiamo. Sul fronte aerodinamico siamo abbastanza soddisfatti di quanto fatto finora, ma con nuovi regolamenti la domanda è sempre la stessa: l’obiettivo che ci siamo posti è sufficiente? Nei test vedremo concetti diversi e, se ci accorgeremo di aver trascurato qualcosa, dovremo reagire molto rapidamente”.
“Nelle prime gare, più che fissare un obiettivo sportivo, si tratterà di un obiettivo interno: prima gestire al meglio la power unit, poi sviluppare l’aerodinamica. Se dovremo cambiare direzione o valutare concetti diversi, dovremo farlo tempestivamente. Per implementare certe soluzioni in fretta è necessario lavorare come squadra e avere chiarezza nella comunicazione. Sono aspetti su cui lavoriamo da un paio d’anni e che ora saranno messi ulteriormente alla prova, ma sento che siamo pronti”.
Per Haas la posta in gioco è più alta del solito. Nel 2026 in pista ci saranno undici team, con Cadillac al debutto ufficiale in Formula 1, e la lotta a centro classifica si preannuncia più serrata che mai. Con 22 vetture in griglia, è possibile avere delle aspettative? E dopo quante gare si delineerà una gerarchia?
“Ci sarà una grande variabilità tra i team per due motivi. Il primo è la power unit: le squadre che utilizzano lo stesso fornitore presumibilmente saranno più ravvicinate. Mercedes fornisce quattro team, Ferrari tre, Red Bull due, Audi e Honda uno ciascuno. Sul fronte aerodinamico, invece, è tutto completamente aperto e lo sviluppo sarà rapidissimo. Una gerarchia potrebbe delinearsi abbastanza in fretta, già nelle prime quattro gare, ma credo che sarà una stagione molto dinamica. Quello che vedremo nelle prime due gare sarà probabilmente molto diverso rispetto a ciò che vedremo nelle ultime”, ha chiosato Komatsu.