Formula 1

F1, dubbi sul Gran Premio degli Stati Uniti

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Emergono dubbi sull'effettivo svolgimento del Gran Premio degli Stati Uniti 2020 di Formula 1 in autunno: ecco perché

F1, dubbi sul Gran Premio degli Stati Uniti

Mentre si lavora alacremente alla stesura della parte europea del calendario rivisto della stagione 2020 di Formula 1, emergono dei dubbi in merito al Gran Premio degli Stati Uniti. Secondo il Dottor Mark Escott, responsabile sanitario della città di Austin, sarà molto difficile che eventi di massa possano essere autorizzati prima della fine dell'anno. «I grandi eventi sono stati i primi ad essere banditi e saranno gli ultimi ad essere ripristinati, per via del rischio legato all'esposizione di molte persone tra loro, in particolare se provenienti dalla stessa casa», ha spiegato Escott a Austin-Statesman.

«Stiamo lavorando ad un piano per capire cosa potrà essere ragionevole, ma, guardando fino a fine dicembre, ora non abbiamo indizi che ci facciano pensare che potremo mitigare il rischio in maniera sufficiente ad ospitare eventi su larga scala, in particolare nel caso in cui coinvolgano più di 2.500 persone», puntualizza Escott. Non si può però escludere, concede Escott, che la situazione legata alla pandemia di COVID-19 possa migliorare abbastanza per consentire il regolare svolgimento di eventi di massa prima della fine del 2020. 

C'è anche un altro problema da non sottovalutare: la quota di partecipazione al calendario F1 del Circuit of the Americas viene pagata da un fondo speciale dello Stato del Texas, a patto che la gara porti introiti legati alla partecipazione degli spettatori. Anche se la autorità sanitarie dovessero dare il nulla osta ad una gara a porte chiuse, quindi, sarebbe molto difficile che un'opzione del genere possa andare in porto. I vertici della F1 hanno deciso di andare incontro ai circuiti europei per i costi di partecipazione al mondiale, ma è difficile che sia così anche per le gare extraeuropee, molto più care a livello logistico. 

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