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Come vi abbiamo raccontato, con l'applicazione del decreto sull'omologazione dei misuratori di velocità voluto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT) risulterebbero a norma solamente 1 autovelox su 4 installati nel nostro Paese e si prospettano spegimenti e rimozioni per i dispositivi che non dovessero omologarsi nei termini previsti.
Forse non sarebbe il caso di eliminare così in fretta strumenti, sì migliorabili, ma comunque utili ad evitare molti sinistri, anche potenzialmente fatali. Anche perchè i dati sulla sicurezza stradale rappresentano una realtà sconfortante: nel 2024 si sono registrate nove vittime al giorno. E, a giudicare dai numeri europei si potrebbe fare molto per evitare questa strage.
L'Italia registra 51 morti in incidenti stradali per milione di abitanti. Un dato che ci posiziona tra i peggiori Paesi dell'Unione Europea, con un tasso di mortalità superiore a Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi. Impietoso il confronto con i tedeschi: nonostante 25 milioni di abitanti in meno, contiamo più morti sulle strade: 3.030 contro 2.770.
Il problema emerge guardando l'evoluzione temporale delle vittime stradali. Dal 2010 a oggi, ad esempio, la Danimarca ha dimezzato i propri decessi stradali, la Polonia ha fatto altrettanto. La media europea segna un calo del 33%. L'Italia? Si ferma al 26%. Quindi stiamo migliorando, certo, ma troppo lentamente.
In questo contesto, l'eventualità di rimuovere la maggioranza degli autovelox sarebbe da valutare attentamente. Se da un parte potrebbe raccogliere il favore immediato di un gran numero di automobilisti — meno controlli uguale potenzialmente meno multe — dall'altra passerebbe un messaggio "pericoloso": la burocrazia vale più della sicurezza?
La realtà dice l'opposto. L'eccessiva velocità resta una delle principali cause di incidenti mortali. Gli autovelox, posizionati correttamente nei punti critici, hanno dimostrato di ridurre significativamente sinistri e vittime. Rimuoverli in massa significa rinunciare a uno strumento di prevenzione che, per quanto impopolare, funziona.
Controlli più severi e capillari aiuterebbero, ma quello che servirebbe è soprattutto un cambio culturale. Finché continueremo a considerare le vittime della strada come un male terribile, ma "inevitabile", oppure la rimozione di strumenti di prevenzione come gli autovelox non come un potenziale pericolo, migliorare sarà certamente più difficile.