Formula 1

F1. Ferrari, Elkann: «Binotto ha le competenze per iniziare un ciclo vincente»

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Il presidente della Ferrari, John Elkann, rinnova la piena fiducia a Mattia Binotto, che, a suo avviso, ha tutte le competenze per dare vita ad un nuovo ciclo vincente. E del clima interno alla Ferrari dice: «Non ho mai visto negli ultimi dieci anni uno spirito così forte e coeso»

F1. Ferrari, Elkann: «Binotto ha le competenze per iniziare un ciclo vincente»

La Ferrari in Formula 1 naviga in acque turbolente, tra gli spettri di possibili nuovi intrighi di palazzo degni di un thriller e le difficoltà della SF1000, brutto anatroccolo che non è certo diventato un cigno, nonostante gli aggiornamenti portati in fretta e furia nelle prime tre gare della stagione 2020. Ma finalmente il capitano della ciurma si è deciso a parlare: John Elkann, in un'intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, sembra dare piena fiducia al suo braccio destro, il team principal Mattia Binotto. «Mattia ha preso in mano la Scuderia da un anno, ha tutte le competenze e le caratteristiche per iniziare un nuovo ciclo vincente. Era in Ferrari con Todt e Schumi, sa come si vince», spiega Elkann.

Elkann tocca anche un tasto dolente, il divorzio con Sebastian Vettel, che si concretizzerà a fine 2020. «Difficile chiedere pazienza a chi ha già vinto rispetto a chi ha il futuro davanti a sé». Ma ora è tempo di concentrarsi sul futuro, con un piano a lungo termine basato sull'apporto della coppia Leclerc-Sainz. «Noi stiamo mettendo le fondamenta per costruire qualcosa di importante e duraturo e lo dimostra il contratto che abbiamo firmato con Charles, cinque anni, mai così lungo nella storia della Ferrari. Leclerc e Sainz prenderanno casa a Maranello, staranno vicino agli ingegneri, la nuova macchina nascerà con loro».

Ma Elkann spende parole di stima anche per Lewis Hamilton, che definisce «un pilota eccezionale», che «può diventare il più vincente di sempre». «Ha saputo lavorare con concentrazione e intelligenza. Il suo passaggio dalla McLaren alla Mercedes non è stato facile. Non era ovvio e fu una scelta vincente», aggiunge il presidente della Ferrari. E che ci fosse un feeling con l'inglese era evidente dalla stretta di mano in pitlane dello scorso anno. Ma c'è anche un altro aspetto di Hamilton che Elkann loda: «L’impegno civile che sta portando avanti è importante e ci sta a cuore. Come ci sta a cuore il riconoscimento che Ferrari, prima e unica in Italia, ha avuto lo scorso 2 luglio con la certificazione Equal Salary per la parità di retribuzione tra uomini e donne con le stesse qualifiche e mansioni. Testimonia il nostro impegno per un ambiente di lavoro inclusivo e rispettoso delle differenze».

Elkann si dice anche favorevole alla riduzione del budget cap: «Abbiamo dato l’ok alle nuove regole che partiranno dal 2022 perché riteniamo giusto che ci sia maggiore competitività all’interno della F1 e non vediamo la limitazione del budget cap come un vincolo alla nostra capacità di vincere, la prendiamo come una sfida da vincere». Ma, soprattutto, assicura: «Non ho mai visto negli ultimi dieci anni uno spirito così forte e coeso in Ferrari». Le prospettive a breve termine, però, non sono rosee: «La realtà è che la nostra macchina non è competitiva. Lo si è visto in pista e lo si vedrà ancora. Oggi stiamo mettendo le basi per essere competitivi e tornare a vincere quando cambieranno le regole nel 2022. Ne sono convinto».

Non si può negare però la mancanza di un tassello fondamentale del puzzle, Sergio Marchionne, della cui scomparsa è ricorso recentemente il secondo anniversario: «Sergio è stato per me un grandissimo amico. Abbiamo affrontato periodi pieni di vento, ma anche di burrasche e tempeste, era un timoniere solido e coraggioso». E di capitani coraggiosi la Ferrari ha bisogno come l'aria, in un momento in cui non può far altro che navigare a vista, nella speranza di poter toccare presto terra. 

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