GP Cina 2019

F1, GP Cina 2019: i verdetti di Shanghai

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Mercedes e Ferrari, ma non solo: ecco gli altri verdetti del Gran Premio di Cina 2019 di Formula 1

F.1 Gp Cina, occhio alla Honda che sta crescendo!

Sullo schieramento di partenza Chris Horner gongolava. Aveva le due macchine in terza fila e Gasly non era tanto lontano da Verstappen. Voci di box danno il motore Honda in crescita e stavolta, preso direttamente, Horner non ha negato. Gli abbiamo chiesto: è vero che siete in ritardo in accelerazione e che come potenza massima siete al livello dei rivali? "Sì, è vero, ci manca qualcosina in ripresa. Credo che se riuscissimo ad avere quei 20 cavalli in più a basso regime, allora la musica sarebbe diversa. La macchina funziona bene e Max è un pilota consistente, spero che le novità arrivino presto". E infatti la Honda sta portando a ritmo serrato modifiche al sofware delle centraline, del recupero di energia e altro ancora. La parte meccanica è in ordine, lo sviluppo relativo, è sull'elettronica che se la stanno giocano. E a dimostrazione arrivano pure le prestazioni della Toro Rosso, bastava guardare in ripresa contro la Alfa Sauber come andavano via...

Albon, l'eroe del GP: dal muro ai punti

Alex Albon è uno da seguire con attenzione perché ha i numeri per fare bene. Dopo la gran botta al sabato mattina, con macchina distrutta (nemmeno il volante è stato recuperato...) in gara è partito dai box e alla fine ha marcato un punto col decimo posto. E avrebbe potuto fare anche meglio. Questa per dirla tutta sulla forza interiore di questo pilota che cresce bene e che in  Red Bull stanno seguendo con attenzione, visto anche le prestazioni di Gasly. I ragazzi della Toro Rosso hanno fatto i miracoli. Hanno lavorato 12 ore, finendo entro la mezzanotte, e in due squadre hanno ricostruito tutto. Mettendo la scocca nuova, motore cambio e tutto il resto prendendoli dai ricambi. Uno sforzo importante con un risultato che li soddisfa perché certi sacrifici vanno compensati. "Abbiamo fatto 70 ore di lavoro in tre giorni" ha detto uno dei ragazzi del team. Vero, gli eroi non stanno solo nelle file davanti...

Daniel Ricciardo a punti in Cina
Daniel Ricciardo a punti in Cina

Ricciardo finalmente a punti, Hulkenberg no

Ha finito in settima posizione, ha preso i primi punti della stagione, ma ha corso tenendo una mano sul volante e l'altra...sugli attributi. "In senso metaforico - dice - perché avevo dietro Hulkenberg poi non l'ho più visto. Ho chiesto se era ok perché ho pensato a un incidente, mi hanno di sì e a quel punto non ho voluto sapere più niente. Perché nell'ultima gara ci siamo ritirati per un problema meccanico, se fosse successo anche qui prima a lui, poteva capitare anche a me e allora, per evitare problemi ho fatto gli scongiuri". Però sei arrivato a un giro dai primi..."Vero, un distacco troppo ampio. In prova bene o male conteniamo i danni, in gara non c'è verso. E' dura, siamo indietro e dobbiamo lottare ancora molto". Hai usato il casco celebrativo per ricordare Jack Brabham..."Sì un grande campione del passato. Magari qualcuno ha pensato che mi abbiano dato anche la sua macchina dell'epoca. Beh, non è vero! Ma quasi..." e giù una risata a celebrare il primo arrivo a punti della stagione.

Alfa Romeo, Kimi sì, Giovinazzi no

Kimi Raikkonen ha le idee chiare: "Ci manca velocità in qualifica, non riusciamo ad essere veloci, poi in gara ce la giochiamo con gli altri, ma finchè partiamo dietro, restiamo dietro. La qualifica è importante, e abbiamo ancora dei problemi per cui non vedo soluzioni. Prendo le cose giorno per giorno, sfrutto quello che abbiamo, ma non abbiamo ancora capito come risolvere i problemi". Almeno Raikkonen è andato a punti, per Giovinazzi terzo gran premio lontano dalla zona..."Purtroppo sì ma questi ultimi due week end, questo in modo particolare, sono stati tremendi. Problemi al venerdì, manco un giro in qualifica. Certo, sono partito ultimo e arrivato 15, ma non è quello che voglio. Per Baku spero di avere un fine settimana senza problemi, perché quando una cosa non va, un'altra ti ferma e non riesci a capire da che parte andare, poi i risultati sono questi e il morale va sotto ai piedi". La strategia è sembrata azzardata, un pit stop molto in anticipo: "Diciamo che all'inizio ha funzionato bene, ce la stavamo giocando a ridosso dei primi, ma non è durata fino alla fine e ho concluso in affanno, lontano dalla zona punti". Vasseur ha chiesto scusa per i problemi che hai avuto: "Lo ringrazio, è stato molto gentile a dirlo, però non cambia la sostanza: non sto facendo quello che avrei voluto e potuto fare. Per Baku mi auguro che finisca questa tendenza".

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