F1, Gp Russia 2016: Ferrari, la Mercedes è ancora lontana

F1, Gp Russia 2016: Ferrari, la Mercedes è ancora lontana
Paolo Ciccarone

Con una Mercedes pigliatutto con Rosberg e una Ferrari non ancora abbastanza competitiva, il mondiale 2016 sembra già scritto a sole quattro gare dall'inizio

1 maggio 2016

SOCHI – C’è poco da aggiungere: chi credeva che la Mercedes fosse a un passo si è sbagliato di grosso. Il lavoro da fare per riprenderle è lungo e non è detto si completi in questa stagione. Su una pista scivolosa dove conta il grip meccanico e aerodinamico, i tedeschi hanno dato ancora una volta il meglio. Se poi metti che a Rosberg fila tutto liscio, con la quarta vittoria consecutiva, il quadro è già completo. Se le regole restano queste, con i blocchi agli sviluppi dei motori, e di tutto il resto, meglio chiudere baracca e burattini. Non ce ne è. L’unica speranza è che fra due settimane, in Spagna, la Ferrari possa portare quelle modifiche tanto attese e necessarie per dare una svolta a un mondiale che pare già scritto.

E a complicare le cose ci si mette pure il caso, leggi Kvyat, che preso da furore agonistico non ci ha pensato due volte a mettere KO Vettel in una serie di tamponamenti che han dell’incredibile. Perché va bene la prima toccata quando Vettel stava attaccando Ricciardo alla prima curva, ma quella successiva, in pieno curvone, è apparsa davvero inutile e frutto di una visione cieca della gara. Tanto erano ingiustificate le accuse di Vettel in Cina, tanto trovano giustificazione in Russia. Ma questo forse è il frutto di una polemica inutile a Shangai che ha partorito il risultato di Sochi. In Cina, infatti, Kvyat non aveva colpa alcuna del patatrac Ferrari, ma colpito nel vivo e con Sebastian che è rimasto della sua convinzione, stavolta il russo è andato giù pesante davvero. Il risultato si è visto. Gara rovinata per tutti, Ricciardo compreso che non c’entrava niente.

Ma a questo punto, al di là della doppietta Mercedes (Hamilton è risalito poi un messaggio radio dal box che diceva di fare attenzione alla pressione dell’acqua, chiaro codice interno per dire di non rompere le scatole a Rosberg) e il terzo posto di Raikkonen, che ha ottenuto il massimo possibile, l’aria è in fermento per il mercato piloti. Alla Ferrari Kimi è in scadenza, alla Red Bull si parla di Verstappen che però è nell’aria anche a Maranello, con Ricciardo che guarda e osserva, per cui fra Ferrari, Red Bull, Williams e altro ancora tutti in attesa di tutti, come dire che ci si gioca molto di più di quello che vediamo in pista e che fa capire che c’è altro alle spalle.

Se le regole restano queste, con i blocchi agli sviluppi dei motori, e di tutto il resto, meglio chiudere baracca e burattini. Non ce ne è. L’unica speranza è che fra due settimane, in Spagna, la Ferrari possa portare quelle modifiche tanto attese e necessarie per dare una svolta a un mondiale che pare già scritto

Secondo voi, anche con un contratto firmato, Hamilton resta in Mercedes se dovesse vincere Rosberg? E nel caso vincesse ancora Lewis non ci sarebbero le motivazioni per andare a cercare nuove sfide? E Nico? Se dovesse andare bene sarebbe appagato, ma se dovesse andare male che fa? Resta ancora a prenderle da Lewis? E con un Hamilton libero la Ferrari si gioca la carta Verstappen? Tante domande, tanti dubbi e tante discussioni che entro un mese devono trovare risposte. E questo spiega perché in una sola curva ci sia gente che si gioca il mondiale. Ma questa è altra storia. Per ora non resta che annoverare il poker di Rosberg, la crisi di Vettel (due gare senza punti su quattro e Raikkonen davanti in classifica, mai visto negli ultimi tre anni…) con Hamilton a inseguire a 43 punto da Rosberg, quasi due GP di vantaggio. Altro che mondiale combattuto, qua pare tutto definito…

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