F1, il bello e il brutto del GP di Singapore 2017

F1, il bello e il brutto del GP di Singapore 2017
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I top e i flop del Gran Premio di Singapore 2017 secondo il nostro inviato F1, Paolo Ciccarone
17 settembre 2017

IL BELLO

Hamilton. Partiva quinto, ambiva al massimo al quarto posto invece dopo due curve finisce in testa alla gara e nonostante le condizioni difficili aumenta il distacco su Ricciardo. Vittoria pesante in ottica mondiale.

Ricciardo. Ha colto il massimo anche se si pensava potesse fare meglio delle Mercedes, invece ne tiene dietro solo una quella di Bottas, poi sul podio solito show. Pilota consistente che sta fuori dai guai.

Charlie. Di solito a Whiting ne dicono di tutti i colori, stavolta ha seguito le indicazioni e li ha fatti partire col bagnato. Si è visto il risultato ma qualcuno ha voluto dargli sempre addosso...

Sainz. Meriterebbe il podio per come ha corso e ha chiesto al team di lasciarlo guidare senza parlargli nelle orecchie. Gran prova di maturità e bellissimo risultato a un passo dal podio

Perez. Arriva dietro a Sainz ma viene confermato per il prossimo anno alla Force India, gara decisa ma senza disastri vari.

Vandoorne. Arriva a punti, ottima gara col ferro da stiro che guida, visto che è una McLaren mica una Mercedes, non fa errori e arriva in zona punti. Bravo

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IL BRUTTO

Vettel. Partire in pole e fermarsi poco dopo per un incidente, al di là di chi sia la colpa o meno, vuol dire sprecare l'occasione d'oro di fare cappotto e mettere in crisi Hamilton, invece ha toppato.

Verstappen. Doveva riscattarsi, non ha colpe nell'incidente (lo dicono immagini telemetria e commissari oltre ai due ferraristi...) ma finisce a muro dopo una partenza in prima fila. Un peccato

Raikkonen. Ha fatto una partenza stupenda, sarebbe andato in testa alla gara, non ha sbagliato nulla e pure lui è fermo alla prima curva...

Massa. Nervoso, spigoloso, scorretto anche con Vandoorne, in Williams si discute molto e i nervi sono a fior di pelle.

Alonso. Come farsi centrare da due che partono tre file davanti a te. Lui c'è riuscito e alla sfiga non mette limiti.

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