Formula 1

F1: McLaren, Brown minaccia l'addio al Circus

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Il CEO della McLaren, Zak Brown, avvisa: la McLaren potrebbe lasciare la Formula 1 se gli accordi per la stagione 2021 non fossero più equi rispetto a quelli in vigore attualmente

F1: McLaren, Brown minaccia l'addio al Circus

La McLaren minaccia velatamente di abbandonare la Formula 1: il CEO di McLaren Racing, Zak Brown, in un'intervista rilasciata al Guardian, ha ammesso che la scuderia di Woking potrebbe decidere di lasciare il Circus se i problemi della categoria non venissero risolti entro la fine della stagione. Con la scadenza del Patto della Concordia sempre più vicina, i team si riuniranno domani a Londra con Liberty Media per discutere del regolamento per la stagione 2021. 

Una decisione in merito al regolamento tecnico e agli accordi commerciali per il 2021 dovrebbe essere presa entro giugno per entrare in vigore dopo un anno e mezzo. Quali sono le condizioni della McLaren? «Per la McLaren ci sono due punti fermi: l'accordo dev'essere sostenibile dal punto di vista finanziario e deve darci la possibilità di combattere in modo equo e competitivo. Se così non fosse, dovremmo riconsiderare il nostro impegno in F1, e non è una posizione in cui vorremmo trovarci», ha spiegato Brown. 

«Sembra una tattica per negoziare, ma il nostro deve essere un team responsabile dal punto di vista fiscale e competitivo. Pensiamo che se il nuovo regolamento non dovesse permetterci di esserlo, dovremmo ripensare alla nostra partecipazione alla F1». Uno dei punti focali dell'accordo riguarderà la distribuzione dei profitti tra i team: con l'accordo attuale, la Ferrari la fa da padrona, davanti a Mercedes e Red Bull.

«La distribuzione dei profitti dovrebbe essere più equilibrata e legata alle performance - spiega Brown -. La storia deve contare in minor parte. Siamo tutti d'accordo sul fatto che la Ferrari sia il nome più importante in F1 e debba essere remunerato di conseguenza, ma non al livello in cui lo è attualmente. La Ferrari, poi, non dovrebbe avere la possibilità di investire quella somma per sviluppare la monoposto». 

Brown, da buon americano, prende ad esempio il sistema di parità totale tra i team vigente nell'NFL, che ha assicurato la partecipazione al Super Bowl di squadre diverse negli anni. «Se i pagamenti fossero livellati, verrebbe accelerata la competitività di tutti i team. La Formula 1 ha vissuto periodi di dominio da parte di un team, ma una F1 migliore non vedrebbe questo genere di superiorità. La stessa scuderia potrebbe vincere due stagioni di fila, ma non cinque o sei». 

Brown è anche un sostenitore del contenimento dei costi: una riduzione del budget, se accompagnata da un regolamento meno stringente, potrebbe portare i team a concentrarsi maggiormente sull'innovazione. Non tutti sono d'accordo su questo argomento - Toto Wolff, ad esempio, ha espresso parere contrario - e non sarà facile trovare la quadra. Brown si mostra però ottimista: «Ci saranno fuochi d'artificio. Si tratta di una negoziazione ma sono fiducioso del fatto che la F1 faccia la cosa giusta e trovi l'accordo con tutti i 10 team per creare una F1 più competitiva dal 2021 in poi». 

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