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Sul bagnato di Marina Bay, piove ancora più forte sul lumicino delle speranze mondiali di George Russell. Era nella posizione ideale per potersi prendere la vittoria della Sprint del Gran Premio di Singapore 2026 di Formula 1, dopo una partenza fulminea che gli aveva consentito di regolare Max Verstappen. Ma all’ultima curva, in un momento in cui il grip già mancava, ha messo una ruota su un cordolo, infrangendo le sue chance di un successo contro le barriere che nel corso della storia di questo GP avevano toccato in molti.
Dei due piloti di casa Mercedes, sulla carta Russell aveva per le mani la monoposto di più semplice comprensione, e utilizzo. La scuderia di Brackley ha optato per un’estrema prova di comparazione in questo fine settimana. Russell con la configurazione pre-Malesia, Andrea Kimi Antonelli con la nuova, ancora tutta da capire, da regolare, da bilanciare. La valutazione sull’aggiornamento resta ancora nebulosa, ma uno dei problemi principali potrebbe essere il restringimento della finestra di utilizzo ideale in termini di bilanciamento.
La patata bollente, in questo senso, resta nelle mani di Antonelli, che anche nel corso della Sprint si è lamentato della sua vettura, sottolineandone in particolare la tendenza al sovrasterzo. Russell aveva il compito più semplice, anche tenendo conto del maggior carico generato dal nuovo pacchetto. I punti di carico servono a poco, dopotutto, se la deportanza risulta più instabile del previsto, con un bilanciamento precario. La sensazione è che Russell abbia pagato ancora una volta il suo scarso feeling in condizioni di scarso grip.
Il bagnato diventa ancora più complesso da gestire con monoposto che generano meno deportanza rispetto alla generazione precedente. E così Russell ancora una volta ha messo il piede in fallo, in una stagione in cui non ha solo fatto i conti con una sfortuna oggettiva, ma anche incontrato un forte limite tecnico nel suo stile di guida, nel contesto di questo nuovo ciclo normativo. Ma Russell non è l’unico pilota di un team di punta a essere incappato in un errore parecchio costoso.
Nelle fasi finali della Sprint di Singapore Oscar Piastri e Lando Norris sono stati protagonisti di un contatto che li ha spediti in testacoda in un movimento che pareva una coreografia sincronizzata. Si erano ritrovati vicinissimi, i due compagni di squadra vestiti color papaya, per via del rallentamento di Charles Leclerc, completamente in ambasce con le intermedie ormai a fine vita. Non le aveva gestite con la stessa cura e furbizia di Lewis Hamilton, e ha finito per contribuire al patatrac di casa McLaren.
I punti persi non sono poi molti, ma sono quegli episodi che possono lasciare piccoli strascichi fastidiosi, nell’economia del rapporto sempre delicato e mai banale tra due compagni di squadra. Alla fine a fare da proverbiale terzo incomodo che gode tra i due litiganti è stato Kimi Antonelli, che ha guadagnato qualche punticino in più su Russell grazie all’harakiri di casa McLaren. È la fortuna dei vincenti, quella che sta mostrando Antonelli in questa stagione straordinaria. La stessa mostrata da tanti campioni prima di lui. Ma non è solo questione di sorte, se Russell continua ad annaspare, come successo in una giornata di pioggia a Singapore.