F1, il paradosso del sorpasso su Hamilton sotto bandiera gialla: ecco perché la FIA ha graziato Verstappen a Singapore

F1, il paradosso del sorpasso su Hamilton sotto bandiera gialla: ecco perché la FIA ha graziato Verstappen a Singapore
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Nessuna sanzione per il sorpasso sotto bandiera gialla su Hamilton: i retroscena e i dati della telemetria che hanno salvato Max a Singapore
9 ottobre 2026

Non c’è pace sotto i riflettori del circuito cittadino di Marina Bay. Tra la nebbia del caldo umido di Singapore e l'asfalto insidioso della qualifica per la Sprint, la Federazione Internazionale si è trovata a gestire un venerdì torrido non solo per le temperature, ma anche per il volume di lavoro e di polemiche. Oltre al clamoroso e amaro mea culpa della FIA per il malfunzionamento dei sistemi in SQ1 che ha condizionato le prime battute della sessione, a tenere col fiato sospeso il paddock è stato l'episodio che ha visto protagonista il pole man Max Verstappen.

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I fatti risalgono alle fasi iniziali della prima sessione di qualifica, quando la Cadillac di Sergio Perez ha impattato contro le barriere in curva 5, lasciando sull'asfalto una scia di detriti e costringendo i commissari a sventolare la singola bandiera gialla. Nel tratto compreso tra la curva 7 e la curva 8, con la bandiera di pericolo ben in vista, la Red Bull numero #3 di Verstappen ha sfilato la Ferrari numero #44 di Hamilton. Sulla carta, una violazione macroscopica dell'Appendice H, Articolo 2.5.5b del Codice Sportivo Internazionale. Nel concreto, una manovra finita immediatamente sotto la lente d'ingrandimento dei commissari. 

La direzione gara, con i dati telemetrici alla mano, si è chiusa in stanza con i due piloti per analizzare radio, video e dati di bordo. La dinamica emersa racconta una situazione al limite, dove il calcolo dei millesimi e la percezione del pericolo giocano un ruolo cruciale. Verstappen stava uscendo a piena carica dalla curva 7 sul suo giro lanciato, quando ha scorto la bandiera gialla. La telemetria ha confermato come l'olandese abbia alzato completamente il piede dall'acceleratore entro appena 40 metri dall'ingresso nel settore neutralizzato, riducendo la propria velocità di ben 70 km/h rispetto a un qualsiasi altro giro spinto della sessione.

Davanti a lui, però, c'era un Hamilton già avvisato via radio del sopraggiungere della Red Bull. Il britannico, per facilitare il passaggio fuori traiettoria, ha rallentato vistosamente spostandosi sulla destra e frenando fino a scendere sotto la soglia dei 60 km/h al momento del contatto visivo. È stato proprio questo differenziale abissale di velocità tra le due monoposto a creare il cortocircuito: da un lato la Red Bull in piena fase di decelerazione ma pur sempre lanciata ad alta velocità in uscita di curva, dall'altro la Ferrari quasi ferma al margine della pista.

Ascoltato dai commissari, Verstappen ha spiegato che, per evitare fisicamente l'affiancamento e il sorpasso prima di curva 8, avrebbe dovuto piantare un'inchiodata violentissima ad altissimo rischio, creando una condizione di potenziale e grave pericolo per chi sopraggiungeva alle sue spalle. Una ricostruzione ritenuta del tutto credibile dai collegiali FIA. Pur prendendo atto che la norma sulla bandiera gialla sia stata formalmente infranta dall'eseguito sorpasso, i commissari hanno stabilito che la manovra è stata soltanto un'inevitabile e sfortunata conseguenza della differenza di velocità istantanea e non un atto di deliberata insubordinazione o negligenza. Nessuna sanzione, dunque, per il quattro volte campione del mondo: a Singapore la tensione resta alle stelle, ma la griglia di partenza per la Sprint non cambia con Verstappen che scatterà dalla pole.

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