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Nelle qualifiche per la Sprint, la prima in assoluto, del Gran Premio di Singapore 2026 di Formula 1, Max Verstappen firma un capolavoro sui millimetri nell'umidità di Marina Bay, portando la sua Red Bull davanti a tutti con un 1:31.156 che lascia George Russell a 120 millesimi di distacco. Un giro tirato al limite e costruito su una gestione impeccabile dei pneumatici morbidi, mai testati prima di quel tentativo, capaci di regalare alla RB22 quella stabilità che era mancata fino a poche ore prima.
"Sì, avevamo avuto qualche difficoltà con questa vettura, ma non appena abbiamo montato le gomme soft, grazie al maggior grip, la macchina è diventata più stabile nei punti in cui prima faticavo ad avere sicurezza", ha confidato il pilota olandese subito dopo la sessione. "Non me lo aspettavo, ma ce la prendiamo: ovviamente sono felice”, ha ammesso il quattro volte campione del mondo al termine della sessione cronometrata. Sulla gioia per una pole position insperata, la prima della sua carriera sul tracciato cittadino, pesa però la spada di Damocle dei commissari sportivi.
Infatti, nella SQ1, l'olandese ha superato la Ferrari di Lewis Hamilton sotto regime di bandiera gialla — innescata dal lungo di Sergio Pérez — esponendosi al concreto rischio di una penalizzazione di almeno cinque posizioni sulla griglia della Sprint. Verstappen si è difeso via radio spiegando di aver considerato più sicuro scavalcare la SF-26 #44 anziché effettuare una frenata brusca in quel punto del tracciato, ma la convocazione in Direzione Gara lascia ancora tutto in sospeso. Nell'attesa della decisione, la testa dell’olandese resta comunque proiettata alla gara vera e propria. "Ovviamente la Sprint si correrà di giorno, quindi le prove libere sono state utili. Senza dubbio le qualifiche restano il traguardo più importante per domani, e poi la partenza sarà un momento critico: vedremo come andrà, ma almeno è stata una conclusione di giornata positiva".