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Formula 1: Cesare Fiorio compie 80 anni

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Cesare Fiorio compie 80 anni: il nostro Paolo Ciccarone ripercorre la straordinaria carriera del manager torinese

Formula 1: Cesare Fiorio compie 80 anni

Buon compleanno Cesare Fiorio. Domenica 26 maggio il manager torinese compie 80 anni e a guardare la sua vita e la sua carriera, bisogna solo togliersi il cappello e omaggiarlo. Il suo curriculum parla da solo. Laureato in scienze politiche, specialità che si rivelerà fondamentale nel tessere i rapporti al vertice con le varie Case, Fiorio nel 1963 ebbe l'intuizione di creare il reparto HF (High Fidelity) con cui far correre le vetture Lancia.

E quanto sia diventato importante quel marchio, lo dimostra il fatto che a distanza di anni ci si ricorda ancora delle vittorie della Fulvia nel mondiale rally. Una specialità in cui Fiorio ha vinto 10 titoli (7 con la Lancia e 3 con la Fiat), ma al bilancio di una carriera unica vanno aggiunti anche i 3 titoli mondiali Lancia nei prototipi negli anni 79, 81 e 82, i titoli mondiali vinti come pilota di motonautica (2 mondiali e 6 campionati europei) il record mondiale, ancora oggi imbattuto, col Destriero e la traversata dell'Atlantico in 58 ore e 34 minuti, entrata nel guinnes dei primati.

E poi la F.1, con l'apice alla Ferrari con 25 podi e 9 vittorie dall'89 al 91, il miglior bilancio prima dell'era Todt. Grazie a Fiorio abbiamo avuto una scuola di piloti italiani al vertice, nei rally e in F.1. Tanti e difficile da ricordarli tutti, ma da Patrese a Ghinzani, Alboreto, Nannini, Gabbiani, Fabi tanto per citarne alcuni a caso, o nei rally col compianto Bettega e Toivonen, Munari e i suoi trionfi. Ora, da qualche anno, vive in Puglia in una masseria moderna e bellissima vicino a Massafra, ha scoperto e supportato l'ultimo prodotto della scuola italiana, quell'Antonio Giovinazzi che ora corre per Alfa Romeo in F.1.

E poi Fiorio va menzionato per aver creato una scuola di manager. E proprio uno di questi, Daniele Audetto, vuole ricordare Cesare Fiorio e la sua opera: "Ero pilota in squadra con Montezemolo, Munari, tanto per citarne un paio. Ho un grave incidente. Le mie condizioni fisiche mi impediscono di proseguire la carriera e Cesare mi dice: vieni con me, mi fai da assistente. Nella sfortuna la buona sorte, divento suo braccio destro. Devo tutto a lui, al suo fiuto, al suo intuito e ho imparato moltissimo. Tanto che poi, quando lui divenne manager, io diventai direttore Sportivo Lancia. Grazie a questo lavoro, mi chiamò Enzo Ferrari in F.1, nel momento epico della sfida vincente di Lauda con tutto quello che accadde poi. E' stato il mio maestro, il mio mentore, a lui l'automobilismo italiano e direi internazionale, deve molto davvero".

Nigel Mansell su Ferrari 640 nel 1989, quando Cesare Fiorio era direttore sportivo della Rossa
Nigel Mansell su Ferrari 640 nel 1989, quando Cesare Fiorio era direttore sportivo della Rossa

Trovare dei difetti in Fiorio è difficile?

"Solo pregi, sui difetti poco da dire. Ha un carattere freddo, razionale, poco incline alle emozioni e alle sue esternazioni, ma non c'è dubbio che avere questo carattere gli ha consentito di diventare quello che è stato. E poi un gran politico, abile nel proporre e capire le necessità della Casa per cui lavorava. Senza dubbio uno dei più grandi manager mondiali".

Una volta la scuola italiana di team manager era riconosciuta a livello mondiale, adesso siamo un po' in decadenza. Il pregio di Fiorio?

"Capiva al volo le necessità, aveva una reazione rapida e istintiva. Forse stava antipatico a qualcuno o altri non lo sopportavano, di sicuro ha insegnato a tanti il mestiere. E questo si spiega con la sua esperienza nei rally. Valeva per lui ma anche per altri, per me, ad esempio, ma anche per Todt, Claudio Berro, lo stesso Gunther Steiner che gestiva la Ford nei rally e ora è team manager Haas in F.1. Nei rally dovevi inventare e improvvisare, capire cosa accadeva, serviva una visione e Fiorio questa visione l'ha sempre avuta. Da manager in pista o nei rally o da politico. E' uno che con la sua esperienza capiva prima di altri dove si sarebbe arrivati. Gli devo davvero tanto, lo considero un maestro e fargli gli auguri per questi suoi 80 anni mi sembra davvero il minimo. Dovrebbero riconoscergli i meriti in tanti".

E allora buon compleanno Cesare Fiorio, con i suoi figli, Alex campione del mondo rally, Cristiano grande manager, Giorgia cantante e attrice di successo ma anche fotografa sportiva. Nella sua casa pugliese sarà circondato dall'affetto di tanti e di sicuro passerà il pomeriggio seguendo la sua passione: guarderà in TV il GP di Montecarlo e come al solito le sue analisi saranno preziose per capire come interpretare la gara.

  • 900MHReplica, Torino (TO)

    Mi unisco agli auguri e all'apprezzamento per ciò che Cesare Fiorio seppe fare per portare allori e prestigio ad una casa come la Lancia, marchio glorioso ed innovativo che ora purtroppo langue. Voglio ricordare che alla sua intuizione, oltre alle Sport derivate dalla Beta Montecarlo che batterono le Porsche per il mondiale della loro categoria, fu dovuta anche la nascita della Beta HPE, vettura originale fuori dagli schemi consueti che ebbe un grande successo di vendite. I suoi successi in Ferrari furono ottenuti nonostante in quel periodo da Torino non fossero certo generosi nel fornire mezzi economici adeguati alle sfide che la Scuderia doveva affrontare; se avesse ricevuto gli ingentissimi finanziamenti che furono destinati alle gestioni successive (guarda caso quando entrò in campo MontePrezzemolo) avrebbe certamente anche
    lui raggiunto risultati non meno eclatanti e certamente non ci sarebbe stato quell'ostracismo verso i piloti italiani, che lui invece aveva sempre appoggiato, che ha praticamente decretato l'assenza quasi assoluta di nostri conduttori in F1 !
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