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Formula 1 Giappone 2014: le pagelle (tristi) di Suzuka

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Con Bianchi in ospedale che lotta tra la vita e la morte, anche il risultato in ottica Mondiale passa decisamente in secondo piano. Ma fino al drammatico epilogo a Suzuka si è corsa una gara vera, combattuta, difficile

Formula 1 Giappone 2014: le pagelle (tristi) di Suzuka

Con Bianchi in ospedale che lotta tra la vita e la morte, anche il risultato in ottica Mondiale passa decisamente in secondo piano, figurarsi dunque le pagelle dei piloti. Però fino al drammatico epilogo a Suzuka si è corsa una gara vera, combattuta, difficile, che sul piano sportivo ha detto comunque alcune cose importanti.

Hamilton una spanna sopra Rosberh

Tanto per cominciare, ha concesso a Hamilton un piccolo ma significativo margine in classifica e soprattutto ha ribadito come in fatto di talento puro, senso del limite e controllo in condizioni difficili, l'inglese sia una spanna sopra il rivale Rosberg. Il sorpasso all'esterno alla prima curva, difficile ma non impossibile sull'asciutto (specie da quando c'è il drs), sotto la pioggia è un capolavoro di pilotaggio e coraggio. Un gesto che potrebbe, e forse dovrebbe, valere un mondiale. Voto 10 a Hamilton quindi, talento scintillante capace di brillare anche in mezzo a una nube d'acqua.


Voto 8, comunque, a Rosberg, perché a guardar bene il tedesco non ha commesso errori particolari: ha colto una splendida pole position e in gara non gli abbiamo mai visto mettere due ruote fuori posto. Tutto questo però non è bastato, perchè Rosberg è sì fortissimo, e studia e si applica per andare sempre più veloce, però quando si tratta di tirare fuori un po' di magia "quello là" semplicemente ne ha di più. Il podio è completato da Vettel, che ci arriva grazie all'interruzione della gara che convalida la classifica al giro precedente il suo cambio gomme, però non si tratta di un regalo: per tutta la gara è stato davanti a Ricciardo (che pure si era qualificato ancora una volta meglio di lui) e sotto la pioggia è sembrato essere di nuovo il pilota dei giorni migliori. Certo, una Red Bull con un assetto fin dal sabato più orientato alla pioggia lo ha aiutato non poco, ma nei sorpassi ha mostrato grinta e precisione ed è stato bravo a non farsi distrarre dalle voci del mercato. Per lui quindi voto 9.

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Vettel ha meritato di salire sul podio a Suzuka

Button ha ancora più di qualcosa da dire

Voto 9 però anche a Ricciardo, che in gara ha seguito Vettel come un'ombra - a parte in alcune fasi per il gioco dei pit stop - mettendo in scena dei sorpassi all'esterno da brivido. Il podio stavolta gli sfugge, ma lo avrebbe meritato anche lui. E su quel podio tristissimo sarebbe stato giusto vedere anche Button, che Ron Dennis non vede l'ora di appiedare ma che come sempre in condizioni precarie sceglie il momento migliore per cambiare le gomme e guida senza la minima sbavatura. La superiorità delle Red Bull lo spinge giù dal podio, ma ancora una volta l'inglese dimostra di essere un valore aggiunto. Voto 9 quindi. Voto 7,5 a Bottas, che ha già dimostrato di essere molto veloce sul bagnato, ma in queste condizioni la Williams è meno competitiva: il finlandese lo sa, evita di prendere rischi eccessivi, non fa errori e porta a casa altri punti importanti. Una prova di maturità.

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Hamilton con la pioggia ha dimostrato di essere una spanna sopra il compagno di squadra Rosberg


Voto 7 a Massa, che in qualifica prende 4 decimi da Bottas e in gara bada soprattutto a restare pista. Una gara accorta e intelligente, premiata con altri punti. Stonano però le sue dichiarazioni polemiche subito dopo la gara, quando si scaglia contro la direzione affermando che non c'erano le condizioni per correre. È l'unico pilota a polemizzare in quei momenti difficili, e per altro i suoi giudizi appaiono fuori luogo, visto che a parte Sutil e lo sfortunatissimo Bianchi non ci sono stati altri incidenti e che anche durante l'ultima safety car prima dell'interruzione della gara c'è stato chi come Vettel si è fermato per rimettere addirittura le intermedie, nemmeno le rain. Insomma un'uscita scomposta e fuori luogo.

Cosa combinano i rookie

A punti, dopo Massa, arrivano anche Hulkenberg, Vergne e Perez. Il tedesco torna davanti al suo compagno di squadra, ma sul bagnato aveva compiuto ben altre imprese in passato, e in qualifica aveva fatto peggio di Perez: per "Hulk" quindi voto 7, però rimane il dubbio di un calo di motivazione in questa seconda parte di stagione. Voto 8 invece a Vergne, che rimonta dal fondo cogliendo ulteriori punti: il francese non è spettacolare e in qualifica spesso è più lento del debuttate Kvyat che lo affianca ai box della Toro Rosso, eppure a punti ci va ogni volta che si presenta l'occasione.

Voto 6 a Magnussen, più veloce di Button in qualifica (anche se non aveva mai corso a Suzuka!) ma ancora incline all'errore

 

Siamo sicuri che con un diciassettenne nell'altra macchina il prossimo anno in Toro Rosso non serva anche un pilota concreto e con un po' di esperienza? La Red Bull l'ha già scaricato, e in effetti il francese non è un fenomeno, però un volante di F1 lo merita ancora. E voto 7 a Perez, che chiude la zona punti con l'ennesima gara intelligente, dimostrando di essere ormai tutt'altro pilota rispetto al giovane un po' sbruffone e scassamacchine che solo un anno fa si era fatto cacciare dalla McLaren.

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Alonso è rimasto ai box a causa dell'ennesimo guasto alla sua Ferrari


A proposito di McLaren, voto 6 a Magnussen, più veloce di Button in qualifica (anche se non aveva mai corso a Suzuka!) ma ancora incline all'errore, con ben due testacoda nella prima doppia curva a destra: sarebbe da insufficienza, ma il risultato finale non è solo colpa sua considerando che in McLaren gli fanno perdere ulteriore tempo sostituendo il volante. Un voto un po' migliore (6,5) lo merita tutto sommato Kvyat, anche lui veloce in qualifica, mentre in gara sprofonda lentamente, complice anche qualche problemino tecnico di troppo; però il russo non commette errori, e continua a stupire per la sua maturità.

Raikkonen sconfortante, Alonso senza colpe

Chi di esperienza ne avrebbe tanta, ma non la mette a frutto, è Raikkonen: 8 decimi (!) più lento di Alonso in qualifica, in gara esce presto dalla zona punti e lotta con piloti e vetture con ben altre ambizioni. Soffre di graining per tutta la gara, complice il tempo perso nelle prove libere del sabato mattina che non gli ha consentito di trovare un buon assetto. Ma un pilota della sua esperienza, con le risorse di un team come la Ferrari, in condizioni difficili dovrebbe fare comunque la differenza, e invece sprofonda nella mediocrità senza dare mai l'impressione di reagire. Voto 4, sconfortante.

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L'incidente di Bianchi ha scosso il mondo sportivo

 

Senza voto invece Alonso, al centro delle voci del mercato per tutto il fine settimana, ma autore ugualmente di una buona qualifica per le potenzialità dell'auto: la sua gara di fatto nemmeno comincia e lui se ne rammarica, pensando che poteva sfruttare le condizioni difficili per conquistare un podio. Come dire che lo spagnolo la sua parte è pronto a farla fino in fondo, se gli danno una monoposto in grado di supportarlo. 

 

Queste pagelle tristi sono ormai finite, ma l'ultimo pensiero, oltre che alle condizioni in cui versa Bianchi, va ai tanti commentatori che si occupano di F1 solo quando c'è un grave incidente. In queste ore abbiamo letto cose assurde, anche su testate importanti e normalmente prestigiose: c'è chi ha parlato di "piloti costretti a partire con la safety car", ignorando che questa è proprio una misura di sicurezza, e chi di "condizioni proibitive", dimenticando che per metà gara la pioggia è stata leggera o addirittura assente e che tutti già dopo pochi giri hanno montato le intermedie, segno che la pista era tutt'altro che impraticabile. Ora, chi scrive queste pagelle non sa niente cricket, però non è che va in televisione o sui giornali a commentare questo sport...

Voto 0 anche a quei giornalisti "specializzati" che di F1 in realtà ne sanno ma pur di fare polemica si sono lanciati in accuse abbastanza assurde, dimenticando anche alcune cose basilari

Voto 0 a chi non capisce il motorsport

Voto 0 quindi a chi commenta cose di cui non sa nulla. E voto 0, però, anche a quei giornalisti "specializzati", e purtroppo sono stati tanti, che di F1 in realtà ne sanno, o ne dovrebbero sapere, ma pur di fare polemica si sono lanciati in accuse abbastanza assurde, dimenticando anche alcune cose basilari. Ad esempio, che la bandiera verde subito dopo la postazione in cui è accaduto l'incidente era corretta, perché significa la fine del pericolo e che solo dopo di essa i piloti possono ricominciare a spingere, o che se si chiamasse in pista la safety car ogni volta che c'è un mezzo di soccorso o un commissario a bordo pista probabilmente vedremmo 4 o 5 interruzioni ad ogni gara.

 

O ancora che le gru sono sì più sicure, ma su una pista lunga come Suzuka sono difficili da usare perché ce ne vorrebbero decine. E soprattutto, hanno finto di non sapere che il motorsport è e rimarrrà sempre pericoloso, anche se la sicurezza ha fatto passi da gigante, e che in un incidente di F1 spesso si possono trovare le cause, o le con-cause, ma non il "colpevole", perché le circostanze possono essere infinite e giudicare tutto e tutti con il senno di poi è un po' troppo facile e di sicuro troppo scorretto. Chi corre, e chi ama le corse, tutte queste cose le sa.

Le pagelle del GP di Suzuka 2014

Hamilton: 10

Vettel: 9

Ricciardo: 9

Button: 9

Rosberg: 8

Vergne: 8

Bottas: 7,5

Massa: 7

Hulkenberg: 7

Perez: 7

Kvyat: 6,5

Magnussen: 6

Raikkonen: 4

Alonso: senza voto

Chi commenta senza conoscere la F1: 0

  • daniele8489, Milano (MI)

    il problema non era la pioggia..

    era la gru nella via di fuga...Nessuno pretende che la safety car entri ogni volta che un pilota fa un testacoda..(in USA per questo non mi pare si lamenti nessuno nella indy) ma se c'é una ruspa enorme in mezzo alla via di fuga, il discorso é diverso...
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