Formula 1: le pagelle della stagione 2023

Formula 1: le pagelle della stagione 2023
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Giovanni Bregant
  • di Giovanni Bregant
I promossi e i bocciati della stagione 2023 di Formula 1 nelle nostre pagelle
  • Giovanni Bregant
  • di Giovanni Bregant
8 dicembre 2023

La stagione 2023 di Formula 1 è ormai giunta al termine, ed è tempo di tirare le somme. Chi sono i promossi e i bocciati del campionato appena concluso? Scopriamolo insieme, sfogliando le nostre pagelle. Finalmente è finita: lo hanno sicuramente pensato gli addetti ai lavori, ma probabilmente anche i tifosi e perfino qualche pilota. La combinazione di un calendario ormai dilatato oltre ogni buon senso (22 week end di gara, 23 se consideriamo Imola che è stata annullata) e un dominio a senso unico hanno sfiancato ogni resistenza. Così, ora a ripercorrere il campionato francamente non ci pensiamo nemmeno lontanamente, però qualche somma possiamo comunque provare a tirarla.

Red Bull: voto 10

In rigoroso ordine di classifica - stavolta per team - voto 10 alla Red Bull, capace di vincere 21 gare su 22, un record difficile da battere (e ci auguriamo che sia così perché un’altra stagione a senso unico non farebbe bene a nessuno). Perché manca la lode allora? Per non avere tutelato in qualche modo Perez (anche se pare che il problema avesse origine in famiglia più che dentro il box) e per la presenza di un Marko che è ormai una figura francamente imbarazzante, pur con tutti i suoi meriti di talent scout.

Max Verstappen: voto 10 e lode

Resta il fatto che i “bibitari” hanno messo in pista ancora una volta una monoposto perfetta, soprattutto in gara, anche se in più di un’occasione abbiamo avuto il sospetto che non fosse così superiore alla concorrenza come la classifica lascerebbe intuire. Insieme a Newey, il valore aggiunto è indiscutibilmente SuperMax: quest’anno è diventato un po’ (poco eh…) più paziente, consapevole della propria forza, ma ogni volta che c’era da metterci del suo ha compiuto autentiche magie. Perfetto e velocissimo: voto 10 e lode a Verstappen, dominatore incontrastato capace di portarsi a casa il bottino impressionante di 19 vittorie in una stagione. Dirlo a voce alta fa impressione.

Sergio Perez: voto 5

Voto 5 invece a Perez: il suo è stato un campionato a due facce, capace di vincere 2 delle prime 4 gare in campionato, poi è entrato in una crisi di risultati misteriosa, lento in qualifica, spesso fuori dal Q3 e in gara incapace di risalire con l’efficacia vista in passato. Al punto che pareva destinato al licenziamento e al conseguente ritiro, poi le cose in qualche modo sono rientrate, però il suo rendimento è stato ben al di sotto dei suoi standard abituali e di quello che era lecito aspettarsi con l’auto che ha avuto a disposizione.

Mercedes: voto 7

Piazza d’onore al fotofinish per Mercedes, che però a differenza dello scorso anno è rimasta a secco di vittorie: allora voto 7 ma non di più perché se la classifica tutto sommato sorride, il cronometro molto meno. Certo, in alcune gare le frecce d’argento sono state la seconda forza in campo in modo abbastanza netto, ma in altre Ferrari e McLaren erano nettamente più competitive. Insomma, non velocissime e incostanti, però va riconosciuta al team la solita gestione perfetta sia in termini di rapporti all’interno dei box sia sul piano delle strategie.

Lewis Hamilton: voto 7,5

In compenso, voto 7,5 a Hamilton, che meriterebbe di più per essere il “primo degli altri” e anche per avere nettamente regolato l’arrembante compagno di squadra, però anche l’inglese non è stato esente da week end stranamente opachi e in qualifica non sembra più essere il re incontrastato del giro secco, ma il tempo passa per tutti (tranne che per Alonso). In ogni caso un campionato positivo.

 

George Russell: voto 7

Ci si aspettava di più invece da Russell, che dopo la vittoria in Brasile del 2022 quest’anno ambiva a diventare il riferimento velocistico all’interno del team, ma qualche episodio sfortunato di troppo e un rendimento non sempre impeccabile lo hanno fatto finire a una cinquantina di punti da Hamilton, non poco. Voto 7 per i bei momenti, ma può fare di più.

Ferrari: voto 5

Voto 5 invece alla Ferrari, che porta sì a casa una vittoria, ma manca anche l’obiettivo minimo del 2° posto in classifica e tutto sommato è giusto così: durante la stagione a Maranello hanno provato a raddrizzare un progetto che non può dirsi sbagliato, ma certamente inadeguato, senza però fare grandi salti di qualità. E anche sulle strategie in qualche occasione c’è stato ancora qualcosa che non è filato giusto (anche se molto meglio rispetto al passato, questo va riconosciuto) così come nella gestione dei piloti, dove siamo passati dal penalizzare di fatto Leclerc al mortificare Sainz senza che ci fossero motivazioni di classifica tali da giustificare il sacrificio dello spagnolo. Insomma, come molte opere italiane, la Ferrari oggi è un cantiere aperto del quale non si intravede la fine.

Charles Leclerc: voto 8,5

In compenso voto 8,5 a Leclerc, generosissimo ogni volta che c’era da metterci del suo e velocissimo in qualifica, che era l’unica condizione in cui questa Ferrari gli permetteva di esprimersi. Ha mancato la vittoria ma l’avrebbe meritata in più di una occasione.

Carlos Sainz: voto 8,5

E voto 8,5 anche a Sainz, perché comunque ha dimostrato di reggere il confronto con un compagno scomodo come il monegasco, in un ambiente che nel frattempo è sembrato a tratti ostile nei suoi confronti, e soprattutto per la vittoria incredibile conquistata a Singapore offrendo appositamente il DRS al suo inseguitore Norris. Una prova di sangue freddo che vale una stagione.

McLaren: voto 10

Voto 10 invece alla McLaren, che ha iniziato la stagione come fanalino di coda ma è riuscita nel giro di mezza stagione a riportarsi ai vertici, dimostrando che se si lavora bene è ancora possibile durante il campionato fare grandi progressi, nonostante il budget cap e l’assenza di test in pista. Come abbiano fatto rimane un piccolo mistero. 

Lando Norris: voto 8,5

Va sottolineato comunque che nella sua riscossa il team di Woking è stato perfettamente assistito dai piloti. Voto 8,5 a Norris, sempre sul pezzo, veloce in qualifica ma soprattutto straordinariamente consistente in gara. Il confronto interno con Piastri lo ha ulteriormente motivato se possibile, però la vittoria continua a sfuggirgli e la cosa inizia a pesare.

 

Oscar Piastri: voto 8,5

Anche se ha conquistato meno della metà dei punti del compagno di squadra, stesso voto 8,5 con giudizio speculare per la stagione di Piastri: il suo è stato un esordio di altissimo livello che ha confermato le grandi aspettative che c’erano sul suo contro. Dopo una prima parte di stagione di apprendistato l’australiano ha iniziato a viaggiare sullo stesso livello velocistico di Norris, anche meglio in alcuni casi, centrando una pole position e una vittoria, seppure entrambe al sabato. Però… però in gara è mancata una certa costanza e a volte la capacità di mantenere il ritmo mostrato in qualifica, ma fa tutto parte di un percorso di apprendimento che è appena iniziato. Il potenziale è altissimo.

Fernando Alonso: voto 10 e lode

Come altissimo è sempre il potenziale di Alonso, in onore del quale capovolgiamo l’ordine di queste padelline parlando per una volta prima del pilota e poi del team, perché lo spagnolo è stato l’autentico trascinatore dell’Aston Martin, capace di sfruttare una monoposto competitiva per ottenere risultati impensabili alla vigilia. Voto 10 e lode, infinito.

Aston Martin: voto 8,5

Voto 8,5 comunque anche al team Aston Martin, capace di una riscossa tecnica sulla quale avrebbero scommesso in pochi alla vigilia (tra cui Alonso che per una volta ha azzeccato il cambio di squadra). Ora però arriva la parte difficile, ovvero confermarsi anche nel 2024.

Lance Stroll: voto 5

Voto 5 invece a Stroll, il cui finale di stagione in netta ripresa non può cancellare una stagione disastrosa. Il confronto con Alonso ne ha evidenziato tutti i limiti.

Alpine: voto 6,5

Voto 6,5 ad Alpine, che ha vivacchiato per lo più nella zona punti salvo qualche exploit in positivo e altri in negativo. Una monoposto e un team onesti ma niente più. Il vero problema è che non si vede una capacità di crescita e oggi il team appare per Renault soprattutto un asset finanziario, complice il cambio di denominazione nel brand Alpine che commercialmente parlando è praticamente ininfluente. Insomma, urge chiarirsi le idee, nel frattempo un altro anno senza infamia e senza lode, che siamo sicuri non è esattamente una definizione che piacerebbe a De Meo.

Pierre Gasly ed Esteban Ocon: voto 7

In tutto ciò voto 7 a Gasly e Ocon, per i quali si può fare la medesima valutazione positiva: pur con i limiti dettati dalla monoposto a disposizione, entrambi si sono distinti in apprezzabili exploit, salvo magari sparire dai radar la gara dopo; in ogni caso gli va dato merito di non essersi mai presi a ruotate, cosa alla vigilia appariva piuttosto probabile.

Una piccola riflessione a margine, prima di addentrarci nella parte bassa della classifica: quest’anno non ci sono state squadre disastrose sul piano tecnico, al punto che l’ultima classificata (la Haas) ha comunque portato a casa 12 punti e qualche piazzamento in Q3, a riprova di un livello molto alto anche tra i team “minori”. Ecco allora che nel dare dei giudizi, oltre ai risultati in pista abbiamo cercato di considerare anche il percorso compiuto dalle squadre rispetto agli anni precedenti.

Williams: voto 7

Voto 7 quindi - in proporzione alle risorse a disposizione - alla Williams, tornata ad una consistenza tecnica dignitosa, al punto che verrebbe voglia di vedere cosa potrebbe fare correndo con due piloti anziché ad una punta.

Alexander Albon: voto 8

Punta che naturalmente è Albon: voto 8 per la capacità di cogliere ogni occasione per mettersi in evidenza anche se in gara più di qualche volta non è riuscito a mantenere gli standard del sabato.

Logan Sargeant: voto 5

Voto 5 invece a Sargeant: le aspettative su di lui non erano particolarmente alte eppure nei primi gran premi aveva evidenziato una discreta velocità e consistenza, salvo poi incappare in una serie di errori da metà stagione in poi quando evidentemente, sotto pressione, ha cercato di andare oltre il suo limite.

Alpha Tauri: voto 6,5

Voto 6,5 ad AlphaTauri, che classifica alla mano coglie un dignitoso 8° posto, quasi insperato considerando buona parte del campionato, infatti è frutto soprattutto di un finale in crescendo. Resta il fatto che quando sei il team satellite della squadra dominatrice degli ultimi anni ti aspetteresti un rendimento migliore.

Yuki Tsunoda: voto 6,5

In un contesto tecnico appena discreto, voto 6,5 a Tsunoda, veloce ma ancora incostante e in generale sarà anche per la crisi tecnica del team ma tolti un paio di exploit non è che abbia fatto vedere cose clamorose. Eppure la velocità pura non gli manca.

Nyck De Vries: voto 5

Voto 5 a De Vries, a quale vanno le attenuanti generiche ma resta il fatto che il pilota velocissimo e subito efficace visto a Monza 2022 con la Williams non si è mai palesato. Bocciatura inevitabile. Ecco allora la sostituzione con l’usato sicuro (o quasi) Ricciardo, che riparte dalla gavetta per rilanciare una carriera che si era inspiegabilmente incagliata.

Daniel Ricciardo: voto 6,5

Voto 6,5 per l’australiano, apparso in ripresa rispetto allo sciagurato periodo in McLaren ma al di là dell’infortunio non è che abbia fatto molto meglio di Tsunoda, anzi.

Liam Lawson: voto 8

Piuttosto, voto 8 a Lawson per quanto di buono ha mostrato mentre sostituiva Ricciardo: meriterebbe una stagione completa e sicuramente ne avrà l’occasione in futuro, anche se proprio De Vries insegna che un conto è ben impressionare in un paio di gare, un altro in una stagione da titolare.

Alfa Romeo: voto 6

Voto 6 ad Alfa Romeo, che finalmente non si chiamerà più così ponendo fine ad una delle operazioni di rebranding più tristi e inutili degli ultimi anni. La monoposto di quest’anno si è dimostrata modesta ma non disastrosa e l’obiettivo per i prossimi due anni, durante i quali tornerà la denominazione Sauber, è semplicemente sopravvivere in attesa del debutto di Audi. Insomma, non certo un ambiente in cui esaltarsi e forse il clima generale di smobilitazione ha influito anche sulla motivazione dei piloti.

Valtteri Bottas: voto 6,5

Bottas sembra avere perso la carica del 2022, anche se alla fine è stato soprattutto lui ad portare a casa i pochi punti del team. Però a parte un paio di belle prestazioni, il suo tempo sembra definitivamente passato. Voto 6,5.

Guanyu Zhou: voto 6

Voto 6 invece a Zhou, che pure aveva sorpreso positivamente nel 2022 ma quest’anno non ha mostrato una crescita particolare, anche se almeno in qualifica ha dimostrato di reggere il confronto con Bottas. L’importante è esserci (in F1).

Haas: voto 5

Voto 5 infine alla Haas, fanalino di coda in classifica e senza grandi attenuanti, se non che pare abbiano finito i soldi. Che fine ha fatto il team che aveva stupito in positivo al debutto per consistenza e razionalità nell’utilizzo delle risorse? Con una monoposto modesta e piloti ormai a fine carriera è difficile farsi notare e infatti, a parte qualche bella qualifica, il team americano ha viaggiato sotto traccia per la maggior parte dei gran premi. Anche qui l’importante è esserci, ma per quanto? Meno dichiarazioni a effetto ai giornalisti e sui social e più concretezza, please.

Nico Hulkenberg: voto 7

In tutto ciò voto 7 a Hulkenberg per un ritorno ormai fuori tempo massimo ma comunque positivo, anche se spesso non è riuscito a concretizzare il potenziale velocistico mostrato in prova.

Kevin Magnussen: voto 6

Non che Magnussen abbia mostrato maggiore concretezza, anzi. In compenso ha smesso di andare a sbattere contro chiunque gli capitasse a tiro: meglio tardi che mai, voto 6.

F1: voto 5

Fuori classifica, voto 5 ad una F1 che si conferma prigioniera dei suoi demoni, dall’incapacità di garantire uniformità di giudizio a livello di direzione gara (a Las Vegas hanno penalizzato Russell per aver compiuto la stessa manovra di Norris su Perez ad Abu Dhabi, dove però hanno penalizzato il messicano…) agli odiosi track limits, sempre più insopportabili per i tifosi e per gli stessi piloti. Ma si sa che in F1 anche i problemi semplici diventano cervellotici.

Sprint: voto 5

E voto 5 alle Sprint Race, che così come sono attualmente servono solo a dare un senso di già visto alla gara di domenica: certo l’audience complessivo forse salirà di un paio di punti, ma viene meno il senso dell’evento, già mortificato da un calendario estenuante. Se proprio si vuole gareggiare anche di sabato, tanto varrebbe essere più audaci: una griglia invertita, un mini gp riservato ai terzi piloti…

Anche perché ancora una volta il campione di F2 non ha trovato posto in griglia per l’anno successivo, dando l’idea di una F1 sempre più inaccessibile anche per quanti avrebbero i titoli per provare a misurarsi nella categoria. Del resto tra assenza di test, budget cap che fa pesare eventuali incidenti e una recente infornata di piloti tutti ancora molto giovani questa è una F1 sempre più chiusa ai nuovi ingressi. E non solo sul fronte dei piloti.

Team principal: voto 3

A proposito, voto 3 ai team principal tutti che hanno trasformato la F1 in una lega chiusa sul modello americano (guarda caso) e alla Fia che glielo consente: se c’è un progetto finanziariamente ed economicamente solido, è gusto che la F1 sia sempre aperta a nuovi sfidanti. Anche perché che un Mr. Haas qualsiasi possa dire ad un Andretti che non può stare in F1 fa ridere e mette tristezza insieme. Chiudiamola qui, altrimenti si rischia di passare per nostalgici. Ma con una F1 così come fai a non esserlo almeno un po’?

Da Moto.it

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