Il pasticciaccio brutto della Indy 175 virtuale: quando i piloti dimenticano il fair play

Il pasticciaccio brutto della Indy 175 virtuale: quando i piloti dimenticano il fair play
Diletta Colombo

Simon Pagenaud e Santino Ferrucci si sono dimenticati del fair play nella Indy 175 virtuale organizzata dalla IndyCar: ecco cosa è successo

4 maggio 2020

Sembrava tutto pronto per una gara di sim racing di tutto rispetto, che doveva sopperire al rinvio della 500 Miglia di Indianapolis, seppur in modo virtuale; la Indy 175, però, è finita in una farsa per via del comportamento antisportivo di due piloti che fanno parte del mondo IndyCar reale, Santino Ferrucci e Simon Pagenaud. Il parterre della corsa era di tutto rispetto, dopotutto: James Hinchcliffe, poleman alla Indy 500 del 2016, non ha passato il taglio della qualifica, e moltissimi piloti avevano investito somme importante nell'acquisto di simulatori all'avanguardia della tecnica. 

Sullo schieramento c'era anche un pilota di Formula 1, Lando Norris, grande appassionato di sim racing, che si è avvicinato alla corsa allenandosi per una settimana. Una preparazione di tutto rispetto, che dimostra la serietà con cui Norris ha preso questo impegno; dedizione ripagata, visto che Norris, nel corso dell'ottavo giro, ha preso la testa della corsa con una manovra decisa su Pagenaud e Rahal. Norris si è infilato all'interno, e Rahal, nel tentativo di difendere la posizione, ha toccato Pagenaud, finito contro le protezioni.

A Pagenaud, vincitore dell'edizione 2016 della 500 Miglia di Indianapolis, l'incidente non è andato giù, e ha cercato vendetta. Ormai doppiato, a fine gara ha rallentato per farsi riprendere da Norris e lo ha centrato volontariamente in curva 4. Sul fatto che la manovra fosse intenzionale non ci sono dubbi: lo ha confermato lo stesso Pagenaud nel suo streaming su Twitch: «Buttiamo fuori Lando, dai». Detto, fatto. Nel dopo gara, Pagenaud ha aggiustato il tiro, asserendo di aver voluto solo rallentare Norris. L'inglese, dal canto suo, non le ha mandate a dire: «Era piccato perché un pilota fuori dall'IndyCar stava vincendo una gara di IndyCar», la stoccata di Norris. 

Pagenaud non è l'unico pilota ad aver commesso una malefatta nella Indy 175 virtuale: Santino Ferrucci, ex test driver della Haas e nota testa calda - era stato squalificato per quattro gare per comportamento antisportivo in Formula 2 nel 2018 - ha ben pensato di buttare fuori Oliver Askew, facendolo letteralmente decollare. Esattamente come Pagenaud, Ferrucci ha ammesso nel suo streaming su Twitch di aver causato volontariamente l'incidente, per poi ritrattare nel post-gara. «Ne valeva decisamente la pena. Ultimo giro, ultimo rettilineo: su, è per la TV, per i fan. Era assolutamente intenzionale», aveva detto ai fan. 

Inutile cospargersi il capo di cenere per evitare guai dopo aver ammesso le proprie colpe. Si tratterà pur sempre di una gara virtuale, ma certi comportamenti rischiano di avere conseguenze anche nel mondo reale. Chiedere a Kyle Larson per credere: il pilota della NASCAR è stato licenziato per aver usato un insulto razzista nel corso di una gara virtuale. Pagenaud e Ferrucci non rischiano altrettanto, ma le loro azioni screditano la serietà del sim racing agli occhi di chi conosce poco questo mondo. La sportività non dovrebbe mancare nemmeno nel mondo virtuale, dove non ci si dovrebbe sfogare per frustrazioni che nel mondo reale costerebbero penalità, e, per la verità, servirebbe anche maggiore severità da parte dei commissari. 

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