GP Germania 2020

Le pagelle del GP Eifel (Germania) F1 2020

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I voti ai protagonisti dell'ultimo GP F1 corso ieri

Le pagelle del GP Eifel (Germania) F1 2020

E con questa fanno 91, tante quante Michael Schumacher: un nuovo traguardo raggiunto per Hamilton, con la certezza di fatto di superare prestissimo, probabilmente già dalla prossima gara, anche questa boa. Del resto chi può fermarlo? I numeri raccontano un talento assoluto, anche se continuano a latitare avversarsi veri sul suo cammino, con buona pace del pubblico che infatti da metà gara in poi può assopirsi senza timore di perdersi qualcosa di importante. E allora voto 9: campionissimo.

Per uno che vince sempre, un altro che non ci riesce nemmeno quando sembrava la sua domenica: partito dalla pole, Bottas per una volta tiene giù alla prima curva. Bene, bravo, facesse sempre così forse ci divertiremmo un poco di più. Peccato che qualche giro dopo alla stessa curva arriva lungo, regalando il primato e di fatto la vittoria al compagno di squadra. Così il ritiro per noie tecniche finisce per essere solo l’ennesimo scherzo di cattivo gusto da parte della sorte. Però, come dicevano gli antichi, è l’uomo a fare le sue fortune… Voto 7, manca sempre qualcosa.

Togli una Mercedes dall’equazione e la Red Bull sale al 2° posto. Non serve specificare quale, vero? In ogni caso, il risultato sarà un po’ diverso dal solito, ma per Verstappen la gara non è stata molto differente da tante altre: l’olandese nei primi giri prova a mettere pressione, ma nemmeno lui può colmare il mezzo secondo di differenza tra la sua monoposto e quella di Hamilton. Lo si capisce chiaramente alla ripartenza dopo la safety car, dove comunque l’olandese non è nemmeno così perfetto. Voto 8 perché continua a fare il massimo e anche un po’ di più, peccato che contro una Mercedes così si noti poco. Primo degli altri.

È stato davvero bello invece rivedere sul podio Ricciardo, perché ci è simpatico ma soprattutto perché va fortissimo: lo ha sempre fatto e appena questa Renault è diventata un po’ più competitiva non passa domenica che l’australiano non faccia la differenza. Per lui voto 9, il manico c’è sempre stato, e ora può riprendere a sorridere.

A noi invece viene un lacrimone pensando che uno come Perez al momento è ancora senza un volante per il 2021: cos’altro deve fare questo messicano volante per restare in F1? Ok, le voci di mercato lo danno in Haas per il prossimo anno, però come ha imparato lui stesso non si sa mai… Nel frattempo anche in Germania ha tirato fuori un garone, chiarendo che forse con l’ingaggio di Vettel al suo posto non è che hanno fatto un grande affare in quadra. E forse anche Stroll senior inizia a sospettarlo… Nel frattempo voto 8,5, ennesima gara solidissima.

Conquista un bel 5° posto Sainz, che aveva bisogno di riscattarsi dopo due erroracci di fila: il piazzamento non sarebbe male, ma siccome è arrivato più per rogne altrui che per meriti suoi, con Norris sempre ben davanti a lui finchè è stato in gara, lo spagnolo ha poco da sorridere. Voto 6,5: involuzione preoccupante.

Apprezziamo molto di più, in proporzione, il bel 6° posto di Gasly: anche il francese beneficia di qualche ritiro davanti a lui, ma il ritmo è sempre consistente e convincente. La Red Bull - intesa come box - si avvicina ancora un po’?

Solo 7° Leclerc, risultato che sa di brodino (e nemmeno tanto riscaldato) dopo una qualifica che aveva illuso. La Ferrari di quest’anno però questa è: il monegasco come sempre prova a vendere cara la pelle, tenendosi dietro per un bel po’ anche uno difficile da bloccare come Ricciardo, complice una pista dove il DRS aiuta ma non basta da solo. Voto 8 per il cuore, oltre che per il piede.

E voto 8 anche a Hulkenberg, capace di passare da un caffè al bar all’abitacolo di una F1, momento qualifica, nel giro di 3 ore. Al sabato ha pagato inevitabilmente il fatto di non aver percorso nemmeno un metro di prova, ma in gara dimostra ancora una volta di avere talento ed esperienza, portando a casa l’ennesimo arrivo a punti. Una garanzia.

Chi invece è tutto tranne che una garanzia è Grosjean, che però una o due volte l’anno si sveglia piazzando lì il garone della vita e ricordando al mondo di essere stato un pilota di grande talento. Cosa è andato e continua ad andare storto in tutte le altre domeniche? Nessuno lo sa, forse nemmeno il francese. Stavolta però oggettivamente è stato bravissimo a stare lontano dai guai, tenere un buon ritmo e piazzare la Haas là dove quest’anno si fa una gran fatica a vederla. Il tutto con una mano infortunata causa sassata arrivatagli addosso nei primi giri. Voto 8 perché se lo merita, però restiamo convinti che per tenersi il posto in F1 dovrebbe correre così tutte le domeniche. Ce la farà da qui a fine anno?

L’altro eroe di giornata è Antonio Giovinazzi, che coglie l’ultimo punto a disposizione con una gara splendida, nella quale dopo una bellissima partenza è rimasto davanti a Vettel per tutto il tempo. Anzi, proprio dal tedesco è venuta l’unica minaccia, non tanto di essere sorpassato, ma sbocciato causa ennesima manovra errata di Vettel in fase di attacco. Scampato anche questo pericolo, l’italiano può festeggiare un punto meritatissimo, a conferma ulteriore della crescita mostrata durante l’anno. Voto 9, bella sorpresa.

Fuori dai punti, invece, voto 7,5 di consolazione a Norris, perchè fino a quando è stato in gara è parso quello di inizio campionato: veloce in qualifica e aggressivo (ma sempre corretto) in gara. Vederlo correre così è sempre un piacere: protagonista ritrovato.

Per il resto, invece, è abbastanza notte fonda: a partire da Vettel, del quale abbiamo già scritto. Senza ripeterci, aggiungiamo il mezzo secondo preso da Leclerc il sabato e il fatto di non essere mai riuscito con la sua Ferrari a mettere le ruote davanti all’Alfa Romeo del pur bravissimo Giovinazzi. Come abbiamo già detto, va bene che l’auto è pessima e il rapporto con la squadra ai minimi, ma il rendimento di Vettel è imbarazzante e forse converrebbe a entrambe le parti chiuderla qua senza trascinarla fino alla fine. Nel frattempo voto 3.

Un altro che delude ancora è Albon, e ci dispiace perché il talento ci sarebbe: dopo una qualifica migliore del solito, poteva essere un’occasione per fare bene, invece già alla terza curva spiattella una gomma e quindi rovina la gara di Kvyat tagliandoli la strada senza motivo, chiudendo troppo bruscamente il sorpasso. Voto 5, troppo falloso, segno forse di un nervosismo crescente con l’avvicinarsi della fine della stagione.

Voto 5 anche a Raikkonen, che festeggia il record di presenze in F1 (lui che pure si è preso due anni sabbatici) con una gara incolore, sempre dietro il suo compagno di squadra e pure con una penalizzazione (anche se discutibile, perché il finlandese in quel frangente stava perdendo il controllo dell’auto, poi recuperato).

Per il resto, voto 8 alla Renault, in crescita quest’anno rispetto allo scorso anno e anche negli ultimi gran premi: il podio di Ricciardo è il giusto premio per questi progressi, e anche una bella iniezione di fiducia dopo che già De Meo ha confermato l’impegno in F1, seppure con il marchio Alpine.

Voto 5, infine, agli sforzi di rendere “social” questa F1 noiosissima creando slogan e siparietti che si capisce distante un chilometro che sono costruiti a tavolino, come l’ossessione nel ripetere che “corriamo come uno solo” o la consegna a Hamilton del casco di Michael Schumacher da parte del figlio. Carino sì, però anche certi gesti una volta avevano un sapore diverso…

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