Addio alla patente? Gli italiani vogliono fino a 75.000 euro (e non bastano): il caso Malta accende il dibattito

Addio alla patente? Gli italiani vogliono fino a 75.000 euro (e non bastano): il caso Malta accende il dibattito
Pubblicità
Altro che 25.000 euro come a Malta: secondo un’indagine AutoScout24, gli automobilisti italiani chiederebbero in media tra i 65.000 e i 75.000 euro per rinunciare alla patente per cinque anni. Tra scetticismo sui trasporti pubblici e bisogno di indipendenza, il modello maltese sembra lontano dalla realtà italiana
24 marzo 2026

Rinunciare all’auto per cinque anni in cambio di un incentivo economico: un’idea che a Malta è già realtà, ma che in Italia solleva più di una perplessità. Il tema, sempre più centrale nel dibattito sulla mobilità sostenibile, mette in discussione abitudini radicate e il rapporto degli italiani con la propria auto. Secondo una recente indagine di AutoScout24, il valore attribuito alla patente nel nostro Paese è decisamente più alto rispetto agli standard europei.

Se a Malta il governo offre fino a 25.000 euro per convincere i giovani a rinunciare alla guida, in Italia la cifra è considerata largamente insufficiente. L’indagine rivela infatti che gli automobilisti italiani chiederebbero mediamente tra i 65.000 e i 75.000 euro per lasciare il volante per cinque anni. Il valore cresce ulteriormente nella fascia tra i 34 e i 55 anni, dove la richiesta sale fino a 75.000-85.000 euro.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Il confronto con Malta: un modello difficilmente replicabile

Il provvedimento maltese, attivo dall’inizio del 2026, è rivolto ai giovani under 31 residenti da almeno sette anni sull’isola. Il bonus viene distribuito in cinque anni e mira a ridurre il numero di veicoli circolanti. Tuttavia, il confronto con l’Italia mette in luce una differenza culturale e infrastrutturale significativa.

Quasi il 90% degli italiani si dichiara disposto a trattare con lo Stato, ma il budget proposto da Malta è giudicato troppo basso: servirebbe almeno il triplo per rendere la misura realmente attrattiva. Ancora più significativa è la posizione del 29% degli intervistati, che richiederebbe oltre 100.000 euro per accettare una rinuncia così drastica.

Trasporti pubblici e necessità quotidiane: i veri ostacoli

Al di là dell’aspetto economico, emergono criticità strutturali che rendono difficile immaginare una misura simile in Italia. Il 57% degli intervistati esprime dubbi sulla reale applicabilità del modello maltese, soprattutto per tre motivi principali. Il primo è l’indispensabilità dell’auto: per il 58% degli italiani resta il mezzo principale per gli spostamenti quotidiani. A questo si aggiunge la percezione di un sistema di trasporto pubblico inefficiente o insufficiente, indicata dal 49% del campione.

Infine, il 37% ritiene che una misura del genere potrebbe funzionare solo nelle grandi città ben servite, mentre risulterebbe poco realistica nelle aree periferiche o meno urbanizzate. C’è poi una quota di italiani che non accetterebbe alcun compromesso: il 12% dichiara di non rinunciare alla patente per nessuna cifra. Una posizione che affonda le radici in motivazioni profonde. Per questi automobilisti, il tema non è solo economico ma identitario. Il desiderio di indipendenza è il fattore principale (29%), seguito dalle esigenze familiari (21%) e dalle carenze del trasporto pubblico locale (14%).

Pubblicità