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Rinunciare all’auto per cinque anni in cambio di un incentivo economico: un’idea che a Malta è già realtà, ma che in Italia solleva più di una perplessità. Il tema, sempre più centrale nel dibattito sulla mobilità sostenibile, mette in discussione abitudini radicate e il rapporto degli italiani con la propria auto. Secondo una recente indagine di AutoScout24, il valore attribuito alla patente nel nostro Paese è decisamente più alto rispetto agli standard europei.
Se a Malta il governo offre fino a 25.000 euro per convincere i giovani a rinunciare alla guida, in Italia la cifra è considerata largamente insufficiente. L’indagine rivela infatti che gli automobilisti italiani chiederebbero mediamente tra i 65.000 e i 75.000 euro per lasciare il volante per cinque anni. Il valore cresce ulteriormente nella fascia tra i 34 e i 55 anni, dove la richiesta sale fino a 75.000-85.000 euro.
Il provvedimento maltese, attivo dall’inizio del 2026, è rivolto ai giovani under 31 residenti da almeno sette anni sull’isola. Il bonus viene distribuito in cinque anni e mira a ridurre il numero di veicoli circolanti. Tuttavia, il confronto con l’Italia mette in luce una differenza culturale e infrastrutturale significativa.
Quasi il 90% degli italiani si dichiara disposto a trattare con lo Stato, ma il budget proposto da Malta è giudicato troppo basso: servirebbe almeno il triplo per rendere la misura realmente attrattiva. Ancora più significativa è la posizione del 29% degli intervistati, che richiederebbe oltre 100.000 euro per accettare una rinuncia così drastica.
Al di là dell’aspetto economico, emergono criticità strutturali che rendono difficile immaginare una misura simile in Italia. Il 57% degli intervistati esprime dubbi sulla reale applicabilità del modello maltese, soprattutto per tre motivi principali. Il primo è l’indispensabilità dell’auto: per il 58% degli italiani resta il mezzo principale per gli spostamenti quotidiani. A questo si aggiunge la percezione di un sistema di trasporto pubblico inefficiente o insufficiente, indicata dal 49% del campione.
Infine, il 37% ritiene che una misura del genere potrebbe funzionare solo nelle grandi città ben servite, mentre risulterebbe poco realistica nelle aree periferiche o meno urbanizzate. C’è poi una quota di italiani che non accetterebbe alcun compromesso: il 12% dichiara di non rinunciare alla patente per nessuna cifra. Una posizione che affonda le radici in motivazioni profonde. Per questi automobilisti, il tema non è solo economico ma identitario. Il desiderio di indipendenza è il fattore principale (29%), seguito dalle esigenze familiari (21%) e dalle carenze del trasporto pubblico locale (14%).