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Per la prima volta nella storia del mercato italiano dell'usato, un'auto elettrica a batteria costa in mediana meno di un'ibrida plug-in. È quanto emerge dall'analisi della piattaforma AutoUncle, elaborata su 348.878 vendite di auto usate registrate in Italia nel mese di febbraio 2026.
Il prezzo mediano delle elettriche usate si è attestato a 22.000 euro, scendendo per la prima volta sotto quello delle Plug-In, fermo a 22.900 euro. Un anno fa il rapporto era invertito e il divario era ben più ampio: le auto a batteria costavano in mediana 4.325 euro in più rispetto alle ibride plug-in. Da allora i prezzi delle elettriche hanno perso il 19,5%, passando da 27.325 euro nel marzo 2025 agli attuali 22.000 euro (i prezzi delle ibride, nel frattempo, sono rimasti sostanzialmente invariati, con un calo di appena lo 0,4% nello stesso periodo).
Vale la pena segnalare che il confronto tra i due segmenti non è perfettamente omogeneo: le elettriche usate in Italia comprendono una quota maggiore di veicoli compatti - come la Fiat 500e - mentre le Plug-In includono più SUV e modelli premium. Questo contribuisce al divario, ma non lo spiega interamente: secondo AutoUncle, anche a parità di segmento i prezzi delle 100% elettriche scendono più rapidamente di quelle ibride alla spina.
Il sorpasso sui prezzi sarebbe una notizia ancora più rilevante se il mercato italiano dell'elettrico usato fosse di dimensioni significative. Non lo è. La quota delle elettriche sul totale delle auto usate vendute in Italia a febbraio 2026 è dell'1,9%, quasi identica all'0,9% del gennaio 2022. In quattro anni, il mercato si è mosso di appena un punto percentuale.
Il confronto con gli altri Paesi europei, elaborato da AutoUncle su cinquanta mesi di dati, è impietoso. In Danimarca la quota delle auto elettriche sull'usato è passata dal 6,7% del gennaio 2022 al 40,9% del febbraio 2026: oggi quasi una macchina usata su due venduta in Danimarca è elettrica. In Germania la crescita è stata altrettanto significativa: dall'1,4% al 7,5%, con una quota quintuplicata nello stesso arco di tempo.
In Danimarca le auto elettriche beneficiano dal 2016 di una tassazione di immatricolazione agevolata - attualmente fissata al 40% della tassa ordinaria - e di deduzioni fiscali per le auto aziendali elettriche. Il risultato è che nel solo 2024 sono state vendute oltre 89.000 nuove auto elettriche, e la Danimarca è diventata il principale importatore di auto elettriche usate del Nord Europa. Il meccanismo è semplice: ogni nuova auto elettrica venduta oggi diventa un'auto usata disponibile domani. L'effetto sull'usato è a cascata.
In Germania, invece, il programma Umweltbonus ha distribuito circa 10 miliardi di euro in incentivi tra il 2016 e il 2023, generando un parco circolante di oltre 1,4 milioni di vetture elettriche. Inoltre, anche dopo la fine del sussidio nel dicembre 2023, l'effetto inerziale sull'usato continua a farsi sentire.
L'Italia ha seguito un percorso diverso: incentivi discontinui, di entità limitata e spesso con fondi esauriti in pochi giorni dall'apertura delle prenotazioni. L'Ecobonus per le BEV è rimasto tra i 3.000 e i 5.000 euro per gran parte del periodo 2022-2023, con un potenziamento a 11.000 euro nel 2024 i cui effetti sull'usato saranno visibili solo nei prossimi anni. Il bonus specifico per l'acquisto di vetture elettriche usate, introdotto nel 2024, si è fermato a 2.000 euro, un effetto di portata insufficiente a generare un effetto di mercato paragonabile a quello danese o tedesco.
Chi oggi cerca un'auto elettrificata usata non deve necessariamente orientarsi verso una plug-in ibrida per risparmiare: al contrario, il pieno elettrico è diventato l'opzione meno cara tra le due. Come osserva Jonas Bylov, CEO di AutoUncle: "Chi cerca un'auto elettrificata usata non ha più bisogno di scegliere la PHEV per risparmiare."
Il problema, semmai, è l'offerta: con una quota delle vetture elettriche sull'usato ferma al 2%, la scelta disponibile per l'acquirente italiano rimane limitata. Le dinamiche potrebbero cambiare nei prossimi anni, man mano che i veicoli acquistati con l'Ecobonus 2024 e quelli provenienti da flotte aziendali in leasing entreranno nel mercato secondario. Ma il processo sarà lento, proprio perché il parco circolante elettrico italiano è ancora piccolo.
Per i concessionari, il messaggio di AutoUncle è più urgente: in Danimarca e Germania i dealer si sono già dovuti attrezzare per gestire l'usato elettrico (dalla valutazione delle batterie alla formazione del personale). In Italia, con meno del 2% delle vendite, l'urgenza percepita è stata finora minore. Ma le dinamiche possono cambiare rapidamente, e il rischio è di farsi trovare impreparati proprio quando il mercato accelera. "L'Italia ha ancora una finestra di opportunità per prepararsi, ma è una finestra che si sta restringendo", conclude Bylov.