Il Punto di Svolta Energetico: Herbert Diess è un visionario o sta solo giustificando i propri errori?

Il Punto di Svolta Energetico: Herbert Diess è un visionario o sta solo giustificando i propri errori?
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L’ex CEO di Volkswagen proclama la fine dell’era dei combustibili fossili, citando dati record sulle rinnovabili. Ma è davvero un visionario che ha visto il futuro prima degli altri… oppure sta solo difendendo la strategia che gli è costata la poltrona?
18 maggio 2026

L’ex CEO di Volkswagen, Herbert Diess, è tornato alla carica sui social con un post che non ammette repliche: l’era dei combustibili fossili è finita. Citando l'ultimo Global Electricity Review 2026 di Ember, Diess celebra un 2025 in cui il solare ha infranto ogni record. Ma attenzione: Diess non è un osservatore neutrale. È l'uomo che ha tentato di rivoltare il gruppo Volkswagen come un calzino, finendo per essere allontanato proprio a causa di quella scommessa. Oggi analizziamo se i dati del report Ember confermano la sua visione o se la sua è solo una difesa postuma di una strategia che ha messo in ginocchio il colosso di Wolfsburg.

Cosa dicono i dati (Il Successo delle Rinnovabili)

Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare: i numeri citati da Herbert Diess sono reali. Il report Ember energia conferma che il 2025 è stato un anno di rottura nella rivoluzione energetica globale e nel futuro energia globale.

  • Per la prima volta, le energie rinnovabili hanno superato il carbone nel mix elettrico globale, raggiungendo il 33,8%.
  • La generazione solare è esplosa con 636 TWh aggiuntivi (+30%), simbolo dell’accelerazione dell’elettrificazione mobilità e dell’intera transizione energetica.
  • In Cina e India, per la prima volta in questo secolo, la produzione da fonti fossili è calata grazie alla crescita della clean power.

Su questo fronte, la dichiarata fine dei combustibili fossili sembra trovare un solido appiglio nei dati.

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Il "Bias" di Diess – Una Visione Ideologica?

Qui però la facciata inizia a creparsi. Diess afferma che una chiusura dello Stretto di Hormuz non avrebbe più impatto sui prezzi energetici, una semplificazione che ignora la realtà della geopolitica energia.

La scommessa persa in Volkswagen
Diess è noto per aver imposto al gruppo Volkswagen una strategia “All-In” sull’elettrico, puntando sull’auto elettriche Europa e sull’elettrificazione mobilità, trascurando la transizione tramite l’ibrido. Il risultato? Costi di produzione elevati, margini ridotti e il fallimento della divisione software Cariad, diventato simbolo del fallimento Cariad Volkswagen e della più ampia Volkswagen crisi. Quando Diess afferma che il fossile è finito, potrebbe stare difendendo quella stessa strategia che ha contribuito alla crisi automotive occidentale e alla perdita di competitività dell’industria automobilistica europea.

L'illusione dell'indipendenza
Invocando l’indipendenza energetica dell’Europa, Diess ignora che la transizione ha rafforzato la dipendenza tecnologica dalla Cina per l’energia rinnovabile. Oggi la Cina controlla il 58% delle installazioni solari e il 72% di quelle eoliche globali. Volkswagen ha perso quote di mercato proprio in Cina, dove concorrenti locali come BYD hanno dominato il mercato delle auto elettriche in Europa e globale.

La Superficialità Geopolitica e il Carbone

Un altro punto critico riguarda il carbone. Sebbene la sua quota percentuale diminuisca, la Cina resta responsabile del 55% della generazione globale da carbone, elemento centrale della discussione su carbone e transizione energetica. Il report Ember energia è molto più prudente: la transizione energetica viene definita irregolare e incompleta. Il declino strutturale dei fossili non inizierà prima degli anni ’30.

Finché la rete elettrica globale non disporrà di sistemi avanzati di accumulo energetico batterie — nonostante il calo del 45% del costo delle batterie nel 2025 — carbone e gas resteranno indispensabili. Pensare che la visione basti a superare i limiti tecnici ricorda gli errori strategici che hanno contribuito alla crisi Volkswagen.

Visionario o Responsabile del Declino?

In definitiva, Herbert Diess continua a sostenere la propria visione della transizione energetica e del futuro dell’automobile elettrica. I dati del Global Electricity Review 2026 gli danno ragione sulla direzione della rivoluzione energetica globale, ma i suoi trascorsi suggeriscono una sottovalutazione della complessità industriale e della politica energetica europea. Il passaggio accelerato all’elettrico non ha garantito piena indipendenza energetica in Europa, ma ha esposto l’industria automobilistica europea alla competizione tecnologica della Cina per l’energia rinnovabile.

L’era fossile sta finendo, ma senza pragmatismo la transizione elettrica automotive rischia di trascinare con sé non solo i distributori di benzina, ma l’intera crisi automotive occidentale. E voi da che parte state? Herbert Diess è il leader che ha visto il futuro energia globale troppo presto o l’uomo che ha accelerato il declino di Volkswagen ignorando i limiti della realtà? Ditecelo nei commenti.

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