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Cosa può diventare una vecchia Renault Twingo abbandonata in un cortile per anni? Per Eric Troestler, appassionato francese residente a Londra, la risposta è arrivata quasi per caso: una “rally special” pronta ad affrontare il Twing Raid, la celebre competizione di circa 10 giorni che mette alla prova centinaia di Twingo tra il nord della Spagna e il deserto del Marocco. L’auto, una Mk1 del 1999 rimasta ferma per sei anni e destinata inizialmente alla vendita per appena 300 euro, è stata trasformata in un piccolo mezzo da avventura grazie all’intervento della famiglia e a una visione semplice ma efficace: renderla affidabile, robusta e pronta a tutto. Il progetto si inserisce perfettamente nella crescente tendenza dei restomod funzionali, dove l’obiettivo non è la potenza estrema ma la capacità di affrontare condizioni reali e impegnative senza cedimenti.
Il progetto nasce quasi per gioco, dopo che Troestler legge di un evento dedicato proprio alla Twingo e decide di parteciparvi senza nemmeno possederne una. Il destino ci mette lo zampino quando un amico in Francia gli offre proprio una Twingo abbandonata in una casa acquistata da poco. Da lì parte una trasformazione completa, affidata soprattutto al fratello del proprietario, esperto di meccanica. L’obiettivo non è aumentare la potenza, ma rendere l’auto adatta ai percorsi misti del rally-raid: vengono installate piastre sottoscocca anteriori e posteriori, sospensioni rialzate di diversi centimetri, cerchi da 14 pollici e pneumatici con spalla rinforzata. Anche il motore resta sostanzialmente quello originale, coerente con la filosofia del Twing Raid, evento che premia resistenza, spirito di adattamento e capacità di arrivare al traguardo più che la velocità pura. Un approccio tipico dei “restomod funzionali”, dove la sostanza conta più dell’estetica e ogni modifica deve rispondere a una necessità concreta.
Anche l’abitacolo viene completamente ripensato per la lunga distanza e per le condizioni estreme che si incontrano tra dune, piste sterrate e attraversamenti desertici. I sedili posteriori vengono rimossi per fare spazio a ruote di scorta, attrezzi e materiali di emergenza, mentre un doppio fondo nel bagagliaio ospita utensili, ricambi e kit di sopravvivenza meccanica. Sul tetto trova posto un portapacchi con taniche di carburante e acqua, oltre a un impianto di illuminazione supplementare utile durante le riparazioni notturne nel deserto o nei bivacchi improvvisati. Il risultato è una Twingo trasformata in un piccolo veicolo da spedizione, coerente con lo spirito del Twing Raid, evento che ogni anno riunisce centinaia di equipaggi alla guida della compatta francese, spesso con preparazioni artigianali ma estremamente ingegnose. Una dimostrazione concreta di come anche una citycar degli anni ’90 possa diventare protagonista di un’avventura estrema, se supportata da creatività, competenza tecnica e una buona dose di determinazione.