BMW e Mercedes frenano sulla guida autonoma: ecco come cambia la strategia dei costruttori tedeschi

BMW e Mercedes frenano sulla guida autonoma: ecco come cambia la strategia dei costruttori tedeschi
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BMW e Mercedes-Benz rivedono i piani sulla guida autonoma di Livello 3 e scelgono di concentrarsi su sistemi avanzati di assistenza alla guida. Una decisione che segna un cambio di rotta nell’evoluzione dell’auto autonoma e che potrebbe influenzare l’intero settore automotive europeo
23 aprile 2026

BMW e Mercedes-Benz, due dei marchi più avanzati nello sviluppo delle tecnologie di automazione, hanno deciso di rallentare l’adozione dei sistemi di guida autonoma di Livello 3 sulle proprie ammiraglie, preferendo investire nel perfezionamento delle tecnologie di assistenza alla guida di livello inferiore ma più realistiche nell’utilizzo quotidiano. Negli ultimi anni la guida autonoma di Livello 3 era considerata il prossimo grande salto evolutivo: sistemi capaci di gestire completamente la guida in determinate condizioni, trasferendo temporaneamente la responsabilità dal conducente al costruttore.

Tuttavia, entrambe le case tedesche hanno deciso di sospendere o ridimensionare questi programmi. Secondo diverse fonti di settore, il problema principale riguarda l’elevato costo tecnologico rispetto ai benefici reali per l’utente finale. I sistemi L3 risultano utilizzabili solo in scenari molto limitati, principalmente autostrade e traffico lento, rendendo complessa la loro diffusione commerciale su larga scala. Inoltre, la normativa europea rimane particolarmente stringente: il regolamento ONU dedicato ai sistemi di assistenza al conducente impone requisiti severi in termini di sicurezza e responsabilità legale, rallentando l’introduzione su larga scala delle funzioni completamente autonome.

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La nuova strategia: puntare sul Livello 2 evoluto

Piuttosto che inseguire subito l’autonomia completa, BMW e Mercedes stanno concentrando gli investimenti su sistemi di guida assistita di Livello 2 avanzato (spesso definiti Level 2+ o 2++). Queste tecnologie consentono già oggi la guida senza mani in autostrada, il mantenimento automatico della corsia, il cambio corsia assistito e funzioni di navigazione evoluta, ma mantengono il conducente responsabile del veicolo. Una soluzione ritenuta più sostenibile dal punto di vista normativo e commerciale.

Anche concorrenti come Tesla e Ford stanno seguendo approcci simili con sistemi supervisionati che richiedono comunque l’attenzione del guidatore. Parallelamente cresce l’importanza del software e dell’intelligenza artificiale: durante il CES 2026 entrambe le case hanno mostrato nuove piattaforme digitali e assistenti vocali basati su AI, confermando come il valore dell’automobile moderna stia sempre più nel codice oltre che nella meccanica.

Collaborazioni globali e futuro della guida autonoma

La revisione dei programmi L3 non significa l’abbandono della guida autonoma. Al contrario, BMW e Mercedes continuano a investire attraverso partnership strategiche e collaborazioni tecnologiche. Le due aziende hanno storicamente lavorato insieme allo sviluppo di piattaforme condivise per la guida automatizzata e i sistemi ADAS, con l’obiettivo di ridurre costi e accelerare l’innovazione.

Più recentemente, entrambe hanno rafforzato la presenza in Cina collaborando con aziende tecnologiche specializzate nello sviluppo di software di guida intelligente, un mercato considerato oggi il più avanzato al mondo per sperimentazione e adozione delle funzioni autonome. Il futuro sembra quindi orientato verso un’evoluzione graduale: prima assistenza sempre più sofisticata, poi automazione completa quando tecnologia, infrastrutture e normative saranno realmente pronte.

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