Bollo auto addio nel 2028? La proposta di Forza Italia vale 7,5 miliardi

Bollo auto addio nel 2028? La proposta di Forza Italia vale 7,5 miliardi
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Nel pacchetto per la Legge di Bilancio spunta la cancellazione della tassa di possesso su auto e moto. Tajani ci crede, ma il buco nei conti regionali è enorme. Ecco perché la strada è tutta in salita.
2 settembre 2026

C'è una tassa che gli italiani pagano a denti stretti, spesso dimenticano e quasi sempre detestano. È il bollo auto, il tributo che colpisce non l'uso ma il semplice possesso di un veicolo già acquistato e già tassato. Ora, per la prima volta da anni, qualcuno ai piani alti del Governo ha messo nero su bianco l'idea di farlo sparire. E la cosa sta facendo rumore.

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La proposta di Tajani: meno tasse, e via il bollo

A lanciare la sfida è stato Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, in un reel pubblicato sui social. Il messaggio è semplice e ripetuto tre volte per non lasciare dubbi: meno tasse. Nel video il leader di Forza Italia elenca le priorità del partito per la prossima Legge di Bilancio: detassazione delle tredicesime, taglio dell'Irpef dal 35 al 33% con la soglia allargata fino a 60.000 euro di reddito, una flat tax incrementale al 5% sui guadagni extra rispetto all'anno precedente e, ciliegina sulla torta, la cancellazione del bollo su auto e moto.

Lo spunto è arrivato dal recente taglio delle accise sul diesel, deciso dall'esecutivo per rispondere alla nuova fiammata dei prezzi alla pompa. Tajani ha rilanciato, spiegando che le coperture potrebbero arrivare anche dagli investimenti privati nei grandi progetti dello Stato. Alla domanda se il Governo ce la farà, la risposta del ministro è stata un convinto sì.

Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri
Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri ANSA.it/ Emiliano Grillotti / Z34

Perché Forza Italia vuole cancellarlo

La logica del partito è chiara: il bollo sarebbe una patrimoniale mascherata, una tassa che pesa su un bene di prima necessità. L'auto e lo scooter servono per andare a lavorare, accompagnare i figli a scuola, assistere genitori anziani o persone fragili. Tassarne il possesso, secondo questa visione, significa colpire proprio chi non può fare a meno di muoversi. Per questo l'obiettivo dichiarato è arrivare all'abolizione entro il 2028, con un percorso graduale da costruire nelle prossime manovre.

Il nodo dei 7,5 miliardi

Qui però la teoria si scontra con la calcolatrice. Il bollo auto frutta ogni anno circa 7,5 miliardi di euro, e quei soldi non finiscono a Roma. Ogni automobilista li versa alla Regione in cui risiede, e le Regioni li usano per finanziare trasporti, strade, servizi. Cancellare il tributo senza un piano di compensazione significherebbe aprire una voragine nei bilanci locali. Quale governatore accetterebbe di rinunciare a una fetta così grossa delle proprie entrate senza garanzie? La risposta, oggi, è facile da immaginare.

C'è poi un dettaglio non secondario: Tajani ha parlato di bollo sulle auto "o" sulle moto. Non esiste un dato disaggregato ufficiale che dica quanto pesa ciascuna delle due voci, quindi anche il perimetro reale della misura resta tutto da definire.

Il precedente che fa riflettere: il superbollo

Se serve un termometro della fattibilità, basta guardare al superbollo, l'addizionale che colpisce le vetture oltre i 185 kW. Vale appena 100 milioni di euro l'anno, eppure dal 2011 a oggi nessun Governo è riuscito a eliminarlo, nonostante annunci e promesse elettorali a ripetizione. Persino nel DEF 2024 l'esecutivo in carica ha scritto che un suo eventuale superamento dovrà avvenire senza nuovi oneri per la finanza pubblica. Tradotto: senza copertura, non si tocca. E se è così complicato rinunciare a 100 milioni, trovare una compensazione per una cifra 75 volte più grande appare, oggi, un'impresa titanica.

Cosa succede adesso

La proposta al momento non ha una copertura finanziaria né un via libera formale. Dovrà attraversare l'intero iter della Manovra, con la ripresa dei lavori parlamentari a settembre che riaccenderà il confronto tra alleati di Governo, Regioni e Ragioneria dello Stato. Il tema ha tenuto banco per tutta l'estate e tornerà al centro del dibattito nelle prossime settimane.

Il bollo auto, insomma, resta per ora saldamente al suo posto. L'idea di cancellarlo è sul tavolo e ha un peso politico che non va sottovalutato, ma tra un reel e un articolo di legge c'è di mezzo un fiume di miliardi. Gli automobilisti possono sperare. Prepararsi a festeggiare, invece, è ancora prematuro.

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