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Bonus-malus emissioni, UNRAE: «Emendamento miope»

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Anche l'UNRAE ha commentato l'emendamento "bonus-malus" sulle emissioni approvato ieri della commissione Bilancio della Camera

Bonus-malus emissioni, UNRAE: «Emendamento miope»

Anche l'UNRAE si è espressa in merito agli incentivi all'acquisto di vetture sostenibili e alle tasse per le auto inquinanti previste dall'emendamento approvato ieri dalla Commissione Bilancio della Camera. «La misura bonus-malus rappresenta sicuramente un segnale interessante ed apprezzabile nell’intento, ma l’impostazione del provvedimento non è funzionale agli obiettivi che si dovrebbero raggiungere e cioè il miglioramento della qualità dell’aria ed il rinnovo del parco circolante, come noto, tra i più vecchi d’Europa», si legge in una nota diffusa dall'Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri.

«Spiace che il Governo non abbia deciso di aprire una sia pur breve interlocuzione premissiva con gli operatori del settore perché si sarebbero potuti approfondire molti dettagli legati al mercato e al comportamento dei consumatori e, quindi, affinare al meglio la proposta approvata: allo stato attuale, per esempio, da un punto di vista applicativo, non è chiaro con quale tipo di procedure omologative vengano calcolati i valori di CO2, considerate le diverse norme esistenti in materia (NEDC, NEDC correlato, WLTP) e gli sviluppi che avranno nel 2019».

«Apprezziamo sicuramente il tema della pluriennalità e il rispetto del paradigma della neutralità tecnologica, ma riteniamo inaccettabile colpire così duramente gli automobilisti italiani con una nuova tassazione sui veicoli di ultima generazione. Più della metà dei veicoli immatricolati sarà vessato da un nuovo tributo: su alcuni di questi, non di lusso, il costo dell’imposizione varrà circa il 10% del costo del veicolo, senza considerare il paradosso di iper-tassare un veicolo nuovo mentre in Italia potranno continuare a circolare liberamente, senza l'imposizione di alcun tributo, veicoli di oltre 15 anni».

«Inoltre, non è prevista la rottamazione di veicoli obsoleti che riteniamo assolutamente prioritaria perché è fondamentale svecchiare il nostro parco. Infine, a livello di risorse, si rischia di investire inadeguatamente un ammontare di risorse pubbliche molto significativo (circa 300 mln di euro all’anno) perché si va ad incentivare un numero di autovetture minore rispetto a quelle che già si vendono».

«Chiediamo, quindi, a tutte le Istituzioni competenti l’apertura di un confronto immediato per migliorare insieme a tutti gli stakeholder un impianto normativo che merita adeguato approfondimento per non sprecare un’occasione molto importante per rinnovare il nostro parco circolante e ridurre i livelli di emissioni complessive di CO2, ma soprattutto i livelli di emissioni inquinanti (ad esempio NOx e Pm10) che non sono tenute in alcuna considerazione nell'attuale formulazione del provvedimento».

L'emendamento approvato in commissione Bilancio della Camera prevede incentivi fino a 6.000 euro per chi compra una vettura 100% green. Contestualmente è stata approvata anche l'introduzione delle tasse per l'acquisto di veicoli inquinanti: i proprietari dovranno pagare dai 150 ai 3.000 euro a seconda del livello di emissioni. Il limite oltre il quale scatterà la tassazione è 110 g di CO2 per km.

Chi acquisterà un veicolo nuovo dal 2019 al 2021 dovrà pagare un'imposta «parametrata al numero di grammi di biossido di carbonio emessi», si legge nell'emendamento. Gli incentivi per chi compra un'auto non inquinante, invece, varieranno dai 1.500 ai 6.000 euro. Si parte da 1.500 euro per veicoli con emissioni di 70-90 grammi per km, fino ai 6.000 per la fascia 0-20 grammi per km, quella delle vetture elettriche.

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