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Dopo la nascita della joint venture Bugatti Rimac, che ha portato il controllo operativo del marchio francese nelle mani del gruppo guidato da Mate Rimac, emergono nuove indiscrezioni che ipotizzano un possibile trasferimento della produzione delle future hypercar dalla storica sede di Molsheim, in Francia, verso la Croazia. La joint venture, operativa dal 2021, vede il gruppo croato detenere il 55% delle quote, mentre Porsche controlla il restante 45%. Il quartier generale è stato stabilito a Sveta Nedelja, nei pressi di Zagabria, dove Rimac ha sviluppato negli anni un polo tecnologico all’avanguardia dedicato all’elettrificazione e alle hypercar.
Secondo quanto riportato dalla stampa francese, le future Bugatti potrebbero sfruttare le infrastrutture del cosiddetto “Rimac Campus”, un complesso industriale progettato per ospitare migliaia di dipendenti e centralizzare le attività del gruppo. Al momento, Bugatti continua a costruire le proprie vetture a Molsheim, mantenendo una forte identità legata alla tradizione francese.
Tuttavia, la crescente integrazione tra i due marchi e la spinta verso nuove piattaforme tecnologiche potrebbero rendere sempre più logico uno spostamento produttivo verso un unico hub altamente specializzato. Una scelta che avrebbe implicazioni non solo industriali ma anche simboliche: il passaggio da una produzione artigianale storica a un modello più moderno, centralizzato e orientato all’innovazione.
Al centro di questa trasformazione c’è Mate Rimac, fondatore dell’omonima azienda e oggi figura chiave nella strategia del gruppo. La sua visione punta a coniugare il prestigio del marchio Bugatti con tecnologie elettriche e ibride di nuova generazione. Rimac Automobili, nata nel 2009, si è rapidamente affermata come uno dei leader nello sviluppo di hypercar elettriche e sistemi avanzati per l’automotive.
Recentemente, lo stesso Rimac ha deciso di concentrarsi maggiormente sul business delle hypercar Bugatti, confermando la centralità del marchio nei piani futuri del gruppo . Questo rafforza l’idea che le prossime generazioni di modelli possano nascere sempre più sotto l’influenza tecnologica croata.