BYD taglia i prezzi in Germania: sconti fino al 41% sulle auto elettriche

BYD taglia i prezzi in Germania: sconti fino al 41% sulle auto elettriche
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La strategia aggressiva di BYD in Germania apre una nuova fase nella competizione per le auto elettriche e plug-in
19 febbraio 2026

In un mercato europeo delle auto elettriche ancora in fase di consolidamento, BYD ha lanciato una vera e propria guerra dei prezzi in Germania, con sconti che arrivano fino al 41% sul prezzo finale di listino grazie a promozioni dirette del costruttore e incentivi statali. La mossa, volta a conquistare quote di mercato strategiche nel cuore dell’industria automobilistica europea, potrebbe riscrivere gli equilibri competitivi tra brand orientali ed europei nel segmento delle elettriche e ibrido plug-in.

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BYD: sconti shock e piano di espansione in Germania

In Germania, uno dei principali mercati automobilistici dell’Unione Europea, BYD ha applicato riduzioni di prezzo significative sulla sua gamma di vetture elettriche e ibride plug-in. Per esempio, la BYD Atto 2 Boost viene ora proposta a 22.990 euro anziché 38.990 euro, equivalenti a uno sconto complessivo di circa 16.000 euro, pari a oltre il 40% rispetto al prezzo di listino. Tale ribasso deriva da una combinazione di scontistica diretta del costruttore e incentivi statali tedeschi disponibili per i veicoli a basse emissioni.

Secondo i dati condivisi da fonti di settore, questa aggressiva strategia commerciale ha generato un’impennata nelle consegne, con una crescita delle vendite di BYD in Germania che supera il 1000% su base annua e una quota di mercato che si avvicina all’1,4% nel primo mese del 2026.

Contesto europeo: incentivi e dinamiche di mercato

La decisione del governo tedesco di includere anche i marchi cinesi in un piano di incentivi da 3 miliardi di euro per le auto elettriche ha alimentato questa strategia di prezzo. Il programma, che offre bonus fino a 6.000 euro per auto elettrica acquistata, è stato pensato per stimolare la domanda in un mercato in cui le vendite delle elettriche avevano rallentato dopo l’esaurimento dei precedenti incentivi.

Questo quadro di incentivi, combinato con la capacità produttiva e i costi più bassi tipici dei produttori cinesi, ha creato una tempesta perfetta per una politica di prezzi bassi che mette sotto pressione non solo Tesla ma anche costruttori storici europei. Secondo gli ultimi report sul mercato tedesco, nel 2025 si sono registrate oltre 545.000 immatricolazioni, con una crescita delle BEV del 43%, segno di un settore delle auto elettriche ancora in crescita e molto competitivo.

Implicazioni competitive e possibili reazioni della concorrenza

Questa “guerra dei prezzi” potrebbe avere effetti significativi a catena nel mercato europeo. I costruttori occidentali dovranno decidere se ridurre i listini e comprimere i margini di profitto oppure sacrificare quote di mercato in favore dei brand asiatici. La forte penetrazione delle auto ibride plug-in, favorite anche da dazi più vantaggiosi rispetto alle sole elettriche, costituisce nel frattempo il cosiddetto “cavallo di Troia” dei produttori cinesi in Europa.

Secondo quanto riportato dalle concessionarie locali, però, gli sconti massicci, così come l’aumento delle auto-immatricolazioni utilizzate nelle flotte, stanno generando anche preoccupazioni: tra queste il rischio di deprezzamento dei valori residui dell’usato e difficoltà nello smaltire le scorte di vetture già registrate ma non vendute.

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