Stellantis (e non solo), airbag Takata, l'appello di Codici: “Ancora 1,6 milioni di veicoli con airbag difettosi in circolazione”

Stellantis (e non solo), airbag Takata, l'appello di Codici: “Ancora 1,6 milioni di veicoli con airbag difettosi in circolazione”
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Airbag Takata, l’allarme non è finito: 1,6 milioni di auto ancora a rischio in Italia. Il Ministero invita a verificare subito il proprio veicolo, Codici denuncia problemi nella gestione dei richiami
19 febbraio 2026

Sono ancora 1,6 milioni i veicoli che circolano in Italia con airbag Takata difettosi. È il dato che emerge dalle comunicazioni ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), che ha deciso di rafforzare la campagna di sensibilizzazione invitando i cittadini ad aderire alle operazioni di richiamo avviate dalle case automobilistiche.

Parallelamente, l’associazione dei consumatori Codici denuncia criticità nell’assistenza ai proprietari coinvolti e chiede interventi più rapidi per garantire la sostituzione gratuita dei dispositivi. Il Mit ricorda che il difetto riguarda, in linea generale, moduli airbag con generatore di gas basato su nitrato di ammonio stabilizzato, senza essiccante.

In determinate condizioni ambientali - elevata umidità, temperature alte o forti sbalzi termici - il deterioramento dei componenti interni può provocare, nei casi più gravi, un’esplosione anomala dell’airbag. Il rischio, sottolinea il Ministero, è quello di lesioni gravi o addirittura esiti fatali, soprattutto sui veicoli più datati o utilizzati in contesti climatici particolarmente critici.

In Italia le campagne di richiamo hanno coinvolto circa 4 milioni di veicoli appartenenti a numerosi marchi, con 3,2 milioni di proprietari già notificati. Nonostante questo, 1,6 milioni di auto risultano ancora circolanti con dispositivi potenzialmente difettosi.

L’appello del Ministero: “Un piccolo gesto può salvarti la vita”

Il Mit invita i cittadini a verificare immediatamente la posizione del proprio veicolo, con la sostituzione dell’airbag è totalmente gratuita. Due le situazioni evidenziate:

  • Chi ha ricevuto la notifica e non ha ancora provveduto alla sostituzione deve agire con urgenza;

  • Chi non ha ricevuto comunicazioni, soprattutto se utilizza un’auto usata o appartenente a terzi, dovrebbe comunque verificare inserendo il numero di telaio (VIN) nei portali ufficiali delle case costruttrici o nella banca dati richiami di UNRAE (qui il link).

Il portale indica se il veicolo è soggetto a semplice “Richiamo” o a “Richiamo con Stop Drive”, misura più restrittiva che prevede la sospensione dell’utilizzo fino all’intervento. Sulla vicenda interviene anche Codici, che sta seguendo diversi casi di cittadini in difficoltà nell’ottenere la sostituzione del dispositivo.

L’avviso del Mit è importante – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e ci auguriamo contribuisca a migliorare una situazione che presenta ancora delle criticità. Abbiamo ricevuto segnalazioni da cittadini che non riescono a ottenere assistenza dalla casa automobilistica o a prendere un appuntamento in tempi brevi con l’officina”.

L’associazione segnala in particolare problematiche relative ad alcuni veicoli Opel, pur evidenziando come il tema sia più ampio e riguardi numerosi brand. “Parliamo di sicurezza stradale e salute pubblica – conclude Giacomelli –. È fondamentale garantire un supporto rapido agli automobilisti”.

 

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