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Importante svolta nella vicenda degli airbag Takata installati su vetture Opel: il Tribunale ha ammesso l’azione inibitoria promossa da diverse associazioni dei consumatori, tra cui Udicon (Unione per la Difesa dei Consumatori), riconoscendo la fondatezza giuridica delle contestazioni legate alla campagna di richiamo KBM.
A comunicarlo è stata la presidente nazionale di Udicon, Martina Donini, che in una nota ha definito la decisione “una notizia importante per tutti i consumatori coinvolti nella vicenda degli airbag Takata installati sui veicoli Opel”.
L’ammissione da parte del Tribunale non rappresenta ancora una sentenza definitiva nel merito, ma costituisce un passaggio chiave: il giudice ha stabilito che le associazioni hanno pieno diritto ad agire e che le questioni sollevate - in particolare i disagi legati alla sostituzione degli airbag nell’ambito della campagna KBM - poggiano su basi giuridiche valide.
In sostanza, non sono emersi vizi di forma tali da bloccare il procedimento, con il caso che potrà quindi essere discusso nel merito in sede giudiziaria. Nei mesi scorsi era stata già accolta anche una class action relativa agli airbag Opel, segnale di un contenzioso destinato a proseguire.
La questione si inserisce nel più ampio scandalo globale degli airbag prodotti da Takata, che negli anni ha coinvolto numerosi costruttori. Nel 2024 Stellantis aveva dovuto affrontare un caso analogo su oltre 600.000 Citroen C3 e DS 3, adottando misure stringenti.
Secondo quanto emerso, dispositivi potenzialmente difettosi sarebbero installati anche su migliaia di modelli a marchio Opel. Al centro delle contestazioni vi sarebbe una presunta differenza di gestione rispetto a quanto avvenuto per Citroen e DS: le vetture Opel interessate, infatti, risulterebbero ancora regolarmente in circolazione e, stando alle segnalazioni, non avrebbero ricevuto comunicazioni di stop alla guida analoghe a quelle inviate in altri casi.
“Ora va avanti la nostra azione. I nostri obiettivi sono chiari: garantire piena tutela ai proprietari dei veicoli coinvolti e assicurare che vengano adottate tutte le misure necessarie”, ha dichiarato Donini, ringraziando in particolare l’Avvocato Sorrentino che segue il procedimento.
Infine, la prossima udienza è fissata per il 9 ottobre 2026, con Udicon che ha annunciato di continuare a informare i consumatori attraverso i propri canali ufficiali e a fornire assistenza ai proprietari interessati: “Continueremo a vigilare e ad agire con determinazione affinché la tutela sia effettiva e non solo formale. Quando si parla di dispositivi di sicurezza, non possono esserci zone d’ombra”, ha concluso la presidente.