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Il pieno dell'auto continua a pesare sempre di più sul bilancio degli automobilisti italiani. Oggi, 22 settembre 2026 il prezzo medio nazionale del gasolio in modalità self service ha raggiunto i 2,340 euro al litro, contro i 2,335 euro del giorno precedente. Anche la benzina è salita, seppure di un solo millesimo, arrivando a 2,156 euro al litro. Sono i dati dell'Osservatorio prezzi carburanti del MIMIT, che fotografano una situazione ancora caratterizzata da rincari, nonostante nelle ultime ore le quotazioni internazionali del petrolio abbiano mostrato segnali di raffreddamento.
Il dato più significativo riguarda il diesel, che continua la sua serie di record alla pompa. Sulla rete autostradale il prezzo medio del gasolio self service è ancora più alto e arriva a 2,422 euro al litro, in aumento dagli 2,414 euro del 21 settembre. Per la benzina, invece, il prezzo medio in autostrada raggiunge 2,248 euro al litro, contro i 2,245 euro del giorno precedente. L'andamento degli ultimi giorni è particolarmente rilevante perché il mercato dei carburanti si trova in una fase di forte volatilità. Le rilevazioni di Staffetta Quotidiana segnalano una progressiva accelerazione del gasolio, mentre le quotazioni dei prodotti raffinati e del petrolio restano esposte alle tensioni internazionali.
Già a metà settembre benzina e diesel avevano raggiunto livelli massimi da circa quattro anni e mezzo, con il Brent oltre i 100 dollari al barile. Per capire l'impatto concreto sui consumatori basta considerare un serbatoio da 50 litri: ai prezzi medi nazionali del 22 settembre, un pieno di diesel costa circa 117 euro, mentre per la benzina servono circa 108 euro. Naturalmente si tratta di un calcolo indicativo, perché capacità del serbatoio, prezzo praticato dal singolo distributore e modalità di rifornimento possono modificare sensibilmente la spesa finale.
A pesare sui prossimi giorni è anche il calendario fiscale. Il decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162 ha stabilito una riduzione temporanea dell'accisa sul gasolio: dal 18 al 25 settembre l'aliquota è fissata a 572,90 euro per mille litri, mentre dal 26 settembre al 5 ottobre 2026 salirà a 622,90 euro per mille litri. Tradotto sul prezzo alla pompa, lo sconto complessivo legato alla misura passa da circa 12,2 centesimi al litro, Iva compresa, nel periodo 18-25 settembre, a circa 6,1 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre. La riduzione dello sconto fiscale potrebbe quindi contribuire a spingere ulteriormente verso l'alto il prezzo del gasolio, a parità delle altre condizioni di mercato.
Il governo sta inoltre valutando possibili interventi di sostegno mirati per fronteggiare il caro carburanti. Tra le ipotesi circolate nelle ultime settimane figura anche un possibile bonus carburante, ma al momento non esiste un provvedimento definitivo che stabilisca importo, beneficiari e modalità di accesso. È invece già previsto il prolungamento a ottobre del credito d'imposta destinato alle imprese dell'autotrasporto per l'acquisto di carburante.