Volkswagen, il futuro di Ducati diventa un caso di Stato: l'Italia si prepara a difendere il gioiello della Motor Valley

Volkswagen, il futuro di Ducati diventa un caso di Stato: l'Italia si prepara a difendere il gioiello della Motor Valley
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Con il colosso Volkswagen in crisi e intenzionato a rivedere le proprie partecipazioni, il Governo affila le armi per evitare la cessione all'estero del marchio di Borgo Panigale. Il ministro Urso evoca il Golden Power in vista del vertice decisivo con Audi e Volkswagen.
22 settembre 2026

Il destino della Ducati valica i confini della semplice finanza d'impresa per trasformarsi in una partita centrale di politica industriale nazionale.

La riorganizzazione del Gruppo Volkswagen, piegato da una crisi congiunturale che potrebbe ridurne i margini operativi sotto la soglia dell'1 per cento, ha spinto il gigante di Wolfsburg a mettere sotto esame circa seicento attività del proprio portafoglio globale. Tra le controllate finite nel mirino figura anche la casa motociclistica di Borgo Panigale, gestita dal 2012 attraverso il marchio Audi. Di fronte all'ipotesi di una dismissione, le istituzioni italiane hanno immediatamente serrato i ranghi per tutelare un simbolo tecnologico e culturale del Made in Italy.

L'imminente tavolo di confronto con i vertici tedeschi, fissato per venerdì 25 settembre, è stato preceduto da un vertice strategico tenutosi a Bologna tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, l'amministratore delegato di Ducati, Claudio Domenicali, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale, e il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. L'obiettivo dell'incontro è stato quello di strutturare una posizione compatta del sistema Paese prima del faccia a faccia con la dirigenza Audi-Volkswagen.

La vicenda evidenzia una profonda asimmetria tra la condizione della casa madre e lo stato di salute dell'azienda emiliana. Mentre il Gruppo Volkswagen affronta una complessa ristrutturazione, Ducati continua a rappresentare un asset di assoluta eccellenza industriale e finanziaria. Nel corso del 2025, la casa bolognese ha consegnato oltre cinquantamila motoveicoli, generando ricavi per 925 milioni di euro e un risultato operativo di 52 milioni, corrispondente a un margine del 5,6 per cento. Secondo le stime di Bloomberg Intelligence, l'azienda vanta oggi una valutazione di mercato di circa 1,25 miliardi di euro, cifre che giustificano la mobilitazione delle istituzioni per evitare la perdita di un patrimonio produttivo strategico.

La risposta dell'esecutivo si preannuncia determinata. Il ministro Urso ha espresso apertamente la volontà di riportare la proprietà della casa di Borgo Panigale in mani italiane, confermando la disponibilità a ricorrere a tutti gli strumenti di tutela a disposizione dello Stato, incluso il meccanismo del Golden Power per la salvaguardia degli asset di rilevanza nazionale. Nonostante le indiscrezioni su un potenziale coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti siano state smentite, la disponibilità del mondo imprenditoriale e delle parti sociali rimane totale.

La posta in gioco va ben oltre l'aspetto simbolico, toccando direttamente la tenuta occupazionale e il valore economico del territorio: il polo di Borgo Panigale occupa circa duemila dipendenti diretti e alimenta l'intero indotto della Motor Valley emiliana. Il vertice con i vertici tedeschi chiarirà se le intenzioni di Wolfsburg sfoceranno in un processo formale di vendita o se prevarrà una linea di continuità, misurando al contempo l'efficacia della strategia di sistema messa in campo dalle istituzioni italiane.

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