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Sulla base delle rilevazioni ufficiali effettuate alle ore 08:30 del 13 luglio 2026 dal Ministero, abbiamo calcolato la media nazionale dei prezzi dei carburanti per gli impianti situati fuori dalla rete autostradale. I dati, comunicati quotidianamente dagli esercenti, mostrano una situazione di forte tensione, con il gasolio che sfiora ormai la soglia psicologica dei 2 euro al litro in media, superandola in diverse regioni.
Ecco le medie aritmetiche nazionali calcolate sulle 19 regioni e le 2 province autonome (Bolzano e Trento):
Gasolio (Self Service): Il prezzo medio nazionale si attesta a 1,993 €/litro. I picchi più alti si registrano nella Provincia di Bolzano (2,028 €/litro), in Calabria (2,008 €/litro) e in Friuli Venezia Giulia (2,007 €/litro).
Benzina (Self Service): La media si posiziona a 1,885 €/litro. Anche in questo caso, il record spetta alla Provincia di Bolzano con 1,922 €/litro.
GPL (Servito): Il costo medio calcolato è di 0,779 €/litro, con la Sardegna e Bolzano che toccano quota 0,863 €/litro.
Metano (Servito): Il prezzo medio nazionale (escluse Sardegna e Valle d'Aosta) è di 1,567 €/kg, trainato verso l'alto dagli 1,815 €/kg della Sicilia.
Di fronte a questa escalation, il governo è al lavoro per varare nuove contromisure, ma esclude un ritorno al taglio generalizzato delle accise. In un'intervista, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha delineato chiaramente la strategia dell'esecutivo.
"No a interventi a pioggia", ha chiarito il Ministro, sottolineando che, in caso di prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz e di sensibile aumento dei prezzi alla fonte, verranno adottate misure tempestive ed efficaci, ma con una priorità ben definita. Il governo preferisce puntare su interventi e sostegni selettivi destinati esclusivamente alle imprese e alle famiglie a reddito più basso. Urso ha inoltre evidenziato come l'attuale situazione globale sia segnata da conflitto e imprevedibilità, ribadendo la necessità di ridurre la dipendenza dall'estero puntando sull'autonomia strategica.
La filosofia degli aiuti mirati verrà applicata anche al settore automobilistico, attualmente in forte sofferenza a livello europeo a causa delle difficili condizioni di mercato e della transizione verso l'elettrico. A tal proposito, Urso presenterà al tavolo con le imprese e i sindacati il nuovo Dpcm sugli incentivi, che stanzia circa 1,35 miliardi di euro fino al 2030 segnando una netta discontinuità con le politiche passate.
Il governo, infatti, è pronto a dire basta ai bonus generalizzati che finiscono spesso per finanziare vetture prodotte all'estero, concentrando invece il 70% delle risorse sul sostegno diretto all'offerta. Questo cambio di rotta si tradurrà in accordi per l'innovazione e mini-contratti di sviluppo destinati a rafforzare la componentistica e l'intera filiera italiana.
Sul fronte della domanda, la vera rivoluzione è rappresentata dall'introduzione del "leasing sociale": una misura inedita per l'Italia, ispirata al modello francese e affidata alla gestione dell'Aci. Il nuovo strumento consentirà alle famiglie con redditi medio-bassi di noleggiare a lungo termine, per un periodo di tre anni, veicoli a basse emissioni a prezzi calmierati. Un intervento strutturale e sociale divenuto ormai indispensabile perché, come ha chiosato il Ministro Urso, la mobilità sostenibile non può e non deve diventare un privilegio per pochi.