Cellulare al semaforo rosso: perché rischi fino a 1.000 euro di multa anche se l'auto è ferma

Cellulare al semaforo rosso: perché rischi fino a 1.000 euro di multa anche se l'auto è ferma
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Molti automobilisti sono convinti che utilizzare lo smartphone al semaforo rosso sia consentito perché il veicolo è fermo. In realtà il Codice della Strada e la Corte di Cassazione chiariscono che l'arresto del veicolo fa parte della marcia: ecco cosa prevede la legge, quali sono le sanzioni e perché è meglio non abbassare mai la guardia
25 giugno 2026

È una delle convinzioni più diffuse tra gli automobilisti italiani: se l'auto è ferma al semaforo rosso si può dare una rapida occhiata allo smartphone, leggere un messaggio o cambiare una canzone. In realtà non è così. La normativa italiana considera infatti il veicolo ancora impegnato nella circolazione anche durante l'arresto del veicolo imposto dal traffico o dalla segnaletica luminosa. Per questo motivo utilizzare il cellulare alla guida, anche mentre si attende il verde, può comportare le stesse conseguenze previste durante la normale marcia, con multe particolarmente salate, sospensione della patente e decurtazione dei punti.

Il principio è stato chiarito ormai da tempo dalla Corte di Cassazione, che con l'ordinanza n. 23331 del 2020 ha stabilito come l'arresto del veicolo al semaforo rosso rappresenti semplicemente una fase della marcia e non una vera e propria sosta. Il conducente rimane quindi tenuto a mantenere il pieno controllo del mezzo e ad essere pronto a riprendere immediatamente la circolazione quando il semaforo torna verde. La differenza tra arrestofermata e sosta è fondamentale nel Codice della Strada. L'arresto è un'interruzione temporanea della marcia dovuta alle esigenze della circolazione, come un semaforo rosso o una coda nel traffico. La sosta, invece, presuppone l'interruzione della circolazione con possibilità di abbandonare il veicolo. È proprio questa distinzione giuridica a rendere vietato l'utilizzo dello smartphone anche quando l'auto sembra apparentemente "ferma". La ragione è semplice: basta una distrazione di pochi secondi per ritardare la ripartenza, non accorgersi di un pedone o di un ciclista oppure provocare un tamponamento.

Le sanzioni previste dal nuovo Codice della Strada

Con le modifiche introdotte dal nuovo Codice della Strada, le conseguenze per chi utilizza il cellulare alla guidasono diventate ancora più severe. Per una prima violazione sono previste una sanzione amministrativa compresa tra 250 e 1.000 euro, la decurtazione di cinque punti dalla patente e la sospensione della patente da 15 giorni fino a due mesi. In caso di recidiva entro due anni, la multa sale da 350 a 1.400 euro, mentre la sospensione può arrivare fino a tre mesi. Il divieto non riguarda soltanto gli smartphone, ma qualsiasi dispositivo elettronico che costringa il conducente ad allontanare anche temporaneamente una mano dal volante o a distogliere l'attenzione dalla guida, come tablet, notebook o altri apparecchi analoghi. Restano invece consentiti i sistemi vivavoce e gli auricolari, purché non compromettano la capacità di mantenere entrambe le mani sul volante e il pieno controllo del veicolo.

Al di là dell'aspetto sanzionatorio, il divieto nasce da precise esigenze di sicurezza stradale. Numerosi studi dimostrano infatti che l'utilizzo dello smartphone alla guida riduce drasticamente i tempi di reazione e aumenta il rischio di incidente anche quando il veicolo procede a bassa velocità o è momentaneamente fermo nel traffico. Durante il semaforo rosso il conducente deve continuare a osservare ciò che accade intorno a sé: il cambio della segnalazione luminosa, l'attraversamento improvviso di un pedone, il sopraggiungere di un mezzo di emergenza o i movimenti degli altri utenti della strada. Abbassare lo sguardo sul display del cellulare significa perdere preziosi secondi di attenzione proprio nel momento in cui il traffico può riprendere. Per evitare qualsiasi contestazione, la soluzione più semplice rimane quella di non utilizzare mai lo smartphone finché il motore è acceso e il veicolo è inserito nel flusso della circolazione, anche se fermo al semaforo rosso o in coda. Un comportamento che consente non solo di evitare multesospensione della patente e perdita di punti, ma soprattutto di contribuire a una maggiore sicurezza stradale per sé e per gli altri utenti della strada.

 

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