Citroen 2CV Soleil: il sogno mai nato (nel 1982) oggi diventa realtà

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Citroen Italia ha riportato alla luce la spettacolare 2CV Soleil, edizione speciale disegnata dall'artista francese Serge Gevin nel 1982 che non ha mai visto la luce a causa di un inspiegabile stop arrivato dai piani alti della casa francese
11 maggio 2015

Milano – Ci sono automobili destinate a rimanere per sempre sulla carta. Progetti in certi casi strepitosi, che farebbero fare salti di gioia agli appassionati. Purtroppo però, a volte ci si mettono di mezzo le gelide logiche aziendali e quando non arriva il semaforo verde dai piani alti per un progetto è l'inizio della fine. Non importa quanto possa essere innovativo, rivoluzionario o semplicemente affascinante. Per quel modello non ci sarà più nulla da fare e i suoi disegni finiranno dimenticati in polverosi archivi, per poi, nei casi più fortunati, essere esposti decenni dopo in qualche museo.

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Per concepire la 2CV Soleil Serge Gevin si è ispirato al sole, al mare e alla gioia di vivere

Serge Gevin e le serie speciali dedicate alla 2CV

Per una volta però Citroen ha voluto riscrivere il finale di questo tipo di storie, inserendo un lieto fine. La divisione italiana del Double Chevron infatti ha pensato bene di far rinascere da zero una serie speciale della 2CV mai nata, proprio perché all'epoca non ricevette mai l'approvazioni dai vertici del Casa francese. Due i protagonisti della storia: Serge Gevin, artista, designer, grafico francese, e la 2CV. A partire dagli anni Cinquanta la piccola Citroën era entrata nel cuore dei francesi e ciascuno la personalizzava secondo il proprio gusto.

 

E qui entra in gioco il fantasioso Serge Gevin, titolare dell'agenzia Pink che si occupava dello studio dell'allestimento degli stand Citroën nelle manifestazioni più importanti. Per certi versi ricordava Flaminio Bertoni: un artista geniale “imprestato” al mondo produttivo. Proprio da un'idea artistica di Serge Gevin nacque, quasi per gioco, la prima serie speciale della 2CV, denominata Spot, la cui carrozzeria bianca – arancio riprendeva i motivi tipici delle sedie sdraio da spiaggia. Da questa versione derivò negli anni Ottanta la celeberrima – anche in Italia - 2CV Charleston, declinata nelle scale cromatiche nero/giallo, nero/rosso, doppia tonalità di grigio. Al vulcanico Serge Gevin si devono serie speciali Citroën di grande successo come la Dyane Caban, la Visa Sextant, la 2 CV Dolly … ed altre ancora.

 
Citroen 2CV: la storia di un mito

La 2CV. Che gran ferro!#ilmitoritorna #ilsogno #primaparte

Posted by AutoMoto.it on Domenica 3 maggio 2015

2CV "Soleil": il sogno rimasto nel cassetto

È rimasta invece per sempre nel cassetto dei sogni dell'artista la 2CV "Soleil", una serie speciale davvero particolare, che l'artista ricorda con queste parole: “Deve essere bianca e gialla. La scocca bianca, i parafanghi gialli, così come il cofano posteriore e la capote. I paraurti devono essere bianchi, come le scocche dei fari (rotondi, mi raccomando), bianchi anche i cerchi delle ruote. Sul bagagliaio c'è il disegno di un salvagente e sulle portiere un cappello da marinaio ed una pipa. Guardandola, si deve pensare al cielo, al mare, al sole, alla gioia di vivere”. Il motivo dello stop alla produzione fu piuttosto banale ed è lo stesso Gevin a ricordarlo: "Al responsabile Citroen di allora non andava proprio giù il giallo!»

2CV Charleston 2
La celebre 2CV Charleston pensata da Gevin


Citroën Italia ha deciso di riportare alla luce la Soleil sotto alla supervisione diretta di Gevin, partendo dalle “ceneri” di una 2CV Club del 1982. Per prima cosa si sono tracciate su carta le linee di una 2CV Club dei primi anni '80, il modello che Gevin aveva scelto per la sua serie speciale e dell'anno giusto. Poi si sono aggiunti i colori e si immaginano i disegni. Poi è arrivato persino un plico a casa di Marcello Sandi del Club Bicilindriche Italia di Lodi, amico di Gevin: l'artista in persona aveva realizzato non solo i figurini, ma anche i disegni per le fiancate e il bagagliaio. Il secondo passaggio ha riguardato invece la scelta dell'esemplare su cui lavorare, con il delicato processo di restauro che veniva affidato all'Atelier 2CV di Bareggio, vicino a Milano.

Il restauro e la (ri)nascita

Il titolare, Guido Wilhelm, viaggia in 2CV da quando era un ragazzo e conosce il modello nei minimi dettagli. D'accordo con Guido, viene presa la decisione di non modificare una 2CV già in ordine, ma di salvare una vettura che altrimenti sarebbe stata rottamata. Sulla meccanica di una 2CV Club del 1982, era stata montata la scocca di una 2CV Charleston più recente, ma la corrosione e l'incuria avevano ridotto l'auto ad un ammasso di lamiere arrugginite ed anche il telaio presentava seri problemi di corrosione. Per la meccanica la scelta è facile: smontare tutto, salvare ciò che non ha tracce d'usura e rimpiazzare tutto il resto con pezzi nuovi, possibilmente d'origine Citroën. Negli anni '50 e '60 non esistevano le moderne protezioni anticorrosione ed il nemico numero uno della 2CV (come per tutte le auto del suo tempo) è... la ruggine! Nella 2CV la corrosione si annida spesso dentro agli scatolati del telaio, oltre che sulle lamiere del fondo della scocca.

Deve essere bianca e gialla. Guardandola, si deve pensare al cielo, al mare, al sole, alla gioia di vivere

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La 2CV è un'auto leggera che (come diceva Jacques Wolgensinger) è nata per schivare gli ostacoli, non per sbatterci contro. Quindi bisogna partire dall'esame del telaio e dei fondi e l'unico sistema per farlo bene è staccare la scocca dal telaio, smontando così anche tutto ciò che al telaio è fissato, compresi motore e sospensioni. A questo punto è possibile lavorare comodamente sullo chassis, aprendolo per verificarne lo stato interno, sostituendo le lamiere corrose. Oppure cambiandolo del tutto: ancor oggi gli chassis della 2CV e delle sue derivate sono prodotti usando i macchinari di Citroën. L'esame successivo è quello che riguarda la scocca da cui andranno segate via le lamiere eccessivamente intaccate per sostituirle con piani nuovi (vedi foto 2) (anch'essi regolarmente prodotti). Le saldature verranno fatte come all'epoca: per puntatura (vedi foto 3), come veniva fatto nella fabbrica di Levallois, dove questa 2CV è nata più di trent’anni fa.

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La 2CV è stata restaurata in ogni minimo dettaglio

Il bicilindrico: ora è come nuovo

Il motore della 2CV si apre a metà, proprio come una mela. Vengono sostituite tutte le parti anche minimamente usurate. Si tratta di un motore semplice ma allo stesso tempo la sua architettura è tra le più sofisticate: un boxer bicilindrico progettato negli anni '40 dall'italiano Walter Becchia e costantemente aggiornato da Citroën con l'uso di materiali e tecnologie sempre più evoluti. Quello della nostra 2CV è l'ultimo tipo, lo stesso che equipaggerà le ultime auto prodotte sino al luglio del 1990, sviluppa circa 35 cavalli di potenza che permettono alla Deuche di sfiorare i 120 km/h. Il motore della 2CV6 è piuttosto affidabile ma ha (nella migliore delle ipotesi) almeno 25 anni di età e quindi non può che richiedere qualche cura.

 

Citroen 2CV Soleil: il restauro che l'ha portata alla luce

 

Si tratta di un motore raffreddato ad aria che se da un lato non presenta le corrosioni tipiche prodotte dal liquido di raffreddamento, dall'altro è soggetto a naturali escursioni termiche che accentuano lo stress del metallo. L'albero motore della 2CV non è revisionabile e nel caso va sostituito, cilindri e pistoni nuovi completeranno la revisione della parte centrale del motore. Le testate possono essere revisionate, con l'eventuale riporto di nuove sedi delle valvole. Queste ultime e le relative guide andranno sostituite. Un controllo all'albero a camme, la sostituzione dei bicchierini della distribuzione ed un accurato rimontaggio precederanno le regolazioni di base da fare prima dell'accensione del motore che sarà pronto così a percorrere altre centinaia di migliaia di chilometri. Con il motore pronto, il telaio e la scocca risanati e le protezioni anticorrosione rinnovate, non resta che verniciare le varie parti nelle tinte scelte: la scocca, i parafanghi, le portiere e i cofani. Poi i paraurti, i cerchi ruota e il telaio stesso.

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Guido Wilhelm, il restauratore, insieme all'artista Serge Gevin, sulla destra

18.000 euro per tornare a splendere

Il cambio di velocità è dotato di quattro marce avanti, la quinta sarebbe inutile. Non c'è radiatore dell'acqua, non c'è guarnizione della testata ma c’è un radiatore per controllare la temperatura dell’olio. Anche qui il restauro è totale: ingranaggi, sincronizzatori, tutto è verificato con il micrometro per ottenere un cambio di velocità assolutamente perfetto. Dopo aver assemblato motore e cambio, è il momento di unire la meccanica al telaio: quattro gomme Michelin 125 X 15 su quattro cerchioni nuovi (tutt'oggi forniti da Citroën) e dipinti in Blanc Meije vengono montate ai quattro bracci del telaio. 

 

I freni sono già al loro posto, nuovi anch'essi, ovviamente, come gli ammortizzatori, anch'essi originali Citroën. Infine parafanghi, portiere, cofani e paraurti. La 2CV ha ripreso la sua forma. Ora i finestrini, la capote, le maniglie con le serrature, l'impianto elettrico, il cruscotto, i rivestimenti interni ed i sedili possono trovare la loro collocazione. Infine i fari e le decorazioni. Le regolazioni al motore ed alla geometria delle ruote completeranno l'operazione. La 2CV, (ri)costruita artigianalmente oggi come allora, è pronta a tornare sulle strade d'Europa. Il costo per una simile operazione di restauro, degna di un'opera d'arte? 18.000 euro fatta e finita, come nuova. Parola di  Guido Wilhelm.

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  • Prezzo
  • Numero posti 4
  • Lunghezza da 378
    a 383 cm
  • Larghezza 148 cm
  • Altezza 160 cm
  • Bagagliaio
  • Peso da 630
    a 665 Kg
  • Carrozzeria Due volumi
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